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1 Febbraio 2009
Disonorevoli pensioni
Si riparla di
nuovi interventi sul sistema
pensionistico. Mentre Brunetta
vuole portare a 65 anni l’età di
pensionamento delle donne, Tremonti
dichiara che il welfare e le pensioni
sono da riformare. Sacconi lo
smentisce sostenendo che il problema non è
all’ordine del giorno del governo. Ma noi
sappiamo che mente e che probabilmente, anche
per effetto della crisi in atto, qualche
intervento non potrà essere rinviato.
In astratto potremo anche essere d’accordo. Ma
riteniamo ingiusto pensare di sottrarre soldi in
futuro a chi fatica ad arrivare alla fine del
mese, mentre ancora sulle pensioni dei
parlamentari non si è fatto praticamente nulla.
Naturalmente il problema si pone nello stesso
modo per tutti i consiglieri regionali anche se
le regole sono più rigorose. Noi diciamo che
è scandaloso quanto avviene oggi,
anche se per i nuovi eletti di questa
legislatura vi sono regole più restrittive (è
necessario fare 5 anni pieni per poter ricevere
l’assegno). A mio giudizio, come per tutti i
lavoratori, i contributi pagati dovrebbe essere
versati in un fondo presso l’Inps (come per i
lavoratori a progetto) ed utilizzati per
determinare la pensione di vecchiaia al 65° anno
o per integrare l’eventuale altro trattamento
pensionistico dovuto per altra causa. Ma la
questione veramente fondamentale è che le nuove
regole dovrebbero valere anche per chi è già ex
parlamentare e fruisce dell’assegno. Non
accettiamo che si parli di “diritti quisiti” e
quindi non modificabili. La Corte
Costituzionale ha già sancito che non si tratta
di vera e propria pensione, ma di
vitalizio, come tale modificabile in
qualunque momento. Per intanto ogni ex
parlamentare si basa sulle regole esistenti al
momento in cui ha lasciato il Parlamento, regole
che in passato avevano dell’incredibile. Siamo
infatti in presenza di casi clamorosi e vorrei
qui citarvi quelli più emblematici:
RIPORTO LA
LISTA REDATTA DALL'ITALIA DEI VALORI
Irene Pivetti, nel 2013, a 50 anni,
dopo 9 anni a Montecitorio inizierà a percepire
una pensione di 6.203 euro mensili.
Giuseppe
Gambale, entrato ragazzino nel 92', è andato in
pensione nel 2006 a 42 anni con 8.455 euro lordi
al mese.
Giovanni
Valcavi, banchiere varesino, è rimasto al Senato
68 giorni (dovette poi dimettersi per
incompatibilità) ma ogni mese, dal 23 aprile del
1992 , porta a casa una pensione attualmente di
3.108 euro.
Dall'autunno del 2000 incassa ogni mese il
vitalizio senatoriale (sia pure ridotto per
reversibilità) la vedova di un uomo che non mise
mai piede al Senato: Arturo Guatelli, che
subentrò a camere già sciolte al senatore
Morlino (morto per infarto).
Vi sono
4 ex parlamentari radicali ( Angelo Pezzana,
Piero Graveri, Luca Boneschi e René Andreani),
che percepiscono una pensione di 1.733 euro
netti al mese per essere stati al Parlamento un
solo giorno. Si sono infatti dimessi lo stesso
giorno in cui sono stati proclamati eletti.
Toni
Negri, leader di Potere operaio, nel 1983 era
detenuto per associazione sovversiva e
insurrezione armata contro i poteri dello Stato.
Pannella lo inserì nelle liste radicali
facendolo eleggere in Parlamento, dove i mise
piede alla Camera solo per sbrigare le pratiche
connesse al suo insediamento. Dopo 64 giorni e 9
sedute, temendo di finire di nuovo in gattabuia,
si diede alla latitanza in Francia senza mai più
farsi vedere a Montecitorio. Ciononostante, dal
1993 (compiuti 60 anni) riscuote ogni mese la
pensione parlamentare, oggi di 3.108 euro.
Altri
parlamentari con meno di 60 anni si sono
aggiunti con l’interruzione dell’ultima
legislatura:
Antonio
Martusciello, Fi, , 46 anni, dal 1° maggio 2008,
intasca 7.959 euro lordi al mese di vitalizio.
