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Sciopero, la
Cgil contro Sacconi
ROMA - Per adesso
siamo solo alle linee guida, ma la polemica già cresce di tono. Da
una parte il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, dall'altra la
Cgil. Nel mezzo il progetto del governo che riforma il diritto di
sciopero, soprattutto nei servizi pubblici essenziali. Cambiamenti
che la Cgil contesta. "Lo sciopero è un diritto incoercibile e le
linee guida confermano i tratti illiberali già denunciati nei
giorni scorsi" si legge in una nota del sindacato di Epifani. Ma
Sacconi insiste: "Cittadini e imprese non possono essere
penalizzati". Poi il sindacato di corso
d'Italia entra nel merito per ribadire la propria contrarietà
all'allungamento dei tempi di intervallo; all'introduzione dello
sciopero virtuale per legge; all'attribuzione ai prefetti del
potere di esecuzione delle sanzioni individuali deliberate dalla
commissione; all'attribuzione alla commissione di poteri di
conciliazione e arbitrato; alle proposte sulla revoca dello
sciopero che già prevedono oggi un preavviso minimo di 5 giorni.
Siamo solo alle linee guida, ribadite il governo auspicando il
confronto con sindacati e imprenditori. Ma viste le prime reazioni
non è difficile prevedere che la polemica diventerà sempre più
aspra. (17 ottobre 2008)
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