Il pasticcio della social
card
Le
denunce e le critiche fioccano da tutte le parti. "Carte
mai ricaricate, mancata chiarezza riguardo ai prodotti
sui quali è applicabile lo sconto, estrema difficoltà
nel reperire i negozi abilitati”. E solo 350 mila carte
consegnate
di P.A.
La social card
di Tremonti potrebbe anche non essere una “tessera
dei poveri”, come ha detto con un certo coraggio il
ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche
sociali, Maurizio Sacconi, ma è sicuro che è già un
gran pasticcio. Le denunce e le critiche fioccano da
tutte le parti. Sia dal fronte dell’opposizione, sia
all’interno delle aree politiche che sostengono il
governo Berlusconi. Neppure la Chiesa cattolica si è
tirata indietro questa volta schierando direttamente
il quotidiano dei vescovi che ha svelato per primo
la truffa dei numeri. Avrebbero infatti essere più
di un milione i beneficiari, mentre siamo invece
intorno alle 350 mila persone. Si stanno verificando
poi episodi di vera umiliazione perché molte persone
hanno dovuto consegnare le merci che avevano messo
nel carrello del supermercato perché – arrivate alla
cassa per pagare – hanno scoperto di avere una
tessera (pardon una card) non coperta.
Adusbef e Federconsumatori si sono fatte carico in
particolare delle segnalazioni arrivate dai
cittadini sui vari intoppi della 'social card'. Le
associazioni parlano infatti di "carte mai
ricaricate, mancata chiarezza riguardo ai prodotti
sui quali è applicabile lo sconto, estrema
difficoltà nel reperire i negozi abilitati". Adusbef
e Federconsumatori ribadiscono che "sarebbero altre
le operazioni da adottare per aiutare veramente le
famiglie in maggiore difficolta', ad esempio
attraverso l'aumento diretto delle pensioni
sociali". Ma queste associazioni non fanno politica
e non spetta dunque a loro suggerire proposte
politiche. Per questo, "in attesa di una vera
manovra a sostegno delle famiglie più disagiate
daranno mandato ai propri legali per studiare misure
di assistenza, anche attraverso pratiche di
risarcimento per danno morale ed esistenziale".
Dal fronte della politica, dopo altre voci critiche
che si erano levate nei giorni scorsi, interviene il
segretario del Pd. "Una cosa umiliante, non degna di
un paese civile", ha dichiarato Walter Veltroni, nel
corso di un seminario del Pd con i rappresentanti
del terzo settore, a proposito del fatto che "in un
terzo dei casi, come si legge nei giornali, la
social card non contenga soldi". “Peraltro – ha
spiegato Veltroni – è un fatto umiliante fare la
spesa utilizzando la carta varata dal governo. Posso
testimoniare - dice il segretario del Pd - che
quando i pensionati vanno a pagare con la social
card, e quando nessuno sa di cosa si tratti, vengono
immediatamente indicati".
Per la Cgil, parla la segretaria confederale, Morena
Piccinini. "Dai primi risultati della fase di avvio
della Social Card si prefigura il fallimento della
misura, sul quale il governo farebbe bene a
riflettere". Lo ha spiegato oggi la segretaria
confederale della Cgil, ricordando come
l'organizzazione sindacale "abbia ritenuto la Social
Card uno strumento sbagliato, di valore
insufficiente, utilizzabile solo da pochi rispetto
ai tanti che vivono situazioni di povertà e che
avrebbe comportato difficoltà organizzative ai
richiedenti e alti costi di impianto e di gestione".
Dopo questa prima fase di avvio della misura, rileva
la sindacalista della Cgil, "i risultati sono: un
numero di richieste molto inferiore al numero dei
beneficiari previsto; disfunzioni di tipo
organizzativo che aumentano il disagio e la vergogna
di chi sta utilizzando la carta; un uso della carta
da parte di componenti ordini religiosi che, seppure
nullatenenti, non vivono gli stessi disagi e le
tante difficoltà di altre categorie sociali".
Insomma è necessario che il "il governo deve
riflettere su questi primi risultati che prefigurano
il fallimento della misura", così come occorre, a
giudizio della Cgil, che il governo apra un
confronto, più volte richiesto unitariamente dal
sindacato, per individuare interventi - conclude -
che abbiano risorse e strumenti in grado di
contrastare davvero la povertà".
15/01/2009
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