Pubblico impiego, accordo separato sul contratto

 

Brunetta conferma l’offerta: 70 euro di aumento (in realtà 47). La Cgil non firma. Cisl e Uil sì. Fp Cgil: a dicembre sciopero generale

Unite in piazza a difesa della scuola, ma separate nel negoziato sul rinnovo del contratto del Pubblico impiego. Questa la fotografia delle confederazioni sindacali al termine di una giornata incandescente. Cisl e Uil, assieme a Confsal, hanno infatti sottoscritto il Protocollo d’intesa del ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta. La Cgil ha invece confermato il suo no, e prepara uno sciopero generale del settore per i primi di dicembre.

Il governo ha confermato la proposta di aumento salariale di 70 euro lordi di incremento medi mensili. In realtà, come ha spiegato giorni fa Carlo Podda, segretario generale della Funzione pubblica Cgil, si tratta di quarantesette euro elargiti unilateralmente, più sette per la produttività. La Cgil ha ribadito la propria contrarieta' al protocollo.

'Io sono per avere tutte sigle a firmare un contratto, se si puo'. Se non si puo', si fa avanti con chi firma. Il contratto va fatto, i lavoratori ne hanno diritto. Il sindacato e' libero di non accettare ma dovere del governo e' andare avanti. Inoltre, con questi chiari di luna distribuire 6 miliardi e' doveroso'. Così Brunetta, commentando il no della Cgil.

"Ci dispiace che Cisl e Uil abbiano fatto questa scelta che non ha precedenti nel settore pubblico. E' una scelta e un errore che non restera' senza conseguenze e peserà nei rapporti fra le confederazioni: un'ulteriore divisione in una giornata che doveva essere di grande unita'". A dirlo è il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani: "Confermo che la Cgil non ha firmato, non ha sottoscritto il protocollo. Non c'e' nessuno motivo per cambiare opinione. La Cgil proseguira' per la sua strada e denuncera' ai lavoratori che non si vuole investire nel settore pubblico”. Nel merito dei contenuti del protocollo, il leader della Cgil ha detto che “l'aumento e' inferiore all'inflazione reale e non c'è alcuna certezza di avere indietro a gennaio le risorse degli oneri accessori, così come invece garantisce il governo. L'unica certezza che c'è oggi è quella che i lavoratori non avranno i soldi". Inoltre, ha continuato, "non c'è nulla sulla condizione dei precari e si confermano i tagli”.

"Avvieremo le procedure per fare lo sciopero generale nei primi giorni di dicembre con una grande manifestazione a Roma". Lo ha annunciato Podda: "Riconfermiamo - ha aggiunto - anche gli scioperi regionali, per il centro Italia il 3 novembre, per il nord il 7, per il sud e le isole il 14".

"Un'organizzazione deve saper capire anche dove si trova. Mi dispiace davvero per la mancata firma della Cgil perche' nel pubblico impiego c'e' stata molta unita'. Certo, ognuno di noi vorrebbe di piu', pero' poi c'e' il senso di responsabilita' e il saper soppesare le condizioni di contesto". A dirlo è il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni.

'E' una soluzione molto positiva. Si tratta di un accordo quadro che servira' per fare i contratti veri e propri. La decurtazione del salario avvenuta prima dell'estate verra' restituita, in piu' il governo si e' impegnato ad applicare al pubblico lo stesso contratto del privato. Si avra' un modello contrattuale per tutti'. A dirlo è il segretario generale della Uil Luigi Angeletti.
 

30/10/2008 17:59