Accordo separato
Cgil: al voto con o senza Cisl-Uil
Il direttivo lancia la mobilitazione dopo l’intesa sui
contratti. 4 ore di sciopero e, tra febbraio e marzo,
campagna di assemblee per spiegare il no ai lavoratori.
Dopo sarà organizzato il voto “dei lavoratori e delle
lavoratrici”, “iscritti e non”
Il direttivo
della Cgil ha approvato all'unanimità la decisione
di non sottoscrivere l'accordo sulla riforma del
modello contrattuale. Le iniziative della
confederazione, da qui alla manifestazione nazionale
del 4 aprile, prevedono 4 ore di sciopero a
disposizione delle strutture (il primo stop sarà
quello già deciso da Fp e Fiom, il 13 febbraio) e
l’avvio di una campagna di assemblee in tutti i
luoghi di lavoro - dal 9 febbraio al 9 marzo – per
informare sui contenuti dell’accordo separato. La
Cgil non abbandona infatti l’idea del voto
sull’accordo, cui Cisl e Uil si oppongono. Al
termine della campagna la confederazione intende
organizzare “il pronunciamento dei lavoratori e
delle lavoratrici, iscritti e non – si legge nel
documento approvato - anche sulla base di un
dispositivo che verrà appositamente predisposto; che
coinvolgerà con apposite modalità pensionate e
pensionati”.
Contratti
Secondo il direttivo il vertice sulla crisi del 22
gennaio scorso a Palazzo Chigi “non ha avuto nessuna
risposta sui problemi, e si è scelto da parte del
Governo e delle imprese di mascherare quel nulla,
forzando un accordo separato sugli assetti
contrattuali. Si è volutamente cercata la divisione
del sindacato; la divisione, le non politiche sono
la misura delle risposte del Governo della crisi”.
“La Cgil ha detto no a quell’accordo – si legge nel
documento - perché non tutela i salari, perché
indebolisce la contrattazione a partire dalle
deroghe e dalla limitazione dell’autonomia
contrattuale delle categorie, perché limita il
diritto di sciopero, attraverso una misurazione
della rappresentatività non condivisibile. Che va
configurandosi come prima tappa di un intervento
generale sulle regole dello sciopero che abbiamo già
considerato inaccettabile. Così come è costruito
l’accordo separato non produce l’universalità del
modello, è già evidente la differenza tra pubblico e
privato, ma sarà ulteriormente differenziata dagli
“accordi specifici”, ovvero dalle cosiddette intese
applicative con le singole associazioni di impresa”.
La Cgil sottolinea lo “smisurato affidamento alla
bilateralità, che sganciato da una precisa attività
contrattuale può favorire una pericolosa scelta di
sostituzione della contrattazione e costituzione di
un ceto che può trasformarsi in casta. Scelta
chiaramente visibile nelle proposte di concezione
corporativa del welfare contenute nel Libro Verde”.
Inoltre “nonostante la sede in cui si è operata la
divisione non vi è traccia di un legame tra questo
accordo e la politica dei redditi. Mentre si
accentua la pressione fiscale sul lavoro dipendente
e sulle pensioni nulla si fa per contrastare
l’evasione e l’elusione fiscale e il Governo
continua a non dare risposte alla piattaforma
unitaria del novembre 2007 e quella unitaria dei
pensionati i cui temi devono restare al centro di
tutta la nostra iniziativa. L’unico riferimento
“fiscale” è al secondo livello che viene a dipendere
strutturalmente dal vantaggio fiscale”.
Pensioni, no a innalzamento età donne e a
modifica coefficienti
Riguardo alle pensioni, il direttivo ribadisce che
“il sistema previdenziale ha bisogno di stabilità;
anche per questo, quindi, non possono essere
accettate manomissioni a partire dall’innalzamento
dell’età pensionabile delle donne e dalla modifica
dei coefficienti di trasformazione relativi al
sistema di calcolo contributivo. Va invece
ripristinata la flessibilità in uscita che, tra
l’altro, rappresenta l’unico strumento valido per
coniugare una reale parità di trattamento tra uomo e
donna con l’esercizio delle opportunità individuali
e della libera scelta. Sui coefficienti di
trasformazione chiediamo che venga rapidamente
istituita la commissione così come previsto dalla
legge 247/2007. Mentre ribadiamo l’urgenza dei
lavori usuranti. Come sempre non accetteremo che una
logica di tagli ispiri processi di “riforma” perché
tutto questo è frutto di una finanziaria rigida e
sbagliata”.
