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Documento conclusivo del CD Nazionale Cgil del
30 settembre |
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Il
Direttivo della Cgil riunito il 30 settembre esprime la sua
soddisfazione per l’andamento delle 150 manifestazioni del 27
settembre.
L’ampia partecipazione di giovani, donne, precarie e precari della
scuola e del pubblico impiego insieme a lavoratori e pensionati, hanno
dato forza alla rivendicazione di risposte positive sui salari, dalla
restituzione del fiscal drag, alle detrazioni fiscali per il lavoro
dipendente e le pensioni, sulla base delle piattaforme unitarie
confederale e del sindacato pensionati.
Le piazze colorate e festose sono state una prima risposta al progetto
della “Ministra Gelmini” di destrutturazione della scuola pubblica,
una grande attenzione all’occupazione, ma soprattutto al futuro della
scuola pubblica e nazionale a partire dall’istruzione primaria.
Dalle piazze è giunto con chiarezza il messaggio di difesa dello stato
sociale e della sua universalità senza il quale l’attacco si traduce
anche in un’offensiva ulteriore alla libertà delle donne.
I pensionati e le pensionate hanno detto no ad interventi sbagliati
sui temi della sanità e del sociale, e chiesto, a conferma del loro
ruolo negoziale, l’attivazione del tavolo sulla rivalutazione delle
pensioni.
I lavoratori e le lavoratrici migranti sono stati nelle piazze della
Cgil, denunciando un crescente razzismo.
Le lavoratrici e i lavoratori del commercio e del terziario, hanno
espresso la loro contrarietà al contratto separato e rivendicato il
loro diritto alla contrattazione.
I lavoratori e le lavoratrici del pubblico impiego e della scuola si
sono uniti ai tanti delle aziende colpite dalla cassa integrazione,
dalla mobilità e dai licenziamenti. Il tema dell’occupazione, e della
lotta al precariato, visibile in tutte le piazze, richiederebbe un
governo – a maggior ragione nella crisi finanziaria che sta dilagando
- che agisca sul versante dello sviluppo per contrastare la crisi dei
consumi attraverso la risposta ai salari e con scelte di politica
industriale, di investimenti infrastrutturali e di rilancio del
Mezzogiorno, e non certo la deregolazione sul lavoro che sta attuando
il governo, con il consenso di Confindustria, a partire dalla
manomissione del protocollo sul Welfare, con le proposte del Libro
Verde e con l’arretramento in ordine ai controlli sulle collaborazioni
a progetto e con l’ultimo atto rappresentato dall’emendamento del
governo che licenzia i precari di tutti i settori della Pubblica
Amministrazione.
Il libro verde e le ipotesi di Confindustria sulla bilateralità
costruiscono l’ipotesi di un welfare corporativo che si contrappone al
welfare pubblico.
La giornata di mobilitazione del 27 settembre, è una prima tappa di
una iniziativa di mobilitazione che deve proseguire, su tutti questi
temi, a partire nell’immediato da un grande percorso di informazione e
discussione con i lavoratori e i pensionati sviluppando una campagna
di assemblee nei posti di lavoro e con le iniziative di lotta e di
mobilitazione delle categorie nazionali e delle strutture
territoriali.
Le nostre scelte a sostegno della piattaforma unitaria sul fisco e
sulla contrattazione confermano il valore per la Cgil dell’unità
sindacale, unitamente alla ricerca di tutti gli spazi di lavoro e di
iniziative unitarie ovunque possibili, oltre a quelle già realizzate.
Il Direttivo esprime inoltre soddisfazione per la positiva azione
della Cgil nella vertenza Alitalia. Pur di fronte ad un risultato
difficile e doloroso per le lavoratrici e i lavoratori, la coerenza
della nostra impostazione ha infatti dato risposte anche ai lavoratori
precari che erano stati esclusi, all’invarianza del salario,
all’attenzione ai riposi ed alle maggiorazioni del lavoro notturno,
così come alla cancellazione dell’odiosa norma sulla carenza malattia.
Da subito la Cgil ha posto il tema della rappresentanza ed il rispetto
della stessa.
Averlo posto ha permesso di sconfiggere i comportamenti di chi voleva
escludere innanzitutto la Cgil, e di ricostruire un quadro di consenso
necessario al rilancio della nuova Alitalia. Tocca ora alla categoria
decidere le forme e i tempi della validazione dell’accordo da parte
delle lavoratrici e dei lavoratori.
La determinazione dell’ingresso di una grande compagnia straniera,
renderebbe poi più solido e credibile il progetto industriale,
permettendo di immaginare un futuro per la nuova Alitalia.
Il tema dell’effettiva certificazione della rappresentanza e della
democrazia rappresenta un punto centrale e non eludibile che
continuiamo con forza a richiedere e su cui è necessario sviluppare
l’iniziativa.
Iniziativa resa ancora più essenziale dall’attacco alla
rappresentatività e alla funzione del sindacato.
Abbiamo giudicato il documento presentato da Confindustria
incompatibile con la piattaforma Cgil Cisl Uil.
Di seguito, a titolo esemplificativo e non esaustivo, indichiamo
alcuni punti.
Non vi è allargamento della contrattazione di secondo livello, in
quanto “l’attuale prassi” sommata alla totale variabilità e
indeterminatezza dei premi si configura come un restringimento della
contrattazione ulteriormente evidenziato da procedure che limitano
l’autonomia contrattuale delle categorie e mettono in discussione le
prerogative delle RSU; le proposte sanzionatorie, derogatorie,
l’arbitrato, la conciliazione e le modalità della bilateralità sono la
negazione del rilancio della contrattazione.
L’indicatore non risponde all’inflazione realisticamente prevedibile e
non è accompagnato da verifica e recupero dell’eventuale scostamento.
Così si determinerebbe la riduzione programmata dei salari
contrattuali.
Inoltre va sottolineato che l’impianto proposto da Confindustria, le
iniziative del Consiglio dei Ministri con la manifesta volontà di
cancellare i contratti di lavoro pubblici, l’accordo separato nel
contratto del commercio e terziario, indicano il concreto rischio di
un moltiplicarsi di modelli contrattuali, destrutturando il modello
universale degli assetti contrattuali, generando l’effetto della
rincorsa al dumping, tra le categorie, indebolendo ulteriormente le
categorie più frammentate.
Va considerata esaurita questa fase del confronto, con la sola
Confindustria, sugli assetti contrattuali.
Anche per queste ragioni, il CD Cgil ribadisce l’obiettivo
fondamentale dell’allargamento del confronto a tutti gli interlocutori
compreso il governo, ripartendo dalla piattaforma Cgil Cisl Uil che
pone in premessa la scelta del modello unico degli assetti
contrattuali e da mandato alla Segreteria di promuovere gli atti
formali necessari.
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