Il 18 dicembre il Consiglio
dei ministri ha approvato i regolamenti attuativi del piano per la
scuola del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. I
provvedimenti sono quattro e riguardano la riorganizzazione della
rete scolastica e dell'utilizzo delle risorse umane, la
riorganizzazione della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di
istruzione, due provvedimenti per licei e istituti tecnici. Per
quanto riguarda gli ultimi due regolamenti, e' stato solo avviato
l'esame della riforma che ora sara' sottoposta a dibattito in
vista dell'attuazione definitiva per l'anno scolastico 2010/2011.
Per quanto riguarda la scuola primaria l'entrata in vigore dei
dispositivi è prevista già dall'anno 2009/2010.
Queste alcune delle novità che vengono introdotte: anticipo
dell'iscrizione a due anni e mezzo nella scuola dell'infanzia,
abolizione del modulo a più maestri e introduzione del maestro
unico di riferimento nella scuola primaria, aumento fino a 5 ore
di inglese, su richiesta, nella scuola media, possibilità per gli
stranieri di utilizzare le due ore della seconda lingua per
l'italiano, taglio degli indirizzi per la scuola superiore, si
passa da 204 a 11 negli istituti tecnici, da 510 a 9 nei licei.
Vengono istituiti, inoltre, due nuovi Licei, quello di scienze
umane (ex magistrali) e quello musicale-coreutico (danza e
musica).
I regolamenti attuativi prevedono anche misure di valorizzazione
dei docenti: dal 2011 i migliori insegnati potranno usufruire di
un premio di produttività fino a 7.000 euro annuali.
In conferenza stampa a Palazzo Chigi il ministro Gelmini ha
annunciato il varo delle misure con aria soddisfatta, ma secondo
il sindacato c’è poco di che gioire. Nonostante le parziali marce
indietro compiute dal governo rispetto al disegno iniziale
presentato lo scorso settembre, il complesso degli interventi
sulla scuola continua a preoccupare la Flc Cgil, che in una nota
sottolinea come i tagli intervengano “su tutti i segmenti del
sistema formativo, riducendo drasticamente gli organici”, mentre
“nella scuola primaria spazzano via tutte le esperienze positive
realizzate in tanti anni”.
“Recenti ed autorevoli indagini internazionali – spiega la Flc
-hanno confermato l’eccellenza dell’attuale modello didattico ed
organizzativo, fondato sul modulo e sul tempo pieno con
compresenze ma, dopo i decreti in via di emanazione, tutto ciò
diventerà un pallido ricordo!”
Secondo la Flc “la determinazione dimostrata da questo governo nel
colpire in modo così devastante la scuola primaria è la conferma
che l'unico obiettivo che ha guidato scelte così scellerate è
stato quello di fare cassa”.
“Il rinvio degli altri regolamenti ed il ripristino delle 40 ore
nella scuola dell’infanzia – conclude il sindacato - sono solo il
frutto della mobilitazione e degli scioperi di questi mesi.
Contrasteremo, quindi, con determinazione, insieme al popolo della
scuola, le decisioni di queste ore sulla primaria e sui tagli
pesantissimi agli organici, per chiedere interventi a sostegno di
una scuola pubblica e di qualità.
Cisl, Uil, Snals e Gilda firmano il contratto
Il 17 i sindacati scuola di Cisl, Uil, Snals-Confsal e Gilda hanno
sottoscritto il rinnovo del contratto della scuola per il biennio
economico 2008-09. Si tratta, secondo lo Snals-Confsal, di un
contratto ponte di un anno che consente, data l'esiguita' delle
risorse disponibili, di mettere subito nella busta paga del
personale della scuola 70 euro medi a dipendente, che
corrispondono all'inflazione programmata dal Governo per gli anni
2008 e 2009, cioe' pari al 3,2%.
Per la Cgil, che non ha firmato, si tratta invece di “un contratto
beffa”. “Le risorse messe a disposizione sono una miseria e
offendono la dignita' dei lavoratori della scuola. Non ci sono le
condizioni per la sottoscrizione dell'ipotesi di contratto
relativo al biennio 2008/2009", questo il commento di Domenico
Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil. "Si confermano le
ragioni che avevano portato la Cgil a non firmare l'intesa del 30
ottobre con il Governo - prosegue Pantaleo -. Cosi non si tutela
il potere di acquisto dei salari erosi dalla pressione fiscale e
dall'inflazione. Al tavolo della trattativa abbiamo ripetutamente
richesto più' soldi per le buste paghe dei lavoratori, ma non c'e'
stata nessuna disponibilita', ne' apertura".