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Roberto Farneti
Ogni giorno nei cantieri e nelle fabbriche italiane perdono
la vita, in media, dai tre ai quattro lavoratori. Anche ieri
le cronache hanno registrato la morte di due operai in
altrettanti incidenti. Più del 90% degli infortuni mortali
avviene in aziende sotto i 16 dipendenti dove, a norma di
Statuto dei lavoratori, il sindacato non può essere
presente. Di fronte a questa strage, l'unica cosa che il
governo Berlusconi ha finora dimostrato di voler fare è di
impedire l'applicazione del Testo Unico del 2008 per la
salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. La legge impone
comunque l'emanazione dei decreti attuativi entro il 30
aprile 2009, ma evidentemente l'esecutivo intende utilizzare
il tempo che gli rimane per "smantellare" le norme più
sgradite agli imprenditori.
Una strategia politica emersa con chiarezza ieri. «Con gli
emendamenti proposti dalla Lega e passati in Commissione
affari costituzionale del Senato con parere favorevole del
governo - denuncia Paola Agnello Modica, segretaria
confederale Cgil - non ci sarebbe più la certezza del
diritto di avere Rappresentanti dei lavoratori per la
sicurezza nelle piccole aziende, esattamente laddove si
concentra il più alto tasso di infortuni». Non solo: il
governo ha anche ventilato la possibilità di un ulteriore
rinvio dell'attuazione dei decreti per il comparto marittimo
e portuale e per tutti i settori della Pubblica
amministrazione previsti dall'art. 3.
Non ci stanno Cgil Cisl Uil che parlano di «fatto
gravissimo» e accusano il governo di non avere ancora
convocato la Commissione Consultiva sui decreti attuativi,
«privando le istituzioni e le parti sociali di un'essenziale
sede di confronto». I sindacati tornano quindi a chiedere
unitariamente all'esecutivo l'immediata attuazione del Testo
Unico.
Altro che disgrazie, altro che vittime della fatalità. Le
cause degli incidenti «sono sempre le stesse: norme sulla
sicurezza carenti e spesso inesistenti; assenza dei
controlli; precarietà dei rapporti di lavoro». A ricordarlo
è il segretario generale della Fillea Cgil di Roma e Lazio,
Sandro Grugnetti, intervenuto ieri per commentare la morte,
nel cortile di una scuola elementare di Roma, di un operaio
di 43 anni, Rodolfo Ruggeri, caduto da una scala alta cinque
metri mentre effettuava alcuni lavori.
Per affrontare questa «strage silenziosa» la Fillea Cgil di
Roma e Lazio «chiede l'aumento delle ispezioni ancora
insufficienti per fungere da deterrente. In un anno -
sottolinea Grugnetti - viene ispezionato solo un esiguo
numero di cantieri». Solidarietà alla famiglia di Rodolfo
Ruggeri è stata subito espressa da Alessandra Tibaldi,
assessora al Lavoro della Regione Lazio. Tibaldi ricorda i
15 milioni di euro stanziati fino al 2010 dalla giunta
Marrazzo «per potenziare l'azione di contrasto agli
incidenti e morti sul lavoro».
Sempre ieri un operaio di un cantiere dell'autostrada A4
Milano-Brescia è stato travolto e ucciso da un'auto che, in
seguito ad un incidente, è sbandata nella corsia di
emergenza dove l'uomo stava lavorando, tra lo svincolo della
tangenziale est di Milano e l'uscita di Agrate.
10/02/2009
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