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FP E FIOM Podda e Rinaldini: «Un testo irricevibile» Non escluso nuovo congresso Cgil Loris Campetti
«Irricevibile». Il giudizio del segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini sull'ipotesi di accordo fra la Confindustria e le confederazioni sindacali è netto e definitivo. Il segretario generale della Funzione pubblica della Cgil, Carlo Podda, non è certo più tenero: «Due sono i problemi insormontabili. Il primo, di metodo, riguarda il fatto che un accordo con la sola Confindustria non farebbe che moltiplicare i modelli contrattuali e questo basterebbe per dire no all'intesa. Poi, c'è un problema di merito: il testo diffuso dalle agenzie di stampa non comunica minimamente con la piattaforma presentata da CgilCisl-Uil e discussa in 14mila assemblee con i lavoratori». La «strana coppia» - così i due segretari dei metalmeccanici e dei lavoratori pubblici vengono presentati dalla stampa, da quando si è infittita la comunicazione tra di loro - concorda in tutto e per tutto il giudizio sull'irricevibiltà della proposta-pretesa confindustriale. Rinaldini e Podda ieri si sono confrontati pubblicamente alla Festa della Funzione pubblica Cgil di Cento, nel ferrarese. Hanno discusso a lungo della confederazione, senza tabù. Per esempio, dell'efficienza di ridiscutere collettivamente la linea, i percorsi, gli obiettivi della Cgil. Perché se è chiaro il modello che ha in mente e pratica la Cisl - sindacato degli iscritti, sindacato dei servizi che cogestisce tutto con i padroni pubblici e privati - non è chiaro il modello che ha in mente l'organizzazione guidata da Guglielmo Epifani. Ma il luogo adeguato per discussioni di questo spessore non può che essere il congresso, e anche sull'ipotesi di arrivare a un congresso straordinario Cgil, né Podda né Rinaldini si tirano indietro: non lo chiedono come segretari generali, perché avrebbe un'interpretazione particolare, ma lo riterrebbero salutare. Sapendo - aggiungono - che andrebbero evitati rischi di schieramenti precostituiti, la logica delle correnti, il prevalere delle alleanze sui contenuti. «L'ipotesi di Confindustria - dice Rinaldini - annulla la contrattazione nazionale di categoria e ridisegna il sindacato in totale subalternità e complicità con le imprese. Si parte dal concetto che l'indice inflattivo dovrà essere minore dell'inflazione reale e attraverso una super commissione centralizzata, Confindustria e Confederazioni vigileranno per evitare qualsiasi scelta delle categorie che non rispecchi in tutto e per tutto i vincoli definiti in altra sede. C'è una riduzione del ruolo contrattuale e per quanto riguarda il secondo livello, il salario sarebbe totalmente vincolato a quella che chiamano produttività ma che coincide con la redditività dell'impresa. Infine, sono previste deroghe peggiorative rispetto al contratto nazionale». «Se questa fosse la proposta - dice Podda - non ci sarebbe nulla da trattare e io, comunque, non la voterei. Aggiungo che essa, attraverso le commissioni bilaterali, è perfettamente complementare alle misure del governo sul welfare, cioè alla sua demolizione». Sia Podda che Rinaldini rifiutano la centralizzazione, e il segretario della Funzione pubblica denuncia il balzo indietro rispetto agli accordi del 23 luglio '93, che almeno prevedevano una politica generale di regolamentazione dei redditi. A questo «si aggiungono la triennalizzazione dei contratti e un indice di inflazione peggiorativo rispetto al vecchio sistema contrattuale». Per Rinaldini, l'ipotesi di Confindustria non è modificabile per punti né sono possibili «giudizi articolati: l'impianto è irricevibile e di conseguenza ritengo che il confronto con la Confindustria debba considerarsi concluso». PUBBLICI Il segretario degli statali Podda spiega che il testo della Confindustria «non comunica con la piattaforma discussa in 14 mila assemblee dai lavoratori» MECCANICI Rinaldini, leader delle tute blu Cgil: «La riforma proposta dalle imprese annulla la contrattazione di categoria e definisce un sindacato subalterno»
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