Gruppo Telecom Italia - quel che non ci convince nel rinnovo del Ccnl

Sbalorditivo davvero. Non abbiamo neanche fatto in tempo ad apprezzare gli argomenti di Guglielmo Epifani che hanno motivato la non sottoscrizione della Cgil all'accordo separato del 22 gennaio 2009, rafforzati tra l'altro dal Comitato direttivo di pochi giorni fa, che assistiamo ad un fenomeno incomprensibile nel Gruppo Telecom Italia relativamente alla piattaforma del rinnovo del Ccnl. Tanto per cominciare viene presentata congiuntamente da Slc-Cgil e da Uilcom, viene dichiarata inemendabile e contiene tutto quello per cui la Cgil ha fatto mancare la firma all'accordo nazionale: rinnovi triennali, tregua sindacale, aumenti che recuperano solamente l'inflazione prevista dalla Bce e quindi al di sotto delle esigenze reali, Enti Bilaterali a gogò, miglioramenti insufficienti delle norme a tempo determinato dopo l'introduzione massiccia di svariate forme di contratti di precariato, illusorie e inadeguate "clausole sociali" per limitare le cessioni di ramo d'azienda (mentre non c'è l'unica richiesta che serve, e che non faranno mai, del rientro della forza lavoro al committente in caso di insuccesso), peggioramento delle mansioni dei sesti livelli da esecutivi a operativi per renderli disponibili a turnistiche alle quali oggi non sarebbero tenuti. Tra l'altro questa piattaforma del Ccnl è scritta in sole due pagine, perché tutto il resto è demandato ad altri organismi distanti e "complici", che snaturano il ruolo delle Rsu e rendono i lavoratori e le lavoratrici muti spettatori di scelte unilaterali di una casta sindacale che si perpetua e si rafforza. The show must go on ed ora aspettiamo che la Cisl (con un po' di impegno forse ce la fa anche la Ugl) convochi una bella assemblea e ci presenti la sua piattaforma. L'Azienda ringrazia. Siamo convinti che l'attacco alla Cgil, pur non essendo mai stato il nostro sindacato, è un attacco alla più grande organizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici ed il tentativo del governo di emarginarla è un pericoloso e grave rischio per la democrazia; e per finire sosterremo nei posti di lavoro la richiesta del referendum sull'accordo separato e daremo il massimo impegno perché venga respinto al mittente. Questa battaglia è talmente importante che nessuno può pensare di essere autosufficiente per vincerla, invitiamo Slc-Cgil a fare la dovuta chiarezza senza la quale rischiano di depotenziare lo stesso referendum, perché i lavoratori e le lavoratrici avrebbero qualche difficoltà a capire.


Alessandro Caruso, Daniela Cortese, Giuseppe Papaleo, Raffaele Trischitta Rsu Snater di Telecom Italia Sparkle


07/02/2009