Il
governo si appresta a modificare il Testo Unico
per la sicurezza sul lavoro. Dopo i contestati
rinvii di alcune parti del provvedimento,
infatti, venerdì prossimo (20 marzo) il
Consiglio dei ministri potrebbe varare in prima
lettura un decreto correttivo che rischia di
svuotare ancora di più la tanto attesa legge che
voleva rimettete ordine alla materia. Se n’è
parlato oggi (martedì 17 marzo) all’affollata
assemblea nazionale dei rappresentati dei
lavoratori per la sicurezza della Cgil. Un
appuntamento cui hanno partecipato circa 400
delegati giunti a Roma da tutta Italia, riuniti
per fare il punto anche in vista della
manifestazione nazionale del 4 aprile al Circo
Massimo.
“Se il governo dovesse approvare un testo
modificato in peggio – ha assicurato il
leader della Cgil Guglielmo Epifani nel suo
intervento – nei prossimi giorni valuteremo come
agire, perché qui ci giochiamo un diritto
fondamentale e l’attenzione generale, passate le
grandi tragedie, si è abbassata. Il rischio è
che il paese si abitui a tutto. A noi tocca il
compito complicato di fare in modo che non ci si
abitui. In questa battaglia la Cgil svolgerà,
ancora una volta, una ruolo fondamentale”.
Di probabile, ulteriore manomissione alla legge,
si parla già da qualche tempo. I primi
colpi sono arrivati con la richiesta di un
Avviso comune avanzata alle parti sociali dal
governo, che voleva una modifica condivisa non
accolta dalla Cgil perché giudicata ‘al ribasso’.
Ora il momento della stretta sembra arrivato. Il
rischio è che venga scardinato un impianto
normativo già depotenziato da continui rinvii e
dalla mancata adozione dei decreti attuativi,
tanto che il Testo Unico è finito addirittura
nel ‘decreto milleproroghe’. Tra i rimandi più
criticati c'è quello che posticipa di un anno
l’entrata in vigore delle nuove regole per i
porti, uno dei settori più a rischio per
l’incolumità dei lavoratori.
“Venerdì il governo varerà il ‘Piano
(per chi ha) casa’, sul quale si
concentrerà l’attenzione mediatica oscurando
ancora una volta le ragioni del lavoro”, ha
osservato nel suo intervento introduttivo la
segretaria confederale di Corso d’Italia, Paola
Agnello Modica: “Di certo sappiamo che
interverranno per ridurre le sanzioni ai datori
e inasprire quelle per migranti e autisti, e che
metteranno mano anche sull’articolo 52 (quello
che riguarda il Fondo per gli Rslt e la
bilateralità, ndr). Non è azzardato supporre che
saranno tenute in considerazione le ulteriori
richieste dei datori di lavoro per svuotare il
Testo Unico”.