WELFARMA - L'ULTIMA TROVATA IN CASA CHIMICI

 

Ormai va di moda. Ad ogni problema da risolvere corrisponde un tavolo bilaterale. Basta con la vecchia contrattazione, e sopratutto basta con l'autonoma, democratica e partecipata valutazione dei lavoratori sul come affrontare i loro problemi ed i loro bisogni.

Caratteristica del tavolo bilaterale è che non si litiga. Il presupposto di partenza (ovviamente illusorio in campo sindacale) è che a tutto sia possibile trovare una soluzione in nome di un interesse comune, condiviso, generale.

 

In questo caso facciamo riferimento all'accordo firmato lo scorso novembre 2008 tra Farmindustria e sindacati confederali del comparto chimico.

 

La questione da risolvere è semplice. Nell'industria farmaceutica ci sono almeno (per ora) 6.000 informatori medico scientifici di troppo di cui le aziende vogliono disfarsi. E' ovvio che per il settore, e per il tipo di professionalità in gioco, questo rappresenta un vero salasso occupazionale.

I contraccolpi sindacali e le lotte per la difesa di questi posti di lavoro, in una condizione normale, sono cose che l'impresa deve mettere in cantiere.

 

E' così che a Farmindustria viene l'idea geniale. Ottenere in anticipo la disponibilità sindacale a ridurre il numero di informatori medico scientifici, facendogli cioè digerire ed accettare l'idea che questa riduzione è nelle cose, non è colpa di nessuno, è oggettiva, necessaria.

In cambio Farmindustria propone un percorso "innovativo" per gestire gli esuberi, che, guarda caso, altro non è che la costituzione dell'ennesimo ente bilaterale che in questo caso viene chiamato Welfarma.

 

L'idea funziona così (leggi l'accordo del 20 novembre 2008)

 

Farmindustria e sindacati concordano sull'idea che il numero degli informatori medico scientifici vada ridotto. E già questo per Farmindustria non è risultato da poco.

E' chiaro che, avendo già accettato a priori questo assunto (l'esistenza di esuberi), le trattative aziendali per l'apertura di procedure di mobilità e Cigs procederanno sul burro, senza intoppi particolari.

Quindi gli esuberi verranno messi o in mobilità o in Cassa integrazione straordinaria (espulsi) .... ma nessuna paura .... ora interviene Welfarma, l'agenzia padronale-sindacale che vi aiuterà a cercare un altro posto di lavoro. E questo grazie, ovviamente ai soliti impegni formativi e riformativi, ed in collaborazione con le agenzie di collocamento (private e pubbliche).

E qui l'accordo è lacunoso.

Se Welfarma non riesce a ricollocare l'esubero, l'esubero che fine farà ??? E poi a quali condizioni l'esubero è obbligato (se lo è) ad accettare la soluzione lavorativa che grazie a Welfarma potrà essere individuata. Potranno essergli proposte soluzioni a tempo determinato, precario e quant'altro ?? .. o Welfarma si impegna a cercare soluzioni a parità di valore professionale e retributivo ???

Su tutto ciò l'accordo è generico. Le uniche cose certe che l'accordo prevede è che ci sono esuberi e che verrà costituita l'agenzia Welfarma formata da padroni e sindacati.

 

In realtà l'accordo sembra non voler (e poter) risolvere nulla se non rendere più digeribile ai sindacati l'accettazione della ristrutturazione del comparto. Cosa di cui si sono accorti anche gli informatori medico scientifici che in un sondaggio che li ha coinvolti dichiarano, per il 95%,  il loro totale scetticismo.

 

Un'ultima nota di colore.

In tutte le dichiarazioni stampa a proposito dell'accordo sulla costituzione dell'agenzia, sia i padroni che (sopratutto) i sindacati si fanno vanto che i costi dell'agenzia e della sua attività non peseranno sui costi della contrattazione decentrata .... ma basta leggere l'accordo per scoprire che .... "I costi per l'attuazione del modello Welfarma saranno valutati e compresi nei costi dell'accordo aziendale, la dove le parti ne concordassero l'utilizzo" ... e intanto l'agenzia può intascare sicuramente i fondi pubblici (europei e no) per la formazione.

 

5.3.2009

COORDINAMENTO RSU