Lo
stesso avviene per Rino Piscitello, Pd, 47 anni
e mezzo e pure lui ha 4 mandati. Alfonso
Pecoraro Scanio (Verdi), 49 anni, deputato dal
1992, 16 anni di mandato effettivo, vitalizio di
8.836 euro lordi al mese.
Enrico
Boselli (Sdi), 51 anni, 4 mandati e 7.958 al
mese. Come Oliviero Diliberto, segretario del
Pdci, 52 anni.
Ricevono
6.203 euro al mese: Mauro Fabris (Udeur) e
Franco Giordano (Prc) entrambi 50 anni, Stefano
Boco (Verdi), 52 anni, Carlo Leoni (SD), 53
anni, Gloria Buffo (SD) 54 anni, Marco Fumagalli
(SD), Maurizio Ronconi (Udc), 55 anni, Dario
Rivolta (FI) 55 anni, Salvatore Buglio (RnP), 57
anni, Tana de Zulueta (Verdi), 57 anni, Mauro
del Bue (Psi), 57 anni, Francesco Monaco (Pd),
57 anni.
Hanno un
mensile di 3.636 euro: Dario Galli (Lega), 57
anni, Giannicola Sinisi (Pd), 51 anni, Natale
D’Amico (Dini), 52 anni, Roberto Barbieri (Psi),
55 anni, Roberto Manzione (Consumatori), Gianni
Nieddu (Pd), 56 anni .
Percepiscono 7.959 euro al mese Ettore Peretti
(Udc), 50 anni, Ramon Mantovani (Prc), 53 anni,
Enrico Nan (FI), 55 anni, Fulvia Bandoli (SD),
56 anni. Pietro Folena (Prc), 50 anni, 8.836
euro.
Incassano 8.164 euro al mese Franco Danieli (PD),
52 anni, Stefano Morselli (La Destra), 54 anni,
Euprepio Curto (An), 56 anni, Aniello Palumbo
(Pd), 56 anni, Tiziana Valpiana (Prc), 57 anni.
Ancora,
tra i “giovani” pensionati del Parlamento,
ritroviamo Marco Taradash, 57 anni, ex deputato
di Forza Italia, un tempo radicale, e Alfonso
Gianni, 58 anni, 15 di anzianità parlamentare,
di Rifondazione , Valerio Calzolaio (Pd), e
Vittorio Sgarbi, 55 anni, con 8.455 euro al
mese.
Ci sono
anche sotto i sessant’anni, l’ex magistrato di
«Mani pulite» Tiziana Parenti, Maura Cossutta,
figlia del fondatore dei Comunisti italiani
Armando; e Annamaria Donati, Verde della prima
ora, Peppino Calderisi, storico combattente
contro il finanziamento dei partiti quando era
seguace di Marco Pannella, ora in Forza Italia e
Nando Dalla Chiesa, 58, Pd.
Ci sono
gli ex senatori Edo Ronchi (Pd), 58 anni,e
Willer Bordon, 59 anni: entrambi avranno
(riscatti permettendo) il massimo del vitalizio
senatoriale: 9.604 euro.
Non
vanno poi dimenticati gli ex parlamentari
condannati per gravi reati e che ciononostante
percepiscono laute pensioni: Paolo Cirino
Pomicino (Udeur): 1 anno e 8 mesi definitivi per
finanziamento illecito tangente Enimont, 2 mesi
patteggiati per corruzione per fondi neri Eni,
Antonio Del Pennino (FI):2 mesi e 20 giorni
patteggiati per finanziamento illecito Enimont;
1 anno 8 mesi e 20 giorni, patteggiati per i
finanziamenti illeciti della metropolitana
milanese, e di protagonisti di Tangentopoli,
come Altissimo, Di Donato, Pillitteri, La Ganga,
De Lorenzo, Martelli, Tognoli.
Senza
dimenticare i falsi testimoni come Formica, e i
condannati ante Tangentopoli: Pietro Longo,
Franco Nicolazzi e Mario Tanassi.
Pensiamo che negli Stati Uniti,
all’unanimità, hanno deciso di negare la
pensione ai parlamentari condannati per
corruzione, spergiuro e altri reati contro la
pubblica amministrazione. «I politici
corrotti - ha spiegato il promotore della
legge, Nancy Boyda - meritano condanne alla
prigione, non pensioni pagate dal contribuente».
Ogni anno tra Camera e Senato si spendono
più di 200 milioni di euro per pensioni
degli ex parlamentari e la cifra è
destinata solo a salire. Intervenire è
un dovere! |