Qualcuno aveva timidamente già
provato a dirlo. Zitti e mosca, la risposta del governo, sempre pronto
a tacciare di ideologia ogni forma di critica. Non fosse che ieri a
certificarlo, con la pubblicazione di un sondaggio realizzato nei mesi
scorsi, è stata la Banca d'Italia. Alla quale il governo, per bocca
del ministro Sacconi, ha riservato la stessa risposta: Ideologi!
Si parla di detassazione di straordinari, che il governo ha avviato in
giugno in via sperimentale e che ora mette sul banco come moneta di
scambio per un accordo (separato, senza la Cgil) sulla riforma del
modello contrattuale. Una misura 'lunare' in tempi in cui la crisi
imperversa e le imprese pensano a ridurre la produzione. Non solo. In
questo modo si disincentivano le aziende dal fare nuove assunzioni,
dice il sondaggio realizzato dalla Banca d'Italia, pubblicato ieri, su
oltre 4 mila imprese dell'industria e dei servizi. Emerge che della
detassazione hanno beneficiato il 30,8% degli addetti, che il
monte-ore straordinari è aumentato per il 13,% dei lavoratori
dell'industria e per il 10,2% di quelli dei servizi. Ma soprattutto,
emerge che la misura diminuisce la necessità di nuove assunzioni per
il 29,1% delle imprese dei servizi e per il 24,6% di quelle
dell'industria. La risposta di Sacconi non si fa attendere: «E'
ridicolo dare valore scientifico alla percezione degli intervistati
che hanno comunque risposto a una domanda ideologica senza
controprova...», dice Sacconi per poi concludere, «Consiglio al
servizio studi della Banca di aiutarci un po' di più, e meglio, a
prevedere l'andamento dei mercati finanziari». Un po' come dire,
neppure troppo educatamente: non v'impicciate negli affari miei. Ma a
dirlo è un ministro, e all'indirizzo della più importante autorità
nazionale in campo economico. Gongola invece la Cgil: «L'avevamo
detto, e ora lo dice anche la Banca d'Italia».