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TRENITALIA BUTTA LA MASHERA: licenziamenti politici e antisindacali Il 13 agosto arrivano i licenziamenti di otto operai dell’Officina Manutenzione Locomotive di Genova, i quali per arrivare in tempo a prendere il loro mezzo di trasporto erano usciti qualche minuto prima facendo timbrare a un loro collega. Le Ferrovie Spa hanno voluto così prontamente accodarsi alla politica intimidatoria contro i “fannulloni”, strombazzata dal Governo come il gran rimedio alla situazione di grave emergenza del lavoro in Italia. Il giorno di Ferragosto Trenitalia ha licenziato il compagno ferroviere Dante De Angelis, delegato alla sicurezza. Per la seconda volta, dato che Dante era stato già licenziato in precedenza e poi reintegrato con sentenza della magistratura. Dante De Angelis, nel suo legittimo ruolo di RLS aveva ripetutamente denunciato i problemi della sicurezza in ferrovia per i lavoratori e gli utenti. E in particolare nella trasmissione Report l’opinione pubblica è rimasta scossa dalle dettagliate e dimostrate critiche nei confronti dei ripetuti e gravissimi incidenti, misconosciuti invece dalla Ferrovie Spa, che solo per caso non avevano provocato delle stragi ( ultimo episodio, quello dei due Eurostar che il 14 e 22 luglio scorso si sono spezzati in due ). E così gliela hanno fatta pagare: Dante De Angelis è stato accusato di gettare discredito sull’azienda ed immediatamente licenziato. Anche in questo caso il vertice di Trenitalia – in cui gomito a gomito stanno l’ex direttore della Confindustria, Cipolletta, e l’ex segretario della Cgil Trasporti, Moretti (uno dei tanti casi di sindacalisti Cgil-Cisl-Uil “passati” dalla parte delle Aziende con lucrosi incarichi) – ha dimostrato di volerla pensare come il Governo in materia di sicurezza. Ma quale “sicurezza” ?! Quella di un provocatorio “ordine pubblico” poliziesco e razzista, che non ha nulla a che vedere con la tutela sui posti di lavoro e la prevenzione delle stragi delle morti sul lavoro. I licenziamenti di Dante De Angelis e degli altri otto dipendenti delle Ferrovie sono un intollerabile sopruso e si configurano come un premeditato segnale intimidatorio per tutti/e i lavoratori e le lavoratrici. A tutti loro va la nostra totale solidarietà e una mobilitazione sindacale e politica che coinvolga la massa dei lavoratori, delle lavoratrici e l’opinione pubblica. CONFEDERAZIONE COBAS |
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