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Meglio tenere gli
occhi bene aperti
L'opposizione della Cgil all'accordo
separato, la crisi del PD che da alcuni viene presentata
come occasione di riscossa per il Lavoro non sembrano
proprio riuscire a prendere forma di una proposta
veramente innovativa ed alternativa rispetto alla deriva
liberista e neocorporativa.
Certo è che la Cgil non ha firmato
l'accordo separato sul modello contrattuale ma non perde
occasione per affermare che comunque non si rifiuterà di
sedersi ai tavoli attuativi di quell'accordo. Per
controllare (dice Epifani) ma senza dire per proporre cosa.
Intanto Bonanni (Cisl),compreso il
messaggio, sbottona una forma di comprensione e di
apertura verso la Cgil affermando che ... ""Non ho
mai detto una cosa del genere - spiega (cioè
trattare sui rinnovi dei Ccnl senza Cgil)-, dico però che
ciascuno si faccia i suoi conti, che non stia da solo,
ci sono anche gli altri"
Il banco di prova è proprio la
piattaforma per il CCNL, predisposta proprio in questi
giorni (unitariamente) per il settore alimentare che
guarda caso assume il triennio contrattuale come
riferimento. Cosa che già di per sè sottintende di fatto l'accettazione del nuovo modello
contrattuale come riferimento, anche per la Cgil.
Gli stessi chimici Cgil hanno
avviato nel direttivo nazionale la loro discussione per il prossimo rinnovo
contrattuale affermando che adotteranno come riferimento
il documento unitario che ha poi partorito l'accordo
separato che la Cgil non ha firmato.
Una scelta, questa che dimostra la
genericità, la debolezza e la contraddittorietà del
fronte Cgil tanto più se la confrontiamo con lo sforzo
fatto dalla Cgil nella scuola che, con un referendum,
ha permesso ai lavoratori della scuola di respingere l'accordo
contrattuale firmato solo da Cisl e Uil.
La proposta di Epifani di tassare i
redditi superiori a 150 mila euro (con cui si voleva
dare forma alla necessità di una svolta nella politica
economica del Governo) è rimasta in piedi soltanto poche
ore. Il PD si è premurato di bocciarla prima che lo
facesse la Confindustria. Bisogna dire che Epifani non
ha insistito molto se non come materia per apparizioni
televisive di scarso effetto.
Non un programma di assemblee, non
una vera proposta di piattaforma, non una vera proposta
di mobilitazioni a sostegno .... semplicemente una
proposta .. buttata lì.
Ed ora l'ultima uscita di Letta
(quello del PD non quello del PDL) che candidamente
propone di ripristinare lo scalone Maroni sulle pensioni
per recuperare risorse con cui dare un sussidio ai
disoccupati. Tutto come al solito. Invece di
preoccuparsi di sostenere ed incrementare il reddito dei
lavoratori e dei pensionati si propone di continuare a
spremere da questi le risorse con cui finanziare la loro
bella figura.
Di lotta all'evasione ovviamente
ancora tutti parlano, ma senza fare nulla. I cattivi
sollevando dubbi sull'effettiva portata del fenomeno, i
buoni affermando che la battaglia va fatta ma è
difficile e di lunga durata, quindi si vedrà.
Ed intanto, elemosine a parte
(social card), gli unici che hanno intascato dal bilancio
pubblico fior di quattrini sono le imprese e le banche.
La sgradevole impressione è che
tutti chiedono di cambiare perchè nulla cambi. Quello
che manca è la sensazione che ci sia in campo una
proposta alternativa, capace di rappresentare quei
bisogni che oggi vengono massacrati dall'interesse di
capitale e di rendita, interessati solo a sostenere se stessi (alla
faccia della solidarietà nazionale).
Quello che manca ancora è una
organizzazione sindacale capace di dare forma ad una
mobilitazione capace di difendere ciò che oggi ci
vogliono invece togliere, sia sull'occupazione che su
salario e pensioni, e di conquistare maggiori tutele.
Da tempo si dice che la Cgil è ad un
bivio ed ancora non si è decisa sul che fare veramente.
Ciò che permette alla Cgil di stare
ferma al bivio quasi lasciando che le cose accadano da
sole e nel tempo è l'assenza di un rapporto vero tra
l'apparato Cgil ed i luoghi di lavoro, nei quali si
segue la polemica sindacale aperta solo tramite giornali
e televisione.
Quello che manca alla Cgil per dare
credibilità alle posizioni che formalmente ha assunto
come organizzazione è la ricerca di un mandato preciso
dai lavoratori per portare avanti con la lotta una
piattaforma che sostenga quegli obiettivi che
l'organizzazione afferma di voler portare avanti.
Finchè tutto rimane nelle segrete
stanze delle segreterie è chiaro che la montagna
partorirà il solito topolino che in questo caso assume
la forma di un semplice, inutile, improduttivo scontro
tra burocrazie. E si sa ... la storia anche recente ce
lo dimostra ... tra burocrazie, ad un certo punto, un
accordo lo si trova.
Coordinamento rsu
03/03/2009 14:14 |