STATALI
Voto sui contratti separati. Cgil esclusa dall'integrativo


Via al referendum. Agenzia delle entrate: «No al tavolo con la Fp, non ha firmato il nazionale»
Da ieri sono in pieno svolgimento le operazioni di voto dei lavoratori pubblici di ministeri, Enti pubblici non economici, Agenzie fiscali sui contratti nazionali 2008/09 recentemente firmati da Cisl Fp e Uil Pa: la serie di contratti senza Cgil avviati dal primo accordo separato nel settore, il «Protocollo Brunetta». La Fp Cgil, che ha indetto il referendum, ha fatto sapere, per bocca del segretario Alfredo Garzi, che «sono già migliaia le lavoratrici e i lavoratori che hanno deciso di esercitare uno fra i più elementari diritti democratici: esprimere un giudizio sulle scelte che li coinvolgono».
Anche la Rdb, dal canto suo, si mobilita contro i contratti separati: annuncia che oggi effettuerà una consultazione tra i lavoratori sui contenuti del biennio economico 2008-2009. «Chiediamo ai lavoratori di respingere un contratto firmato solo da due sigle sindacali, esprimendo dissenso anche in merito all'accordo del 22 gennaio sulla riforma dei contratti, alla Legge 133 del 2008 e al Protocollo del 30 ottobre firmato da Cisl e Uil», dice Massimo Briguori della direzione Rdb parastato.
Sempre in rapporto ai contratti separati, la Fp Cgil ha denunciato che «l'Agenzia delle entrate ha diramato a tutte le proprie direzioni regionali una nota con cui comunica che la Fp Cgil non può partecipare alla contrattazione di secondo livello in quanto non firmataria del contratto nazionale di lavoro 2008/2009». «Una scelta non sostenuta da norme legislative e contrattuali - dice Garzi - Si vuole mettere a tacere la voce critica della Cgil nei confronti di un'Amministrazione che depotenzia la lotta all'evasione fiscale, mettendo in atto una riorganizzazione che sta gettando nel caos gli uffici territoriali».
Tornando al referendum di ieri (che continua anche oggi), l'ottima affluenza registrata si è avuta «nonostante lo straordinario impegno di tante amministrazioni pubbliche nel rendere improba l'esigibilità di questo diritto - denuncia sempre la Fp Cgil - Abbiamo assistito alle più degeneranti pratiche antidemocratiche». Ed ecco alcuni esempi degli ostacoli frapposti dai dirigenti di molti uffici, segnalati dal segretario nazionale Garzi: «Al ministero per lo Sviluppo economico ci è stata vietata la possibilità, garantita dallo Statuto dei lavoratori, di organizzare l'assemblea. Al ministero del Lavoro si frappongono ostacoli per lo svolgimento delle operazioni di voto perché l'amministrazione non condivide l'ordine del giorno con il quale convochiamo il referendum. In una sede delle Agenzie delle entrate è stata vietata la disponibilità di locali per le votazioni. In un'altra dell'Inps, l'amministrazione ha sequestrato l'urna elettorale nel pieno svolgimento delle operazioni di voto».

10-2-09