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il comunicato stampa
FLAI-CGIL:
MATTIOLI A CREMASCHI
SUL CCNL ALIMENTARE:
CI HA STANCATO CHI
VIVE CON PENNE BLU E ROSSE
Dichiarazioni del Segretario nazionale
della Flai-Cgil Antonio Mattioli
“La
Rete 28 aprile, corrente interna alla
Cgil che fa capo al Segretario nazionale
della Fiom Giorgio Cremaschi, sta
diffondendo su siti internet e in alcuni
posti di lavoro volantini
propagandistici con i quali si invitano
i lavoratori a non accettare la
piattaforma unitaria di rivendicazione
per il rinnovo del CCNL dell’industria e
della cooperazione alimentare.
Con
tale materiale si accusa la Flai di
avere aderito nei fatti all’accordo
separato sebbene questo non corrisponda
assolutamente alla realtà. Anzi, la Flai
ha svolto un lavoro condiviso con la
Cgil ed in coerenza con le decisioni
assunte a suo tempo dal direttivo
confederale sulle linee contrattuali.
La
durata triennale dei contratti è stata
votata dal Comitato Direttivo della Cgil
nel quadro della riforma della
contrattazione e della piattaforma
unitaria di Cgil, Cisl e Uil; anche sul
welfare contrattuale la Flai ha
riportato quanto definito nella
piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e
Uil; abbiamo previsto il consolidamento
della contrattazione aziendale e
l’estensione in alternativa alla
contrattazione territoriale, utilizzando
una storia contrattuale della categoria
che in molte realtà ha prodotto
incrementi economici per tutti i
lavoratori di 1600 euro medi annui,
indipendentemente dalla natura del
rapporto di lavoro, pagamento delle
rette degli asili nido e scuole materne
pubbliche, pagamento dei trasporti; i
173 euro di aumento richiesti sono un
incremento delle retribuzioni pari al
9,8% e la Flai ha previsto il recupero
tra l’aumento contrattuale e l’aumento
del costo della vita; non si dice nulla
delle deroghe perché la Flai non vuole
alcun tipo di deroga.
Il regolamento condiviso unitariamente,
parte integrante della piattaforma,
prevede anche il referendum sulla
piattaforma e sull’ipotesi di accordo e
può essere attivato anche durante la
trattativa.
Preso
atto di questo ci viene da dire che non
c’è limite all’indecenza.
La questione diventa inaccettabile e di
carattere etico quando questo
atteggiamento viene tenuto da alcuni
compagni della Cgil per giustificare
strumentalmente posizioni insostenibili,
utilizzando i lavoratori per ragioni che
nulla hanno a che fare con il lavoro.
I soggetti che vivono con le penne blu
e rosse in tasca e che si ergono a
correttori e giudici pensando di essere
gli unici possessori della verità hanno
francamente stancato.
Poi, quando gli stessi, parlano solo per
sentito dire e non conoscono il merito
delle scelte che si fanno ed espongono
comunicati con la firma della Cgil per
denigrare la Flai, vuol dire che non
siamo di fronte ad un confronto su
posizioni diverse e legittime ma a
scelte finalizzate a creare caos,
disinformazione, utili al solo conflitto
interno.
I signori delle matite rosse e blu si
leggano i documenti e le proposte.
A questo punto i casi sono due: o la
Rete 28 Aprile decide di stare in Cgil o
ha deciso di fare dell’altro utilizzando
strumentalmente i lavoratori e la Cgil”. |