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Lettera aperta ai lavoratori e alle lavoratrici iscritti \e a Cgil cisl uil
Il Governo Berlusconi e il Ministro Brunetta in poche settimane hanno assunto decisioni che hanno un obiettivo ben preciso: smantellare la pubblica amministrazione, i servizi pubblici (scuola, sanità, enti locali e università) favorendo la loro privatizzazione. I risultati di questa manovra avranno ripercussioni negative non solo sul personale della Pubblica Amministrazione (che subisce forte decurtazioni salariali e una campagna denigratoria fatta apposta per dividere i lavoratori pubblici e quelli privati indebolendo per tutti il potere di contrattazione) ma sulla totalità della classe lavoratrice. Le prime decisioni del Governo non vanno nella direzione di aumentare il potere di acquisto di salari e pensioni ma lo indeboliscono, si rafforzano le leggi della precarietà rafforzando il ricorso all’apprendistato, al tempo determinato, reintroducendo il lavoro a chiamata invece di investire in nuova occupazione e stabilizzazione dei precari, si indebolisce il testo unico per la sicurezza nei luoghi di lavoro , invece di investire nella ricerca si tagliano fondi alla scuola (meno cattedre) e all’università (loro trasformazioni in fondazioni). Come se non bastasse si potrà cumulare pensione e redditi da lavoro, le modifiche poi in tema di orario di lavoro e di dimissioni volontarie non vanno certo nella direzione di accrescere le tutele di chi lavora ma solo gli interessi delle imprese. La linea seguita in questi anni dai vertici di cgil cisl uil è stata subalterna ai governi, la stessa trattativa sui modelli di contrattazione non va nella direzione giusta perché indebolisce la democrazia sindacale, il ruolo delle Rsu e la loro stessa autonomia decisionale. Il sindacato non è più autonomo dai centri di poteri e non siamo solo noi a dirlo ma la stessa assemblea della sinistra Cgil del 23 luglio a Roma che scrive: ”non sono accettabili intese nazionali che programmino la riduzione del potere di acquisto dei salari…occorre cambiare tutta la legislazione sul lavoro riaffermando la centralità del contratto a tempo indeterminato” Per raggiungere questi obiettivi, occorre l’unità dei lavoratori e la loro autonomia decisionale, un conflitto nei luoghi di lavoro e nella società che ci permetta di tutelare interessi e diritti calpestati e negati. Per questa ragione il sindacalismo di base ha indetto lo sciopero generale del 17 Ottobre 2008, uno sciopero che vuole essere un primo momento di lotta e di opposizione, per rivendicare aumenti salariali, la difesa e la sicurezza del nostro lavoro, uno sciopero non di parte ma per tutti i lavoratori pubblici e privati. Il governo Berlusconi e la Riforma brunetta non si fermano con le chiacchere ma con una opposizione a tutto campo!!
COBAS Pubblico impiego PISA
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