Crisi
“L’approvazione della manovra anticrisi (ex
decreto 185), avvenuta con il ricorso alla fiducia e
poche modifiche ulteriormente peggiorative –
conferma il nostro giudizio di un Governo che non ha
un’idea sul come affrontare la crisi, è inadeguato,
non stanzia risorse, e scarica i costi della crisi
sulle condizioni dei lavoratori dipendenti e dei
pensionati. Dà ragione allo sciopero generale del 12
dicembre e all’esigenza di continuare la lotta. In
particolare: sugli ammortizzatori sono assolutamente
inadeguate le risorse stanziate e le modalità
previste sia per l’allargamento della cassa in
deroga, che per l’utilizzo dell’indennità di
disoccupazione ai fini della sospensione non
rispondono all’urgenza di tutela dei lavoratori
precari e tentano di sovvertire il principio
dell’ammortizzatore universale pubblico con un
profilo di anticostituzionalità sul quale abbiamo
già annunciato il ricorso alla Consulta a cui si
aggiunge il gravissimo ritardo e l’atteggiamento di
rinvio del Governo nel confronto con le Regioni per
l’aumento delle risorse. Se al prossimo incontro non
arriveranno risposte si porrà il problema di forme
specifiche di mobilitazione.”
“Sul settore dell’auto e sulla filiera, le gravi
preoccupazioni per la tenuta occupazionale e
produttiva, richiedono che il Governo decida
rapidamente dei provvedimenti a sostegno della
domanda, di organizzazione della domanda pubblica,
di sostegno alla ricerca in direzione della
sostenibilità e compatibilità ambientale, vincolando
le imprese dalla filiera alla difesa
dell’occupazione e al mantenimento delle produzioni
negli stabilimenti italiani.”
Welfare
La social card, per la Cgil “continua a
dimostrare i limiti di diffusione e di utilizzo. Si
conferma che meglio sarebbe stata un’erogazione
diretta alle persone interessate e che è un
provvedimento costruito per rivolgersi a pochi,
mentre la platea che andrebbe sostenuta è molto più
ampia”.
Il bonus alle famiglie, invece, è giudicato “un
provvedimento una tantum, nonostante tutto lasci
presagire una crisi lunga, i criteri non danno la
certezza che sia usufruito dalle famiglie numerose e
in condizione di povertà. L’insieme dei
provvedimenti indica come il Governo non abbia
assunto il principio del contrasto alla povertà e
del sostegno al reddito dei lavoratori dipendenti e
dei pensionati”.
Iniziative
Il CD della Cgil proclama 4 ore di sciopero
a sostegno delle misure di contrasto della crisi e
contro l’accordo separato, la cui gestione è
affidata alle strutture.
Il CD della Cgil conferma il percorso di
mobilitazione a sostegno della piattaforma per le
politiche di contrasto alla crisi e contro l’accordo
separato, questa prima fase di mobilitazione si
concluderà con una grande manifestazione a Roma il 4
aprile 2009.
Da oggi al 4 aprile tutta la Cgil è impegnata a
sostenere:
- Un’ampia campagna di iniziative nel Mezzogiorno
con i due appuntamenti nazionali del 27 febbraio e
del 9 marzo.
- Lo sciopero con manifestazione nazionale della
Funzione Pubblica e della Fiom.
- La mobilitazione nazionale dei pensionati del 5
marzo
- Lo sciopero dei lavoratori della conoscenza nel
mese di marzo
- La contrattazione sociale, va rafforzata,
rilanciata ed estesa e verrà presentata con
l’assemblea pubblica dell’11 marzo a Roma.
- L’iniziativa pubblica con Legambiente
- Assemblea RLS
Il CD della Cgil decide una campagna di assemblee in
tutti i luoghi di lavoro - dal 9 febbraio al 9 di
marzo – per informare dei contenuti dell’accordo
separato, delle nostre valutazioni e delle nostre
proposte. Al termine della campagna di assemblee
andrà organizzato il pronunciamento dei lavoratori e
delle lavoratrici anche sulla base di un dispositivo
che verrà appositamente predisposto; che coinvolgerà
con apposite modalità pensionate e pensionati.
30/01/2009
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