Il disegno di legge di
riforma del lavoro pubblico del Ministro Brunetta
(14 marzo
2009)
Non bastava la Finanziaria
varata in 9 minuti e la famigerata Legge 133,
l’infaticabile Ministro Brunetta continua la
sistematica opera di demolizione della pubblica
amministrazione.
Ed ecco approvato, in perfetto stile bipartisan (il
disegno di legge costituisce una sintesi tra l’idea
di riforma della P.A. del sen. Ichino e quella di
Brunetta) il disegno di legge di riforma
della pubblica amministrazione che troverà
piena attuazione entro nove mesi (quando cioè
verranno emanati i decreti attuativi).
Manca, naturalmente, una qualsiasi idea di rilancio
della P.A, ma in compenso il disegno di legge
contiene tutti quegli ingredienti alla base della
campagna anti dipendenti pubblici.
Il DDL si muove su 3 filoni:
Riforma della contrattazione
In questo ambito l’obbiettivo è azzerare la
contrattazione collettiva disciplinando gli istituti
in modo autoritario per legge. Il CCNL,
rigorosamente ancorato ai vincoli di bilancio,
assume una valenza meramente residuale. E
naturalmente, equiparando le regole del pubblico a
quelle del privato, segna il passaggio dalla
biennalità alla triennalizzazione dei rinnovi.
Ma di questo ringraziamo sentitamente anche la CISL,
la UIL e l’UGL…
Meritocrazia e premialità
Dietro la stucchevole retorica sull’innalzamento
degli standard qualitativi, si nasconde un sistema
di valutazione delle strutture pubbliche che
comporterà, addirittura, l’istituzione di un
organismo ad hoc composto da 5 membri (per il cui
funzionamento vengono stanziati tra il 2009 ed il
2010 circa 6 milioni di euro) che percepiranno
mensilmente più di quello che annualmente percepisce
un dipendente pubblico. A cascata, la valutazione
riguarderà i singoli dipendenti, attraverso un
sistema di incentivi e premi affidata alla piena
discrezionalità dei dirigenti. La valutazione
discrezionale ed unilaterale del dirigente impatterà
pesantemente sul salario accessorio ma anche sulle
progressioni di carriera. E con quali soldi il
Ministro Brunetta vuole pagare i più “meritevoli”
considerati i tagli al salario accessorio?
Ma il Ddl riconosce ai dirigenti potere di vita e di
morte sul personale non solo per l’erogazione del
salario accessorio, ma, più in generale, su tutti
gli aspetti della gestione del personale. Insomma,
dirigenti a guardia dei pericolosi dipendenti
pubblici assenteisti e fannulloni…
Inasprimento delle sanzioni disciplinari
Si snelliscono le procedure relative alle infrazioni
di minore entità, si prevedono specifiche ipotesi
che comporteranno il licenziamento, viene introdotto
il divieto di aumenti retributivi ai dipendenti di
uffici individuati per gravi inefficienze, ed
addirittura a carico del dipendente responsabile è
previsto il risarcimento del danno patrimoniale
nonché del danno all’immagine arrecato alle
amministrazioni.
E dal 1 luglio la prima tranche di
lavoratori precari (circa 60.000) saranno
licenziati (le stime dicono che complessivamente in
tre anni circa 200.000 lavoratori precari
saranno messi alla porta).
A tutto questo si aggiunge il pesante attacco al
“diritto di sciopero”, portato avanti con la
compiacenza di Cisl - Uil - Ugl, per ora limitato al
settore dei trasporti; ma è solo la “prova” per poi
estenderlo a tutti i settori del lavoro privato e
pubblico.
E’ chiaro che contro questo massiccio
attacco ai lavoratori bisogna intensificare le
iniziative e risposte di mobilitazione.
Per il prossimo 28 marzo, in
occasione dell’incontro fra i Ministri del Lavoro e
delle Politiche sociali del G14, le forze
del Patto di Base (Confederazione COBAS, Cub e SdL)
hanno promosso una
manifestazione nazionale a Roma aperta ai
settori sociali.
Dopo questa iniziativa è già stato convocato lo
Sciopero generale nazionale per il 23 aprile
con manifestazioni articolate sul piano regionale.
Al fine di preparare queste due importanti scadenze
a Genova si terranno in queste settimane varie
iniziative (banchetti di informazione, volantinaggi
sui posti di lavoro ed alle stazioni) ed una
ASSEMBLEA PUBBLICA
MERCOLEDI’ 25 MARZO alle ore 17
presso il Dopolavoro Ferroviario (Via A. Doria -
staz. F.S. Principe) GENOVA
COBAS
Pubblico Impiego
Confederazione COBAS
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