La piattaforma degli alimentaristi in
linea con l'intesa del 22 gennaio
Venerdì 06 Marzo 2009 15:19
Pubblichiamo l’articolo di fondo uscito su
Conquiste del Lavoro, quotidiano della Cisl, il 3 marzo
2009. (…)
Conquiste del Lavoro, 3 marzo 2009. (www.conquistedellavoro.it)
Agroalimentare, primo
rinnovo dopo la riforma contrattuale
La ricerca della mediazione e, se serve anche del
compromesso, per quanto lunga ed impegnativa, alla fine
paga.
Non nasconde la sua soddisfazione il segretario generale
della Fai, Augusto Cianfoni, per l’approvazione della
”bozza” di piattaforma per il rinnovo del contratto
nazionale per i lavoratori dell’industria e della
cooperazione alimentare, oli e margarine da parte dei
direttivi nazionali delle organizzazioni confederali del
comparto: Fai, Flai e Uila. E’, infatti, il primo rinnovo
contrattuale dopo l’accordo dello scorso 22 gennaio e
riguarda 400 mila lavoratori.
E’ interessante osservare che, in una nota congiunta, le tre
organizzazioni ribadiscono la decisione di procedere
unitariamente per il rinnovo triennale dei contratti,
”componendo attorno agli interessi dei lavoratori le
diversità di opinioni e di giudizio sulle questioni di
carattere generale”.
Il prossimo contratto avrà durata triennale e punterà alla
”valorizzazione della contrattazione integrativa,
prevedendone l’estensione anche nel territorio”. Ed inoltre
ad un rafforzamento della bilateralità per promuovere e
sostenere la formazione continua e la gestione del Welfare
integrativo, rispetto al quale
un punto importante è quello relativo al fondo sanitario. In
relazione allo scenario nel quale si colloca il rinnovo
contrattuale, le organizzazioni sindacali del settore
sottolineano che l’agroalimentare italiano soffre degli
effetti della crisi globale, generata dagli eccessi e dalla
spregiudicatezza della finanza creativa, che rischia di
mettere in crisi le produzioni, i consumi ed il lavoro. Ed
inoltre che il reddito da lavoro dipendente non ha
beneficiato della distribuzione della ricchezza prodotta in
questi anni, insufficiente per rispondere ai reali
fabbisogni, resi ancora più evidenti dalla recessione.
Con una speranza rispetto al futuro: il comparto
agroalimentare italiano, anche in virtù di una consolidata
attenzione alla innovazione di prodotto, ha in sé un
significativo valore aggiunto sul quale far leva per
individuare gli strumenti e le azioni necessarie per uscire
dalla crisi. Per quanto concerne la rivendicazione
salariale, volta al recupero del potere d’acquisto e fissata
in 173 euro lordi, Cianfoni osserva che è in linea con
l’intesa del 22 gennaio scorso e riflette una consolidata
prassi nell’industria alimentare, prudentemente estranea al
vecchio tasso di inflazione programmata. Su un altro
aspetto della piattaforma insiste Cianfoni : ”La sfida
strategica, raccolta dal sindacato sulla produttività, sulla
quale le imprese dovranno segnare la loro condivisione, con
uno sviluppo vero e diffuso della contrattazione integrativa
territoriale per le piccole e medie imprese del settore, si
deve accompagnare ad un vero salto culturale per alimentare
un attivo processo di partecipazione dei lavoratori alla
vita delle aziende”.
Il dado è tratto e l’articolato della piattaforma è ora
sottoposto al dibattito ed alla approvazione dei lavoratori.
Il varo definitivo all’assemblea unitaria dei delegati,
convocata a Chianciano per il 23 e 24 marzo.
Giovanni Contena