Nella notte il lancio di uova
marce nel cortile della sede Rai. La mattina successiva telefonate
minatorie: «State attenti, sappiamo dove vivete e lavorate». La
trasmissione Chi l'ha visto? suscita le ire dei camerati, rea di aver
mostrato nella puntata di martedì sera un video inedito sulle
aggressioni, avvenute prima dell'arrivo a Piazza Navona del corteo
degli universitari, di Blocco Studentesco.
La trasmissione manda in onda, in prima serata, scene di pura
violenza: militanti di Blocco che danno colpi di cinghia a ragazzi, in
stile con la loro Cinghiamattanza (canzone cult degli ZetaZeroAlfa,
gruppo musicale di quest'area, ritualmente ballata a suon di fibbiate
in faccia). «Guardate la faccia sgomenta e preoccupata dei ragazzi,
sono dei ragazzini - commenta così le sequenze la conduttrice Federica
Sciarelli - Scappano, spaventatissimi da quello che sta succedendo».
Nel gran fuggi fuggi si riconoscono nel filmato, mandato in onda al
rallentatore, Davide Di Stefano, uno dei leader di Blocco e tra i più
attivi nel darle, e altre facce note dell'organizzazione.
Elementi sufficienti per tacciare la trasmissione di aver istigato in
una trasmissione del servizio pubblico una lista di proscrizione,
«invitando - scrive in una nota Casa Pound (centro sociale d'estrema
destra e sede del Blocco) - i telespettatori a fornire informazioni e
generalità di ragazzi che non sono né scomparsi, né tantomeno
sconosciuti e gli antifascisti più violenti a mettere in pratica la
loro aspirazione più nota "uccidere un fascista non è reato"». Inutile
la difesa di Sciarelli che giura (e la registrazione della puntata
sembra darle ragione): «Non ho sollecitato i telespettatori a fornire
alcuna indicazione. Mi sono solo limitata a dire "guardate queste
immagini". Tutto qua».
La rabbia dei militanti d'estrema destra, vista la trasmissione in
diretta, si tramuta in azione. Verso mezzanotte e mezza, a puntata
ormai terminata, una cinquantina di camerati si presentano negli studi
Rai di Via Teulada «per una corsa futurista»: «Volevamo - spiega il
leader Iannone - un incontro con la redazione del programma per sapere
se si assumeva le responsabilità morali di quanto accadrà da qui a
breve se non si cambia direzione». Così i neri scavalcano i tornelli
sotto gli occhi stupiti dell'agente della vigilanza che chiama subito
i rinforzi. Dopo pochi minuti sul posto accorre la polizia con 5
volanti ma il blitz dei camerati è ormai terminato ed i militanti
dileguati. Non prima di aver lanciato uova marce sull'edificio.
«È la prima volta che gli uffici e gli studi della Rai vengono
assaliti con proditoria violenza, è un segnale molto preoccupante per
il nostro Paese», dichiara la Fnsi che chiede di perseguire «i
responsabili di questo atto di stampo chiaramente squadristico». «Il
blitz rivendica la legittimità dell'attacco di piazza Navona contro la
pacifica manifestazione di protesta degli studenti», rincara la dose
Sandro Curzi, consigliere d'amministrazione Rai. Nel pomeriggio Casa
Pound, con un video di tre minuti e intitolato «Corsa dimostrativa in
Rai» (che ritrae i protagonisti coi volti sfocati e irriconoscibili),
rivendica l'azione sul proprio sito. Delle scritte accompagnano il
filmato: «Abbiamo portato colore nella vostra grigia politica, abbiamo
ridato slancio ad una gioventù che vorreste morta, abbiamo difeso il
nostro spazio, la nostra vita, con quei bastoni - affermano - Ma prima
dei bastoni ci sono i cuori, sempre». «Ci avete dato degli infiltrati,
delatori, provocatori, e adesso cosa volete - concludono - il morto?
Non giocate mai più sulla nostra pelle».
Una minaccia che la direzione di Chi l'ha visto riceve anche la
mattina, con quattro telefonate minatorie. A parlare è una voce
maschile, sembrerebbe sempre la stessa, e almeno due di queste
conversazioni, secondo quanto si apprende, arrivano da un'utenza
telefonica intestata a Roberto Fiore. «Questa è la segreteria
nazionale di Forza Nuova - inizia così la prima telefonata - abbiamo
visto il vostro numero in cui pubblicate foto di persone e chiedete
nomi e cognomi. Noi facciamo lo stesso su di voi. Chi lavora con voi,
dove abitate, nome e cognome. E poi verremo sotto le vostre case».
«Eventualmente - dice la voce in un'altra conversazione - prendiamo
anche i bambini davanti all'asilo». Forza Nuova si dissocia però sia
dal raid notturno che dalle telefonate: «Noi abbiamo centinaia di
utenze telefoniche intestate, come movimento politico mai faremmo una
tale assurdità».
Intanto il Pd chiede che il ministro dell'Interno riferisca sul «blitz
che riveste una straordinaria gravità». E in serata il Pdl, alle
strette, condanna l'accaduto esprimendo solidarietà alla Rai. Cosa che
non fanno invece gli irriducibili Alessandra Mussolini e Francesco
Storace. Per loro «il servizio pubblico radiotelevisivo è stato usato
per istigare violenza contro ragazzi di Blocco studentesco». Il potere
di un video inedito che rivela la verità su quella mattinata di
scontri. «Chi parla di uso strumentale e criminale del servizio
pubblico, o di liste di proscrizione, dice il falso per cercare di
giustificare comportamenti quelli sì violenti ed inaccettabili»,
replica Paolo Ruffini, direttore di Raitre, che precisa: «Non ci
lasceremo spaventare, continueremo a fare il nostro lavoro. Come ogni
giorno».