Pubblichiamo volentieri questa nota di agenzia sulle dichiarazioni di Angeletti per dimostrare come il ritardo culturale che lui attribuisce alla Cgil sia invece tutto e solo suo.

Un sindacalista che dice ...... La Cgil pensa che il salario sia il risultato della lotta sociale e non la remunerazione di un lavoro ...già dimostra in poche parole di non c'entrare nulla con il lavoro che afferma di fare

Senza scomodare i classici (che in sintesi sostengono come il prezzo di una merce tende a corrispondere al suo valore, e che quindi per la merce forza lavoro un "giusto" salario deve essere come minimo sufficiente a garantirne la riproduzione ... cosa che senza lotte sociali è dura da conquistare) viene però da domandarsi quale sia il valore di un lavoro "improduttivo" come quello del sindacalista e cioè ... come fa Angeletti a definire la remunerazione del suo lavoro ??

Ragionando in termini quantitativi, visto che il lavoro di un sindacalista è in primis fare assemblee con i lavoratori (non fosse altro per sentire da loro cosa lui deve rappresentare .. altrimenti cosa presume di rappresentare .. e chi ??) ... quante assemblee ha fatto ultimamente Angeletti ?

Ragionando in termini qualitativi, visto che il lavoro di un sindacalista è anche e sopratutto impedire l'impoverimento dei lavoratori e promuoverne l'emancipazione, come si spiega che la contrattazione sindacale) come lo stesso Angeletti riconosce ha portato in questi anni ad una drastica diminuzione delle retribuzioni.

Ragionando in termini imprenditoriali potremmo dire allora che Angeletti (e altri assieme a lui) non hanno lavorato bene. La sua (e di altri) produttività è risultata nulla se non negativa. ... a meno che la produttività sua (e di altri) non si misuri in quante ore hanno passato con la "cara Emma" ed in quanti accordi hanno firmato senza mandato alcuno da parte dei lavoratori.

Quindi, parafrasando Lui medesimo si potrebbe dire che ... Angeletti pensa che il suo salario sia il risultato della sua presunzione e non la remunerazione del suo lavoro

scusate la piccola nota polemica ...... (Coordinamento Rsu)

 

Riforma Ccnl, Angeletti: da parte di Cgil ritardo culturale

'C'e' un ritardo culturale profondo.  La Cgil pensa che il salario sia il risultato della lotta sociale e non la remunerazione di un lavoro'. Luigi Angeletti, leader della Uil, in un'intervista pubblicata oggi sul Sole 24 Ore ribadisce che non accetta veti sull'accordo a portata di mano. 'Il modello contrattuale individuato con Confindustria e' migliore di quello del 1993 e piu' vantaggioso per i lavoratori. I veti - aggiunge - sono un problema di chi li subisce'.

Angeletti guarda positivamente alla conferma dei due livelli contrattuali, nazionale e aziendale, e al fatto che si prenda come riferimento per il rinnovo dei contratti nazionali non piu' l'indice di inflazione programmata, 'ma un indice previsivo di tre anni, stabilito da un ente esterno, non inflazionistico e depurato dall'inflazione importata dei prodotti petroliferi'. La posizione divergente di Cgil su questo punto, dice, dimostra che il sindacato 'persegue la vecchia logica della scala mobile'.

Il leader della Uil ricorda un altro punto importante dell'intesa, ovvero la decorrenza degli aumenti tabellari dalla data di scadenza del precedente contratto nazionale e non e' preoccupato di un'eventuale firma senza la Cgil. 'Pochi mesi fa e' stato firmato il contratto del commercio senza la Cgil e non se n'e' accorto nessuno - conclude -. Due contratti dei metalmeccanici sono stati siglati senza la Fiom, e le imprese hanno continuato a produrre e ad essere competitive'.

02/10/2008 11:10