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CGIL CONTRO CISL, E' DUELLO FRA SINDACATI SUGLI
SCIOPERI |
di
Francesca Chiri
ROMA - L'incontro 'ad eslcudendum' tra governo-Cisl-Uil-Confindustria
senza la Cgil scatena un putiferio nel sindacato e accorcia i tempi
per la proclamazione dello sciopero generale da parte della
confederazione diretta da Guglielmo Epifani. Il direttivo
dell'organizzazione sindacale ha infatti dato mandato alla segreteria
di proclamare la mobilitazione nazionale a sostegno della piattaforma
'anti-crisi' indicando già la data: il 12 dicembre, giornata in cui si
sarebbe dovuto svolgere lo sciopero dei metalmeccanici della Fiom.
Restano invece confermate le altre iniziative di lotta, a partire da
quella 'unitaria' del 14 novembre per l'università, da cui si è
tuttavia sfilata la Cisl, e quella di sabato 15 novembre dei
lavoratori del commercio, settore in cui Cisl e Uil sono andati alla
firma 'separata' sul contratto.
La proclamazione dello sciopero ha messo l'accento sulla spaccatura
tra Cgil da un lato e Cisl e Uil dall'altro, aggravata dall'incontro
che ieri si è tenuto a Palazzo Grazioli tra esponenti del governo, i
segretari di Cisl e Uil e Confindustria. "Quello che è accaduto ieri
sera, se confermato, è gravissimo, una cosa senza precedenti", dice
aprendo in mattinata i lavori del direttivo Cgil il segretario
Guglielmo Epifani, convinto che ciò apra "un problema formale nei
rapporti con le altre organizzazioni sindacali e con la
Confindustria".
Di più, sostiene l'organizzazione nel documento finale del direttivo,
"questo fatto, insieme, racchiude l'esistenza di una conseguente
relazione tra lo stato del confronto sulla riforma del modello
contrattuale e la volontà del Governo di dividere le organizzazioni
sindacali e premere in direzione di un accordo separato". Un accordo
senza la Cgil che arriverebbe quindi dopo quello sugli statali e dopo
quello sul commercio di questa estate, mentre proprio la Cisl e l'Ugl
si sono sfilate dallo sciopero indetto per l'università a cui, per il
momento, continua ad aderire invece la Uil. L'incontro 'segreto' a
Palazzo Grazioli, che la Uil continua a negare, ha suscitato però
anche l'irritazione dell'Ugl, il sindacato più vicino politicamente
alla maggioranza di governo. "Pensavamo che la stagione degli incontri
riservati fosse terminata con la scorsa legislatura.
Nel rapporto tra governo e parti sociali c'é ormai un problema di
metodo che, se possibile, viene prima ancora di quello di merito",
afferma il segretario, Renata Polverini, che questa mattina ha
convocato d'urgenza la segreteria. Si difende invece il segretario
della Uil, Luigi Angeletti: "se c'é, da molti mesi a questa parte, un
piano preordinato di divisione del Sindacato, questo è quello posto in
essere dalla sola Cgil", dice, definendo "sconsiderata" l'affermazione
di Gianni Pagliarini, responsabile lavoro del Pdci, secondo il quale
il mancato invito, ieri, della Cgil è "in linea col programma della
P2". Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, tenta in un primo
momento di smorzare i toni: "incontri informali ci sono e ci saranno
sempre, quel che contano sono i dati politici", dice inizialmente ma
poi, a fine giornata, attacca sullo sciopero: "rispetto le libere
decisioni della Cgil, tuttavia le considero mosse da valutazioni più
politiche che sindacali".
La polemica incalza. "In un momento di crisi economica e di difficoltà
del Paese un governo responsabile dovrebbe lavorare per unire e
costruire percorsi condivisi", sostiene Anna Finocchiaro, presidente
del gruppo Pd a Palazzo Madama, giudicando "gravissimo ciò che è
avvenuto ieri sera". Il segretario del Prc, Paolo Ferrero, esprime
"totale e piena solidarietà alla Cgil, che il governo delle destre
cerca di isolare trattando solo con i sindacati amici".
"E' ormai fin troppo chiaro che la linea estremista e massimalista di
Epifani sta mettendo la Cgil in un angolo", afferma invece Daniele
Capezzone, portavoce di Forza Italia. |
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