E’ il tempo
dello sciopero virtuale nei servizi essenziali,
soprattutto nei trasporti. È questa l’idea del
governo per regolamentare l’astensione dal lavoro. O
quantomeno è quello che prevede la bozza di disegno
di legge “per la regolamentazione e prevenzione dei
conflitti collettivi di lavoro con riferimento alla
libera circolazione delle persone”, che sarà
all'attenzione del prossimo Consiglio dei Ministri.
Secondo quanto riferisce l’Adnkronos, che ha potuto
consultare il testo, la delega al governo prevede
"l'istituto dello sciopero virtuale, che può essere
reso obbligatorio per determinate categorie
professionali", le quali “per le peculiarità della
prestazione lavorativa e delle specifiche mansioni”,
determinino o possano determinare, in caso di
astensione dal lavoro, “la concreta impossibilità di
erogare il servizio principale ed essenziale".
Secondo il governo, per di più, per
proclamare uno sciopero nel settore dei trasporti
sarebbe necessario un referendum consultivo
preventivo obbligatorio. A meno che non si tratti di
proclamazioni da parte di sindacati che hanno più
del 50% di rappresentatività (cioè quasi nessuno,
ndr). Inoltre, nei servizi di particolare
rilevanza, servirebbe anche l'adesione preventiva da
parte del singolo lavoratore.
Nella bozza, stando a quanto riferisce
l’agenzia di stampa, si profila anche la
creazione di una Commissione per le relazioni di
lavoro, cui spetterebbe anche il compito di
"verificare l'incidenza e l'effettivo grado di
partecipazione agli scioperi", anche al fine di
fornire al Governo, alle parti sociali e agli utenti
dei servizi pubblici essenziali "un periodico
monitoraggio sull'andamento dei conflitti”, sul loro
reale “impatto sui servizi essenziali”, e sulla
“rappresentatività degli attori sociali", in grado
cioè di garantire "trasparenza e simmetria
informativa nelle relazioni industriali".
La Commissione per le relazioni di lavoro
sarebbe composta da un numero massimo di
cinque membri, scelti però su designazione dei
Presidenti della Camera dei deputati e del Senato
della Repubblica,i e nominati con decreto del
Presidente della Repubblica. La relazione tecnica
che accompagna la bozza di ddl evidenzia poi che la
previsione della riduzione del numero dei commissari
dagli attuali 9 della Commissione di garanzia ai 5
previsti per la nuova commissione comporta una
riduzione di spesa “da euro 1.050.000,00 a euro
588.000,00 con un risparmio di euro 462.000,00”. Il
risparmio verrà prioritariamente utilizzato per
assolvere ai nuovi compiti assegnati dalla delega
alla Commissione per le Relazioni di Lavoro.
Gli altri principi che il ddl intende
recepire per la regolamentazione dello
sciopero nel settore dei trasporti riguardano
inoltre la predisposizione di “adeguate procedure”
per un congruo anticipo della revoca dello sciopero,
per “eliminare i danni causati dall'effetto
annuncio”, e di una “più efficiente disciplina delle
procedure di raffreddamento e conciliazione attenta
alle specificità dei singoli settori”. Ci sarebbero,
poi, norme relative alla semplificazione delle
regole sulla “rarefazione soggettiva ed oggettiva
anche in funzione del grado di rappresentatività dei
soggetti proclamanti”, nonché una revisione delle
regole sulla concomitanza di scioperi che incidano
sullo stesso bacino di utenza. Il ddl infine, sempre
secondo l’Adnkronos, comporterebbe il “divieto di
forme di protesta o astensione dal lavoro lesive,
anche per la durata o le modalità di attuazione, del
diritto alla mobilità e alla libertà di
circolazione”, anche attraverso l'individuazione,
nei contratti e negli accordi collettivi relativi a
servizi non essenziali, “di specifiche formalità e
procedure per la proclamazione”.