18/07/2008 CCNL TDS: i principali risultati
18/07/2008 17.12.48

 

I PRINCIPALI RISULTATI DEL NEGOZIATO DEL CCNL TERZIARIO

 

Dopo più di 18 mesi, e dopo una trattativa che si era caratterizzata, in una prima fase, in proposte e atteggiamenti inaccettabili da parte di Confcommercio, nell’ultima sessione  si sono registrati degli avanzamenti e risultati concreti su:

  • relazioni sindacali e sui diritti sindacali (diritti di informazione e consultazione anche per le aziende con 50 dipendenti in su), ampliandoli e non restringendoli come voleva sin dall’inizio Confcommercio;
  • terziarizzazioni, prevedendo una procedura di informazione e di garanzia prima inesistente (quanti reparti sono stati dati ad altre aziende in un Ipermercato, senza avere la minima informazione e con danni enormi per i lavoratori occupati in quei reparti?);
  • appalti: introduzione del DURC che assicura che i lavoratori di imprese di pulizia o di vigilanza, che operano all’interno di ipermercati, supermercati, ecc., abbiano la sicurezza che le ditte da cui dipendono versino i contributi previdenziali ed assistenziali;
  • soluzione definitiva del tema relativo alle Rappresentanze Sindacali Unitarie
  • Governance degli Enti Bilaterali,  dell’Assistenza sanitaria e della  Previdenza integrativa, importante conquista di questo sindacato;
  • apprendistato (quindi per tutti gli apprendisti), con l’innalzamento della percentuale di conferma dal 70 all’80% ed il riconoscimento dell’assistenza e della previdenza integrativa, in cambio di una maturazione differita dei permessi solo per i nuovi assunti;
  • part-time: l’innalzamento, nelle aziende sopra i 30 dipendenti, da 16 a 18 ore;
  • contratti a tempo determinato: superamento del periodo di prova nel caso di reiterazione del contratto a termine;
  • miglioramenti sono possibili sul diritto allo studio, attraverso il riconoscimento dei master universitari e l’innalzamento delle percentuali per le lavoratrici e i lavoratori aventi diritto;
  • gravi malattie: aspettativa non retribuita di 12 mesi oltre il periodo di comporto, che permette di non essere licenziati quando si hanno gravi patologie;
  • lavoro domenicale: nel nostro settore ormai da anni le aziende assumono giovani con il lavoro domenicale nel loro orario di lavoro, creando un esercito di lavoratori e lavoratrici ai quali non viene riconosciuta la maggiorazione  progressiva del 30% sulla retribuzione.

Unitariamente in piattaforma abbiamo chiesto che questa ingiustizia fosse eliminata.

 

Come si fa a non dare una copertura economica a decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori giovani del Terziario, che è caratterizzato da centinaia di migliaia di piccole e piccolissime aziende con meno di 16 dipendenti e quindi difficilmente tutelabili?

La solidarietà  deve caratterizzare sempre l’azione del sindacato.

Noi non lasceremo soli queste decine di migliaia di ragazze e ragazzi, che non hanno voce.

Per gli altri lavoratori sono previsti meccanismi (30%) di distribuzione dei carichi di lavoro nell’arco complessivo delle aperture domenicali territoriali, oltre alle aperture previste dalla legge Bersani, in modo da dividere i carichi di lavoro.

L’intesa sancisce la regola che questa materia è di competenza del 2° livello di contrattazione territoriale o aziendale e stabilisce, trascorsi quattro mesi nei quali avviare i confronti decentrati,  un regime transitorio che, salvo il raggiungimento di accordi di secondo livello, terminerà con la vigenza del contratto.

E’ una soluzione equilibrata che rilancia la contrattazione di secondo livello sia aziendale che territoriale, in una sinergia positiva con la contrattazione di primo livello, e cioè il Contratto Nazionale che va difeso come elemento di solidarietà e di diritti per tutti , soprattutto dei più deboli.

Ottenere che ci sia la possibilità di non lavorare sempre tutte le domeniche, di dare il 30% a giovani che per anni non l’hanno avuto pur lavorando ogni domenica, in cambio della ripartizione dei carichi di lavoro attraverso il coinvolgimento di parte dei lavoratori a tempo pieno nel lavoro delle domeniche della Legge Bersani e del 30% di quelle stabilite a livello locale, è uno scambio equo ed onorevole che non mortifica i lavoratori e da salario ai lavoratori più deboli.

La Fisascat da sempre è concettualmente contraria al lavoro domenicale, ed è necessario continuare con efficacia la battaglia anche nei confronti delle istituzioni, ma  la Fisascat non fa demagogia: sa che le aziende aprono tutte le domeniche possibili con i metodi più disparati, che ci sono lavoratori e lavoratrici che lavorano con e senza salario ogni domenica e che quindi, in una logica solidale, non si può far finta di non sapere ed occorre individuare soluzioni contrattuali, così come sono state individuate.

La Fisascat vuole essere il sindacato della solidarietà e dei diritti !

Il risultato del negoziato  porta anche ad un soddisfacente risultato economico ed al consolidamento di un aumento salariale di  150 euro al 4° livello a regime, che significa distribuire nell’arco di validità del contratto una massa salariale complessiva, superiore ai 4.000 euro per lavoratore, al livello medio.

La Fisascat auspica infine che la Filcams torni rapidamente, già nei prossimi giorni,  ad una posizione unitaria, così come unitario è stato finora tutto il negoziato. Evidenziamo però con chiarezza che le lavoratrici ed i lavoratori hanno diritto a vedersi concretizzare subito i risultati ed i benefici negoziali raggiunti senza ulteriori indugi.

 

Roma, 18 luglio 2008

La Fisascat-Cisl Nazionale