COMMERCIO
E' accordo separato
Cisl, Uil e Confcommercio siglano il rinnovo. Cgil: atto grave e irresponsabile
Sara Farolfi
 

 
E' accordo separato nel commercio. I sindacati di categoria di Cisl e Uil, insieme alla controparte Confcommercio, hanno firmato ieri il rinnovo del contratto scaduto a dicembre 2006 e che riguarda circa 2 milioni di persone. «Un atto grave e irresponsabile», commenta a caldo Ivano Corraini, segretario generale Filcams Cgil. Un atto, soprattutto, denso di conseguenze politiche, cassa di risonanza, inevitabilmente, della trattativa in corso tra sindacati confederali e imprese sulla riforma del modello contrattuale (che, a contratto unitariamente siglato, si sarebbe dovuta aprire anche per il commercio). Duro il commento di Guglielmo Epifani, segretario generale Cgil: «Ha sbagliato Confcommercio, ma hanno sbagliato anche le categorie che hanno firmato senza la Filcams, che ha sollevato seri problemi di merito - dice il segretario generale Cgil - Questo non resterà senza conseguenze, sia per quanto riguarda la categoria che sul piano generale». «Nella piattaforma unitaria si parla anche di democrazia sindacale - aggiunge Susanna Camusso, segretaria confederale Cgil e membro della delegazione trattante al tavolo della trattativa con Confindustria - Oltre a scriverle, queste cose sono anche da praticare».
Stupisce la celerità della firma di Cisl e Uil. Dietro la quale è impossibile non ravvisare una precisa volontà di rottura in un settore come il terziario (quarta categoria in Cgil). Forse non per caso, appena due giorni fa, il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha chiesto ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil l'apertura del confronto sul modello contrattuale. E forse non per caso ieri Raffaele Bonanni, segretario generale Cisl, ha così risposto: «L'accordo deve rappresentare un viatico positivo per la trattativa che faremo nei prossimi giorni per cambiare le regole del sistema contrattuale». Fatto sta che, lunedì scorso, a dispetto della piattaforma unitariamente siglata, alla ripresa della trattativa in corso da 18 mesi, Cisl e Uil hanno accolto a braccia aperte la contropiattaforma di Confcommercio sui punti nodali della vertenza (domeniche lavorative e apprendistato). Rispondendo picche alla richiesta della Filcams Cgil di consultare i lavoratori sullo stato dell'arte e di riprendere la trattativa a fine mese. E' quanto ha precisato ieri lo stesso Corraini: «La Filcams aveva chiesto una pausa di dieci giorni per consultare i lavoratori su parti del contratto di straordinaria rilevanza e sulle quali dissentiva in termini fermi».
I sindacati di categoria di Cisl e Uil invece sono rimasti al tavolo. Ieri, la firma. Su un testo che di fatto uniforma al ribasso, per tutti, l'obbligo della domenica lavorativa (che da qualche anno è già norma, inserita alla stipula del contratto di assunzione, per alcuni lavoratori), stabilendo che a livello aziendale le parti avranno quattro mesi di tempo per trovare un accordo, in assenza del quale sarà da considerarsi valida la norma nazionale (ossia l'obbligo al lavoro domenicale per le domeniche previste dalla legge Bersani, che sono 13, più il 50% di quelle decise dai singoli Comuni). A questo si aggiunge l'aumento di fatto dell'orario di lavoro per gli apprendisti, ottenuto con lo scaglionamento dei permessi annui retribuiti. L'accordo siglato avrà vigenza quadriennale e prevede un aumento salariale di 150 euro (ma al quarto livello). Un accordo, complessivamente, «irricevibile» per la Filcams. Che ora consulterà i lavoratori sul testo siglato e assumerà le proprie decisioni durante il comitato direttivo previsto per il 28 luglio. Ma già lunedì qualche indicazione potrebbe arrivare dalla segreteria Cgil.
Gongola Confcommercio: «Auspichiamo un ripensamento della Filcams Cgil, anche all'insegna di un anuova fase di collaborazione costruttiva tra gli interessi delle imprese e dei lavoratori». Persino più esplicativo è il commento di Bonanni: «Dopo 18 mesi di attesa e tanti scioperi ci pare si sia raggiunto un equilibrio importante che tiene conto delle richieste della categoria. Ci auguriamo che anche la Cgil firmi».