Dacci oggi il nostro
accordo separato... E Bonanni ottiene
l'imprimatur
Il leader Cisl, in udienza
da Benedetto XVI, lancia «un nuovo patto di
concertazione». E il papa dà l'ok
Tocca accontentarsi. Ciò che negli Usa dice il
presidente - «non si può avere una classe media
forte, senza un forte movimento dei lavoratori»
- in Italia afferma il pontefice - «il mondo ha
bisogno di persone che si dedichino con
disinteresse alla causa del lavoro, nel pieno
rispetto della dignità umana e del bene comune».
Mentre il governo (nostrano) mai ha fatto
mistero dell'intenzione di fare piazza pulita
dei diritti del lavoro (figuriamoci dei
sindacati).
In udienza da Benedetto XVI è arrivato ieri
Raffaele Bonanni, leader Cisl fresco fresco di
firma (separata) sulle nuove regole della
contrattazione. L'occasione: il sessantesimo
anniversario del sindacato guidato da Bonanni.
La tentazione: un'imprimatur sull'accordo
separato firmato di recente. Il segretario
generale della Cisl ha fatto tesoro della
ghiotta occasione: «L'eccezionalità di questa
crisi economica, ci offre l'occasione per un
ripensamento del modello capitalistico globale
attraverso l'applicazione dei principi di
partecipazione e solidarietà», dice Bonanni,
lanciando «un nuovo grande patto di
concertazione, come già avvenne in situazioni
difficili della vita del nostro paese». Per
concertare che cosa - dopo la firma separata
(senza l'organizzazione maggiormente
rappresentativa) sul modello contrattuale - non
si sa. Ma Bonanni continua. «Tocca in
particolare alle aziende e al sindacato
modificare il sistema produttivo... Non c'è
migliore garanzia per affrontare e contenere le
crisi economiche di una efficacie e solidale
convergenza d'interessi tra lavoratori e
imprenditori nel governo dell'impresa e negli
indirizzi di riforma». E conclude: «Cambiare il
nostro modello di capitalismo per trovare una
sintesi nuova tra bene comune e mercato, tra
capitale e lavoro: questa è la sfida e
l'opportunità che oggi questa crisi ci invita a
sapere cogliere». Parole sentite e risentite,
ieri ufficialmente benedette. Il pontefice ha
dato l'ok alle parole di Bonanni, dalla
«necessità di una più serrata concertazione tra
le diverse componenti della società»
all'auspicio che «dall'attuale crisi mondiale
scaturisca la volontà comune di dare vita a una
nuova cultura della solidarietà e della
partecipazione responsabile, condizioni
indispensabili per costruire l'avvenire del
nostro pianeta». E ancora: «La chiesa, che
apprezza il ruolo fondamentale dei sindacati, vi
è vicina oggi come ieri perchè possiate
adempiere al meglio il vostro compito nella
società». Un brodo di giuggiole per Bonanni che
fuori dai microfoni (e appena uscito dalle
stanze vaticane) ne ha approfittato: «Se non sa
comporsi con le altre forze la Cgil rischia di
diventare una forza distruttrice». Mica come la
Cisl che invece è talmente «dedita agli
interessi dei lavoratori» da rifiutare persino
il loro pronunciamento sugli accordi siglati.
Compreso quello, sostanziale, che controriforma
le regole della contrattazione.
1.2.2009 |
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