ROMA - Multe più
leggere per le imprese, in alcuni casi più che
dimezzate; eliminazione dell'ipotesi
dell'arresto a favore di un sistema che
privilegi l'applicazione di sanzioni pecuniarie;
rimodulazione degli obblighi per il datore di
lavoro: sono alcune delle principali novità
introdotte dal nuovo Testo unico in materia di
sicurezza e salute nei luoghi di lavoro (Dlgs),
anticipato dall'ApCom. Secondo l'agenzia, il
ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, lo
presenterà in Consiglio dei ministri già la
prossima settimana.
Tuttavia il ministero del Welfare ha smentito le
notizie diffuse dall'ApCom: "In relazione a
notizie di agenzia relative a bozze sulle
correzioni al testo unico sulla sicurezza sul
lavoro - si legge in un comunicato diffuso dal
ministero - il ministero del Lavoro, della
Salute e delle Politiche Sociali precisa che non
esiste un testo definito di decreto delegato
correttivo, essendo ancora in corso l'attività
di redazione del testo stesso. Tanto che alcune
indiscrezioni riportate dalle agenzie sono già
superate da successive elaborazioni, ancorchè
non definitive".
Le disposizioni "integrative e correttive" alla
legge numero 123 del 3 agosto e i provvedimenti
di attuazione del decreto legislativo numero 81
del 9 aprile 2008, "ideale completamento del
processo di riforma intrapreso", come si legge
nella relazione di accompagnamento, sono
raccolti in un nuovo testo che, compresi gli
allegati al decreto legislativo, conta oltre 170
articoli. Il Testo Unico dovrebbe entrare in
vigore a fine luglio.
Rispetto alla versione originaria dei due
recenti testi di legge, approvati lo scorso
anno, e in particolare rispetto alle nuove
sanzioni introdotte, il governo, nella relazione
di accompagnamento al 'decreto correttivo',
osserva che "non è certo introducendo la
sanzione dell'arresto che si realizza
l'obiettivo di innalzare i livelli di tutela
negli ambienti di lavoro".
L'esecutivo si propone, pertanto, di "eliminare
le ipotesi del solo arresto a favore di un
sistema che privilegi l'applicazione di sanzioni
che prevedono l'alternativa tra arresto e
ammenda e alle quali si applica la procedura
della prescrizione obbligatoria ex dlgs n.
758/1994, La quale opera in funzione
prevenzionistica permettendo al soggetto
inottemperante di regolarizzare le condizioni di
tutela degli ambienti di lavoro usufruendo, in
caso di corretto adempimento dell'ordine
impartito dall'organo di vigilanza, della
possibilità di pagare un'ammenda ridotta
rispetto al massimo edittale".
In sostanza, risulterà assai più difficile
effettuare l'arresto, anche per i casi di
aziende ad elevato rischio industriale, quelle
sottoposte alla direttiva Seveso. Per esempio:
centrali termoelettriche, impianti e
installazioni dove è presente il rischio di
radiazioni ionizzanti, fabbriche di esplosivi,
miniere con più di 50 addetti, case di cura e
ricovero con oltre 50 addetti, cantieri
temporanei con più di 200 uomini-giorno e
attività che espongono a gravi rischi biologici,
ad agenti cangerogeni e all'amianto.
L'articolo 31 del nuovo testo, che sostituisce
l'art. 55 del precedente ("sanzioni per il
datore di lavoro e il dirigente"), alleggerisce
di parecchio le multe: quelle relative al primo
comma passano da 5-15mila a 2.500-6.400 euro,
quelle del terzo comma a carico del datore di
lavoro, che si riferiscono al documento di
valutazione del rischio, si riducono da 3-9mila
a 2.000-4.000mila euro.
Tra le novità del nuovo testo c'è il
potenziamento della 'bilateralità'. Viene cioè
introdotto un nuovo comma all'articolo 2 con il
quale "si esprime - si legge nella relazione del
ministero - il principio in forza del quale la
corretta attuazione delle norme tecniche e delle
buone prassi costituisce una presunzione di
conformità rispetto alle previsioni di
corrispondente contenuto in materia di salute e
sicurezza sul lavoro. Eguale presunzione assiste
la certificazione dell'adozione di modelli di
organizzazione e gestione della sicurezza" ad
opera delle commissioni di certificazione
istituite presso gli enti bilaterali e le
università. In pratica, gli enti bilaterali
potranno certificare che le norme in azienda
sono ben applicate andando, così, verso una
sorta di privatizzazione di funzioni più
strettamente pubbliche.
Il nuovo testo propone poi una riscrittura
dell'articolo che regola la sospensione
dell'attività imprenditoriale "in modo da
eliminare - si legge ancora nella relazione -
una serie di problemi operativi. In particolare,
eliminare qualsiasi discrezionalità
nell'adozione del provvedimento sanzionatorio e
di rendere attuale, dopo l'abolizione dei libri
matricola e paga, il parametro relativo al
lavoro irregolare".
Viene, inoltre, eliminato il riferimento alla
"reiterazione" sostituito dal concetto di
"plurima" violazione, articolata in una
pluralità contestuale di almeno tre gravi
violazioni o, in alternativa, della ripetizione
in un biennio di un'identica grave violazione.
"La sanzione che colpisce l'imprenditore che non
osservi il provvedimento di sospensione -
sottolinea la relazione - viene trasformata in
una sanzione che prevede non più l'arresto, ma
l'alternatività dell'arresto e dell'ammenda".
Ulteriori novità riguardano
anche la redazione del Duvri, il documento unico
di valutazione dei rischi da interferenza delle
lavorazioni. Secondo l'esecutivo, il Duvri dovrà
essere "correlato all'esistenza di un contatto
rischioso tra le lavorazioni" e, quindi, non si
applicherà "alle mere forniture di materiali, ai
servizi di natura intellettuale e ai lavori la
cui durata non sia superiore ai due giorni", a
meno che non sussistano rischi da interferenza
derivanti dalla presenza di agenti chimici,
cancerogeni, biologici ed esplosivi. Questo, in
concreto, si traduce in una riduzione di costi e
oneri per le imprese.