SCIOPERO GENERALE!

 

Per uno sciopero generale prima che la devastazione della scuola pubblica diventi operativa

 

Il governo di centrodestra, soprattutto con le iniziative dei ministri Gemini, Brunetta e Tremonti, sta accelerando il processo pluriennale di smantellamento del sistema educativo pubblico e di privatizzazione di un bene primario e comune come l’istruzione. Questo attacco devastante che sottrae a cittadini e lavoratori diritti e servizi di utilità sociale faticosamente conquistati nei decenni passati si concretizza in provvedimenti che hanno il solo obiettivo immediato di risparmiare sulla spesa pubblica, senza una proposta e una strategia che vada nella direzione della crescita del paese nel suo insieme.

Nel concreto i provvedimenti governativi, attuati o in via di predisposizione, tagliano le ore di istruzione in ogni ordine di scuola, smantellano istanze di qualità come il tempo pieno o l’innalzamento dell’obbligo scolastico, riportano il sistema scolastico indietro di cinquant’anni, con la reintroduzione del maestro unico.

Tagliare sull’istruzione significa impoverire culturalmente il paese, disinteressarsi della grande massa della popolazione, quando sviluppo e crescita sono strettamente correlati alla diffusione e all’innalzamento delle conoscenze e del sapere. Ma significa anche incidere pesantemente sulle condizioni di vita e di lavoro di centinaia di migliaia di lavoratori della scuola, precari e non, che nel giro di tre anni perderanno il posto di lavoro o saranno dequalificati nella loro professionalità.

La situazione è assolutamente insostenibile, e richiede una immediata e decisa risposta da parte delle organizzazioni sindacali.

Non è possibile assistere alla devastazione del sistema di istruzione statale e alla perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, senza far niente. Per lanciare al governo un segnale forte di contrarietà al progetto che intende realizzare, è necessario proclamare unitariamente lo sciopero generale nazionale prima che i provvedimenti legislativi in scadenza vengano definitivamente approvati dal Parlamento e prima che venga approvato dal governo il disegno di legge finanziaria 2009.

 

Se il percorso unitario di mobilitazione si rivelasse impraticabile la FLC CGIL deve assumere comunque l’iniziativa della proclamazione dello sciopero nazionale, non solo perché è giusto e doveroso rispondere con la lotta ad attacchi di tale portata, ma anche per dare sostegno alle forme di lotta che singoli territori hanno promosso e dare prospettiva più ampia e organizzata alle proteste spontanee ma coscienti di insegnanti, lavoratori, cittadini e studenti, che sono nate e si stanno sviluppando in tutto il paese.

         

                                                            Rete28aprile nella Flc-Cgil

 

 

Roma, 18 settembre 2008