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La nostra contrarietà alla parte relativa al rinnovo contrattuale è dettata da profonde ragioni di merito. a cura del dipartimento Lavori Pubblici della Cgil nazionale Sul piano delle risorse economiche necessarie per il rinnovo dei contratti , rimane la quantificazione prevista dalla legge 133 e riportata nel disegno di legge “Finanziaria per il 2009”. Ciò significa incrementi economici per il biennio 2008/2009 pari al 3,2% meno della metà dell’inflazione reale del 2008 e di quella prevedibile per l’anno successivo, comprensivi di quelli stanziati per l’indennità di vacanza contrattuale. Tale previsione già respinta dalle organizzazioni sindacali al punto da essere posta come una delle ragioni a base degli scioperi proclamati, viene ulteriormente aggravata dalla unilaterale previsione per il comparto ministeri di una ripartizione dell’incremento complessivo in 60 euro mensili per lo stipendio e 10 per il salario accessorio. In sostanza nessuna modifica, anzi un peggioramento in termini di difesa del potere di acquisto. Ma occorre aggiungere, in considerazione dell’impossibilità di raggiungere in sede di rinnovo contrattuale la maggioranza del 51% delle organizzazioni sindacali favorevoli, anche la probabile intenzione del Ministro di far valere quanto previsto nella Legge Finanziaria circa la possibilità del Governo di “concedere “ unilateralmente il 90% delle risorse relative allo stipendio ( 54 euro per i Ministeriali) in caso di assenza di rinnovo contrattuale dopo l’entrata in vigore della legge finanziaria, con conseguenze gravi sullo stesso sistema contrattuale del lavoro pubblico. Sul piano del reintegro delle risorse economiche accessorie relative ai fondi unici di amministrazione ed alle leggi speciali tagliate e disapplicate con la Legge 133/2008, vi è nel documento un impegno del Governo al ripristino, per una loro successiva distribuzione secondo criteri “rigorosamente selettivi”da individuare nei CCNL legati a premialità delle prestazioni di lavoro, produttività, etc. E’ sicuramente un primo risultato della mobilitazione e della pressione sindacale da apprezzare. Ma nel testo, almeno per la parte relativa ai fondi ex leggi speciali, non vi è alcuna certezza temporale sul ripristino integrale delle retribuzioni tagliate con la legge stessa. In sostanza si potranno forse reintegrare i fondi nella loro interezza, ma la previsione di nuove modalità applicative non è tale da garantire il ripristino del valore delle retribuzioni. L’incertezza temporale o, come invece nel caso dei fondi unici, la fissazione della data di “restituzione ai fondi” “non oltre il 30 giugno 2009”, fa sì che da gennaio 2009 le retribuzioni reali saranno ridotte. Rimane quindi l’effetto taglio delle retribuzioni, mentre è tutto da verificare l’effettività dell’impegno che il Ministro Brunetta si è assunto a nome del Governo sul reintegro integrale delle risorse tagliate. Il fatto che non si sia seguita la strada della modifica della Legge 133 attraverso la Legge Finanziaria con lo stanziamento dei circa 750 milioni di euro tagliati, porta a ritenere che l’impegno del Governo, sia di difficile attuazione, oltre che essere eventualmente esigibile solo dopo un complicato iter contrattuale.
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