Forse non sarà tecnicamente una
«truffa» - come la definisce Antonio Di Pietro - certo è che le
caratteristiche ci sono tutte. Fate voi. I sindacalisti che ieri
mattina si sono presentati a via Fornovo - una delle sedi del
ministero del welfare - per discutere di procedure, quantità, durata
temporale, numero di dipendenti interessati alla cassa integrazione,
hanno letteralmente «scoperto» che tutti i lavoratori dell'Alitalia
sono già in cig.
A che titolo - allora - stanno presentandosi sul posto di lavoro tutti
i giorni? Le risposte sono state imbarazzate ed evasive, ma si possono
sintetizzare così: chi sta al lavoro in questo momento verrà pagato
per intero dall'Alitalia, non dall'Inps. Però, i famosi «quattro anni
di cassa, più tre di mobilità» hanno già preso a decorrere dallo
scorso 14 ottobre. Ossia dalla data in cui il commissario
straordinario, Augusto Fantozzi, ha deciso la messa a terra di 37
aerei e del personale corrispondente (sui vari turni).
Una decisione che dovrà essere attentamente vagliata da avvocati e
magistrati, perché appare parecchio oltre le colonne d'Ercole della
legislazione attuale. E che apre diversi problemi. Il primo, lampante,
è come possa essere considerata giuridicamente «in cassa» una persona
che invece sta lavorando - con tanto di contratto! - per conto di
un'azienda, per di più, statale a tutti gli effetti. Il secondo,
velenoso, sta nel fatto che un paio di mesi in più di «anzianità di
cassa» - anche se non effettuata - possono incidere sulla platea dei
pre-pensionandi (ricordiamo che sono 18.500 le persone interessate da
questi «dettagli»). Il terzo, politico, è che non esiste più alcuna
regola condivisa: i lavoratori sono meno di carne da cannone,
indipendentemente dalle competenze (in Alitalia ce sono di prima
categoria) e dal grado di «identificazione con l'azienda» (difficile,
prima d'oggi, trovare esempi migliori in questo schifo di paese).
A chi non è addentro alle «segrete cose» può risultare difficile
comprendere la portata generale delle questionidi cui stiamo parlando:
facciamo dunque degli esempi. I dipendenti Alitalia «in cassa», per
rimanere lavoratori «attivabili», dovrebbero ricevere adeguato
aggiornamento professionale. Vista l'alta specializzazione, infatti,
vanno continuamente aggiornati brevetti e certificazioni: ogni pilota
può guidare un solo tipo di aereo, mentyre ogni assistente di volo è
abilitato a lavorare su tre modelli. Se uno resta «tagliato fuori»
dall'aggiornamento è un uomo o una donna finito/a. Bene. Alla semplice
domanda «chi si farà carico dell'aggiornamento del personale in
cassa», tutti - ministero, Cai, Alitalia - si sono chiamati fuori.
Eppure è un punto fondamentale sottoscritto, in settembre, da tutte e
nove le sigle sindacali, da Cai, dal governo (il sottosegretario
Gianni Letta) e persino dal commissario Fantozzi. Il cui
rappresentante, ieri, se n'è candidamente uscito con l'affermazione
«il commissario non si occupa del personale in cig». Visto che si sta
parlando di 8.000 persone e relative famiglie, sarebbe bene che un
«titolare» ad occuparsene» venga finalmente fuori.
Intanto il commissario stesso taglia «ancora un po' di voli». Per
completare il discorso truffaldino addebita tale decisione al
personale «che nelle ultime due settimane ha fatto crescere le
malattie». Mentre il quadro dei tagli - come dimostrano le proteste
dei dipendenti e degli enti locali da Palermo - dipende esclusivamente
dalla volontà di far coincidere, per quanto possibile, il numero di
voli gestito da Alitalia con quello che sarà poi gestito dalla Cai di
Colaninno & co. Robetta.
E mentre Fantozzi registra i suoi spot promozionali («per me Cai
partirà il 1 dicembre; vorrei invitare gli italiani a dare fiducia a
questa compagnia»), pur ammettendo che sono fasulli («noi stiamo
lavorando perché parta dal 1 dicembre; poi anche in politica capita
che le lancette dell'orologio si fermino, ma per pochi giri»), fonti
della società di Colaninno ammettono senza tanti giri di parole che
«partire dal 1 dicembre è difficile; ma puntiamo al 15 dicembre,
perché ci sono problemi che non dipendono da noi». O che non sapevate
che avreste avuto. Improvvisando.