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DOCUMENTO DEL COMITATO CENTRALE FIOM
15 settembre 2008
Il Comitato Centrale della Fiom, rispetto al confronto aperto con la
Confindustria, esprime le
seguenti valutazioni.
La piattaforma sindacale sulla struttura contrattuale, al di là dei
giudizi che su di essa sono stati
espressi, non è scindibile ma parte di una proposta complessiva che
riguarda l’universalità del
sistema e la politica del Governo su fisco, prezzi, precarietà e Stato
sociale.
Questo è stato il mandato del Comitato Direttivo della Cgil e in questo
modo la piattaforma è stata
presentata e illustrata ai delegati e nelle assemblee che si sono svolte
nei luoghi di lavoro.
In assenza di questo quadro generale, cambiano significato i diversi
capitoli della stessa
piattaforma, esponendo la nostra organizzazione a rischio di essere
oggetto di una pura operazione
politica.
Con la presentazione del documento da parte della Confindustria, la Fiom
considera esaurita questa
fase di confronto.
In una dinamica negoziale, dove i fatti ed i comportamenti valgono più di
qualsiasi documento,
continuare il confronto dopo che la controparte ha presentato un’ipotesi
di accordo, vuol dire
accedere all’ipotesi di tentare un accordo con la Confindustria accettando
il superamento
dell’universalità della struttura contrattuale e permettere al Governo di
agire liberamente sulle scelte
fatte e su quelle annunciate in materia di fisco, precarietà e Stato
sociale.
Il Comitato Centrale della Fiom considera inaccettabile il documento della
Confindustria a partire
dal suo impianto complessivo, da cui derivano le diverse proposte.
Tutto viene totalmente subordinato alle esigenze delle imprese, annullando
l’autonomia del
sindacato fino ad arrivare a descrivere un’architettura di controllo dei
comportamenti dei diversi
soggetti sociali.
Il Contratto collettivo nazionale di lavoro diventa, in questo modo,
strumento di programmazione
della riduzione del potere d’acquisto delle retribuzioni delle lavoratrici
e dei lavoratori, con il
superamento di fatto della titolarità negoziale delle categorie.
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Allo stesso tempo, il Ccnl diventa strumento regolatore per definire i
confini della contrattazione
aziendale con la possibilità di prevedere deroghe che rompono il vincolo
di solidarietà generale.
La contrattazione aziendale viene limitata ad ambiti precisi, cioè a
materie delegate dal Ccnl, e gli
aumenti retributivi possono essere soltanto variabili, legati alla
redditività e alla produttività di ogni
singola impresa.
Gli Enti bilaterali tra Associazioni industriali e sindacali intervengono
e gestiscono su tutti gli
aspetti più rilevanti dello Stato sociale, a partire dalla formazione e
dal collocamento.
Vi sono altri aspetti inaccettabili nella proposta della Confindustria, ma
ciò che vogliamo
sottolineare in questa fase è relativo al fatto che l’insieme della
proposta configura un cambiamento
di ruolo e funzione del sindacato che non può certo avvenire attraverso un
negoziato sindacale.
Pare evidente il rapporto tra questa proposta e l’iniziativa del Governo
perché, in qualche modo,
prefigura la traduzione in scelte del “Libro verde” presentato dal Governo
stesso, così come
l’impianto della struttura contrattuale è concepito anche in funzione
dell’intervento preannunciato
da parte del Governo che rende strutturale la detassazione di straordinari
e premi di risultato, senza
alcun intervento di riduzione fiscale per l’insieme delle lavoratrici, dei
lavoratori e dei pensionati.
Il Comitato Centrale della Fiom condivide la posizione espressa dal
Comitato Direttivo della Cgil
contro la politica sociale del Governo e della Confindustria.
Il Comitato Centrale della Fiom ritiene a questo punto concluso il
confronto con la Confindustria,
considera inaccettabile il documento presentato e propone che si apra il
negoziato con tutte le
associazioni imprenditoriali e con il Governo sulla piattaforma presentata
dalle Organizzazioni
sindacali, con l’obiettivo di cambiare in profondità le posizioni e le
scelte del Governo e delle
controparti imprenditoriali.
È necessario sostenere questo diverso confronto con le adeguate iniziative
di mobilitazione e, in
questo senso, valutiamo positivamente la giornata del 27 settembre come
inizio di un percorso che
deve costruire anche momenti di mobilitazione nazionale.
Il Comitato Centrale esprime sostegno alle iniziative di lotta in corso
per affermare i contenuti delle
vertenze aziendali aperte auspicandone l’estensione.
Il Comitato Centrale della Fiom dà mandato alla Segreteria, in relazione
allo sviluppo del confronto
nazionale, di convocare l’Assemblea nazionale dei delegati Fiom.
Approvato all’unanimità
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