2008-09-12 20:32
Contratti: Cgil subito critica
ROMA - E' ancora 'match' fra Confindustria e Cgil. Gli imprenditori hanno iniziato a scoprire le carte, ma per non arrivare ad accordi separati sulla riforma del modello contrattuale, l'ostacolo, ancora una volta, 'abita' in Corso d'Italia. Un dato è comunque certo: il documento che le imprese hanno illustrato oggi ai sindacati come base della trattativa per un nuovo sistema di relazioni industriali, non ha fermato la trattativa. Anzi, già giovedì prossimo le organizzazioni confederali potranno portare al tavolo le loro osservazioni e le loro richieste di modifica.

Certo, la reazione della Cgil, contrariamente a quella assai più 'morbida' di Cisl e Uil, non lascia spazio a interpretazioni di sorta: la prima valutazione é "molto critica"; molti i punti considerati "non condivisibili" e le distanze sono "ancora significative". Il nodo più spinoso resta quello dell'indice di inflazione da utilizzare per i rinnovi. Nella proposta degli industriali si parla di "un indice previsionale triennale depurato da alcune voci di inflazione importata". E proprio qui sta il punto: depurato dalla sola componente energetica - si chiedono i sindacati che sarebbero disposti ad accettarla - o anche da altro? E se altro, da cosa? C'è poi la questione del valore retributivo cui applicare l'indice, sul quale i sindacati vorrebbero maggiore libertà per le singole categorie; e i temi della decorrenza e, soprattutto, delle sanzioni per chi non rispetta regole e tempi. Insomma, ci sarà sicuramente ancora molto da discutere, ma questa volta il testo di Confindustria non ha prodotto strappi immediati.

Un accordo "dovrebbe portare ad un cambiamento generale delle relazioni sindacali: da una logica di contrapposizione e di conflittualità, che è quella che stiamo vivendo per Alitalia, ad una logica di maggiore condivisione degli obiettivi", è l'auspicio del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che spiega cone gli le aziende si siano mosse per "mantenere i 2 livelli contrattuali, ma con uno spazio sempre maggiore per la contrattazione di secondo livello, in particolare la contrattazione aziendale, perché è lì che si può meglio trovare un punto di incontro tra la produttività e l'aumento dei salari".

Di "ulteriore passettino in avanti", parla il suo vice, Alberto Bombassei, che sottolinea come gli industriali abbiano fatto "un salto notevole nel non applicare l'inflazione programmata" e avverte: "i tempi si stringono". Di documento "interessante" e di "qualche avanzamento" parla il leader della Cisl Raffaele Bonanni. Il suo sindacato vuole e mira ad un accordo "entro settembre", ma quello della depurazione dell'indice inflattivo di altre voci oltre a quella dell'energia resta un ostacolo, così come vuole che siano sciolte le ambiguità del testo circa la dicotomia fra contrattazione aziendale e territoriale. Ottimista il numero uno della Uil Luigi Angeletti che parla di "elevata" possibilità di arrivare ad un'intesa. Il testo confindustriale - afferma infatti - "é una base sulla quale lavorare per raggiungere un accordo".

 Assai diversa la valutazione della Cgil, che nel pomeriggio ha riunito la sua segreteria per un primo esame della proposta degli industriali. Il giudizio di Corso d'Italia è infatti "molto critico", su un testo dal quale "emergono distanze ancora significative e molti punti gravemente critici". Per la Cgil dunque "sono necessari ulteriori riflessioni e approfondimenti all'interno dell'organizzazione" e, in ogni caso, l'organismo dirigente sottolinea come l'accordo si dovrà fare con tutte le associazioni datoriali e avverte: "le trattative non si fanno con gli ultimatum, e la vicenda di queste ore di Alitalia è lì a dimostrarlo".