GLI «SCALINI» DI PRODI

 
GLI «SCALINI» DI PRODI
Con il protocollo su pensioni e welfare siglato il 23 luglio 2007 tra governo Prodi e parti sociali, l'età pensionabile è stata innalzata mediante la sostituzione dello «scalone» Maroni con gli «scalini» di Prodi. Di un semplice ammorbidimento si è trattato. Sostituendo al brusco innalzamento dell'età di pensione a 60 anni dal primo gennaio 2008 un meccanismo più graduale (ma ugualmente obbligatorio) di «scalini», che portano a 62 anni di età i requisiti anagrafici per accedere alla pensione di anzianità. Nel protocollo, e nella legge che lo ha recepito, si faceva comunque esplicito riferimento alla possibilità di un ulteriore innalzamento, a partire dal 2013. Inoltre si dava delega al governo per la definizione di una platea allargata, per i lavoratori «usurati», con diritto dunque alla pensione anticipata.

e lo «scalone»
CHE RITORNA
Il libro verde di Sacconi sul welfare contiene alcune novità, per quanto espresse come linee guida generali, in proposito. Si dice infatti esplicitamente che, una volta a regime gli «scalini» di Prodi si procederà ad un ulteriore allungamento dell'età pensionabile oltre i 62 anni. Si accenna anche ad una ulteriore revisione dei coefficienti di trasformazione (che, nel sistema contributivo, determinano l'importo dell'assegno pensionistico). E ad un restringimento della platea degli «usurati». Insomma la pensione pubblica è data pressochè per estinta: più spazio deve essere dato - dice Sacconi - ai fondi pensione.