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da
liberazione - Sante Moretti
Il bilancio consuntivo dell'Inps 2008 evidenzia un
attivo superiore agli 11 miliardi di euro sia per il
bilancio di competenza sia per la gestione economica. E'
un dato che smentisce i profeti di sventura, i
catastrofisti, quanti hanno sostenuto che il sistema
pensionistico non reggeva, che sarebbe crollato.
Sapevano, in particolare certi guru dell'economia, di
mentire: si pensi che prevedevano in 30mila all'anno gli
immigrati che si sarebbero iscritti all'Inps e persino
che la popolazione non sarebbe aumentata. Invece gli
immigrati aumentano 8 volte tanto.
Lo scalone di Maroni è "frutto" di queste errate
previsioni, volutamente errate.
Stupisce che l'Ecofin continui ad insistere sulla
insostenibilità del sistema pensionistico italiano in
quanto la spesa sarebbe più elevata rispetto alla media
europea anche se decrescente. L'insistenza è sull'età
per il diritto delle pensioni in particolare delle
donne.
O c'è malafede o l'Ecofin ignora che l'Inps ha un
consistente attivo di bilancio e che in Italia il Tfr è
considerato una spesa pensionistica e che il prelievo
fiscale sulla pensione è pari, mediamente, al 10% degli
importi corrisposti rispetto a meno del 2% della media
europea.
Ora hanno cambiato musica, non più la grancassa
dell'insostenibilità del sistema pensionistico ma gli
squilli o gli strilli sulla sua iniquità: sarebbe troppo
garantista e generoso con i pensionati e con chi si
pensionerà a scapito dei giovani precari e senza
certezze.
Casini, Enrico Letta, Cazzola chiedono al governo più
coraggio e di riformare le pensioni: portare l'età per
tutti (uomini e donne) a 67 anni. Non solo, estendere da
subito a tutti il sistema di calcolo contributivo e la
revisione dei coefficienti per portare, dopo 40 anni di
lavoro, l'assegno pensionistico attorno al 60% del
salario degli ultimi anni; restringere la platea dei
beneficiari della riduzione d'età (lavoro usurante);
diminuire i contributi per aiutare le imprese, cioè a
trasformare una quota di salario (i contributi sono
salario) in profitto.
E' bene ricordare che i "privilegiati" ricevono
dall'Inps un assegno pensionistico inferiore a 1.000
euro al mese e ben 5 milioni sono al di sotto di 500
euro al mese.
Il crescente avanzo dell'Inps è dato da un aumento dei
contributi, i ritocchi delle aliquote dei lavoratori
dipendenti, l'aumento di quelle degli autonomi e della
gestione separata. E' dato soprattutto dall'aumento
degli iscritti all'Inps che passano da 13.950.000 del
2001 a 19.390.281 del 2008 ed i nuovi iscritti sono in
maggioranza immigrati.
Debole rimane invece rimane la lotta all'evasione
contributiva che viaggia sopra i 35 miliardi l'anno.
L'immigrato è una manodopera giovane sia se impegnato
nei cantieri, nelle campagne o come badante versa i
contributi ma maturerà il diritto alla pensione? Se
ritorna nel paese di provenienza senza aver maturato il
diritto, i contributi versati gli verranno restituiti?
Oppure se riesce a pensionarsi, riceverà la pensione nel
suo paese d'origine?
E' questa una questione che, prima o poi, andrà
affrontata. Non vorrei che quelli della Lega, che stanno
costruendo un muro di odio verso gli immigrati,
sognassero di derubarli dei contributi.
L'Inps ha disponibili 11 miliardi, non devono restare
nelle casse dell'Inps, ma dati al sistema pensionistico.
In primo luogo si aumentino i minimi, si rivalutino le
pensioni medio-basse, si istituisca un diverso sistema
di rivalutazione annuale, si amplii la platea del lavoro
usurante, pesante o alienante. Per l'età: flessibilità
60/55 anni per tutti.
Anche l'Inail ha un gruzzoletto di 13 miliardi: è
urgente che rivaluti le rendite e soprattutto
predisponga un piano straordinario di prevenzione,
continuano a morire tre lavoratori ogni giorno.
L'attivo dell'Inps è salario dei lavoratori ma c'è chi
pensa di metterci le mani, prendendo a pretesto la
crisi.
14/03/2009 |