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"La
legge antisciopero è autentico fascismo"
Nota stampa. Il Governo rifiuta di
legiferare sulla democrazia sindacale. Respinge l’ipotesi che le
lavoratrici e i lavoratori possano decidere sulle piattaforme e
sugli accordi con il loro voto e, nello stesso tempo, impone ad essi
di non scioperare o di scioperare virtualmente. (...)
Come in altri
piani il Governo si sta inventando un suo sistema costituzionale che
non ha nulla a che vedere con la Costituzione della Repubblica nata
dalla Resistenza.
Il diritto allo sciopero è un diritto individuale e già esistono le
leggi che lo disciplinano. Trasformarlo in un potere dei sindacati
maggioritari, tra l’altro da attuare in forme virtuali, cioè
inesistenti, significa semplicemente cancellare tale diritto. Né
vale la tesi per cui questa misura eccezionale e antidemocratica
avrebbe effetti solo nel settore dei trasporti. E’ evidente,
infatti, che i principi che qui vengono affermati, proprio perché
affrontano temi di carattere costituzionale, non possono essere
ristretti a un solo settore. Il Governo vuole colpire il diritto di
sciopero perché sa perfettamente che nei prossimi mesi ci saranno
sempre più conflitti sociali dovuti alla crisi e alla sua gestione
sbagliata e ingiusta. Limitare la libertà, imporre autoritariamente
le decisioni e reprimere il dissenso è una caratteristica tipica dei
sistemi antidemocratici e, nella nostra storia, è la caratteristica
autentica del fascismo.
Se il Governo andrà avanti su queste misure, occorrerà una risposta
politica e sindacale senza precedenti, sia sul piano delle relazioni
sociali e sindacali, sia sul piano del ricorso alla magistratura e
alla Corte Costituzionale. E’ chiaro che dopo questa scelta, con
questo Governo ci può essere solo rottura e conflitto sociale.
Rete28Aprile
Roma, 26 febbraio
2009
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