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Milano , 10/09/2008
SCIOPERO SUBITO IN DIFESA
DELL’ISTRUZIONE E DEL POSTO DI LAVORO
Rete 28 aprile FLC CGIL Milano
Il governo Berlusconi vuole distruggere il sistema di istruzione statale e
privatizzare scuole e università.
I provvedimenti legislativi approvati nel mese di agosto se verranno
attuati riporteranno l’Italia indietro almeno di cinquant’anni.
L’istruzione non sarà più un bene comune, si trasformerà in una merce,
solo chi pagherà potrà garantirla ai propri figli.
Per la scuola elementare saranno previste solo 24 ore settimanali, niente
mensa e scuola al pomeriggio, se non a pagamento. Tornerà il doposcuola,
cioè il vecchio recinto sociale che il Tempo Pieno con le 40 ore
settimanali aveva definitivamente smantellato. Tornerà il maestro unico
che da solo non sarà più in grado di contenere l’insuccesso scolastico,
cosa che invece oggi accade quando più insegnanti contemporaneamente si
occupano della stessa classe. Dalla scuola di qualità per tutti, si
tornerà alla separazione netta tra la scuola del mattino, dove bisognerà
imparare e in fretta, e la scuola del pomeriggio, dove i bambini saranno
solamente sorvegliati. Per qualsiasi altra cosa sarà necessario pagare.
L’obbligo di istruzione potrà essere assolto dopo la terza media non
esclusivamente a scuola, ma anche in un centro di formazione
professionale. Alcuni giovani continueranno a studiare, mentre altri
verranno avviati precocemente al lavoro. La media unica, introdotta nel
1962 per superare l’avviamento professionale, sparirà. Ci saranno costose
scuole medie per ricchi che garantiranno una preparazione adeguata per gli
studi superiori, e gratuite scuole medie per poveri che garantiranno una
preparazione che permetterà solo l’accesso a corsi professionali. Se non
avrai frequentato le scuole elementari migliori, ti verrà precluso
all’accesso alle scuole medie migliori. Se non avrai frequentato le scuole
medie migliori, ti verrà precluso l’accesso alle scuole superiori migliori
o addirittura a tutte. Se non avrai frequentato le scuole superiori o le
università migliori, ti verrà precluso il proseguimento degli studi o
l’accesso a un lavoro qualificato. Le disuguaglianze sociali saranno
sempre più evidenti e la scuola non farà altro che accentuarle.
Scuole e università si trasformeranno in fondazioni e si aprirà così il
mercato dell’istruzione.
I finanziamenti statali, ridotti al minimo per risparmiare sulla spesa
pubblica, saranno trasferiti non rispetto all’offerta formativa, ma
secondo le scelte e le indicazioni date dagli utenti: l’istruzione da
diritto si trasformerà in un servizio a domanda. Se scuole o università
non avranno iscrizioni chiuderanno, quindi per sopravvivere si muoveranno
nella direzione in cui andrà la domanda. E quando i soldi non basteranno
per restare sul mercato non potranno fare altro che ricorrere a
finanziamenti privati o alla richiesta di salatissime rette per
l’iscrizione. L’orientamento didattico di scuole e università verrà quindi
dato esclusivamente da chi ci metterà i soldi. Ci saranno scuole e
università di serie A e di serie B, l’istruzione non sarà più uguale per
tutti, ma tutto dipenderà da quanto puoi o sei disposto a spendere. Il
valore legale del titolo di studio sarà di fatto abolito: diplomi e lauree
non saranno più tutti uguali, per cercare lavoro o proseguire gli studi
conterà il nome della scuola in cui ti sei diplomato o dell’università in
cui ti sei laureato.
Per ridurre la spesa pubblica per l’istruzione e aprire così ai privati,
per abbassare il livello di istruzione garantita a tutti e offrire la
qualità solo a chi potrà pagare, il governo Berlusconi ha deciso di
ridurre drasticamente il numero di lavoratori della scuola.
Nei prossimi tre anni verranno tagliati 130.000 posti
che sommati ai 25.000 già tagliati in due anni dal governo Prodi, fanno in
tutto 155.000.
Non possiamo assistere alla devastazione del sistema di istruzione statale
e alla perdita di decine di migliaia di posti di lavoro, senza far niente.
Per lanciare al governo un segnale forte di contrarietà al progetto che
intende realizzare,
è necessario scioperare subito entro il 30 settembre,
cioè prima che alcuni dei provvedimenti legislativi in scadenza vengano
definitivamente approvati dal Parlamento e prima che venga approvato dal
governo il disegno di legge finanziaria 2009.
Rete 28 aprile FLC CGIL Milano
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