I PRINCIPALI RISULTATI DEL NEGOZIATO DEL CCNL
TERZIARIO
Dopo
più di 18 mesi, e dopo una trattativa che si era
caratterizzata, in una prima fase, in proposte e
atteggiamenti inaccettabili da parte di Confcommercio,
nell’ultima sessione si sono registrati degli
avanzamenti e risultati concreti su:
-
relazioni sindacali e sui diritti
sindacali (diritti di
informazione e consultazione anche per le aziende
con 50 dipendenti in su), ampliandoli e non
restringendoli come voleva sin dall’inizio
Confcommercio;
-
terziarizzazioni, prevedendo una
procedura di informazione e di garanzia
prima inesistente (quanti reparti sono stati dati ad
altre aziende in un Ipermercato, senza avere la
minima informazione e con danni enormi per i
lavoratori occupati in quei reparti?);
-
appalti: introduzione del DURC che assicura
che i lavoratori di imprese di pulizia o di
vigilanza, che operano all’interno di ipermercati,
supermercati, ecc., abbiano la sicurezza che le
ditte da cui dipendono versino i contributi
previdenziali ed assistenziali;
-
soluzione definitiva del tema relativo alle
Rappresentanze Sindacali Unitarie
-
Governance degli Enti
Bilaterali, dell’Assistenza sanitaria e della
Previdenza integrativa, importante conquista di
questo sindacato;
-
apprendistato (quindi per tutti gli
apprendisti), con l’innalzamento della percentuale
di conferma dal 70 all’80% ed il
riconoscimento dell’assistenza e della
previdenza integrativa, in cambio di una
maturazione differita dei permessi solo per
i nuovi assunti;
-
part-time: l’innalzamento, nelle
aziende sopra i 30 dipendenti, da 16 a 18
ore;
-
contratti a tempo determinato:
superamento del periodo di prova nel caso di
reiterazione del contratto a termine;
-
miglioramenti sono possibili sul diritto
allo studio, attraverso il riconoscimento
dei master universitari e l’innalzamento delle
percentuali per le lavoratrici e i lavoratori aventi
diritto;
-
gravi malattie: aspettativa
non retribuita di 12 mesi oltre il periodo
di comporto, che permette di non essere licenziati
quando si hanno gravi patologie;
-
lavoro domenicale: nel nostro
settore ormai da anni le aziende assumono giovani
con il lavoro domenicale nel loro orario di lavoro,
creando un esercito di lavoratori e
lavoratrici ai quali non viene riconosciuta la
maggiorazione progressiva del 30% sulla
retribuzione.
Unitariamente in piattaforma abbiamo chiesto che
questa ingiustizia fosse eliminata.
Come
si fa a non dare una copertura economica a decine di
migliaia di lavoratrici e lavoratori giovani del
Terziario, che è caratterizzato da centinaia di migliaia
di piccole e piccolissime aziende con meno di 16
dipendenti e quindi difficilmente tutelabili?
La
solidarietà deve caratterizzare sempre l’azione del
sindacato.
Noi non lasceremo soli queste decine di migliaia
di ragazze e ragazzi, che non hanno voce.
Per gli altri lavoratori sono previsti
meccanismi (30%) di distribuzione dei carichi di lavoro
nell’arco complessivo delle aperture domenicali
territoriali, oltre alle aperture previste dalla legge
Bersani, in modo da dividere i carichi di lavoro.
L’intesa sancisce la regola che questa materia è
di competenza del 2° livello di contrattazione
territoriale o aziendale e stabilisce, trascorsi quattro
mesi nei quali avviare i confronti decentrati, un
regime transitorio che, salvo il raggiungimento
di accordi di secondo livello, terminerà con la vigenza
del contratto.
E’ una
soluzione equilibrata che rilancia la
contrattazione di secondo livello sia aziendale che
territoriale, in una sinergia positiva con la
contrattazione di primo livello, e cioè il Contratto
Nazionale che va difeso come elemento di solidarietà e
di diritti per tutti , soprattutto dei più deboli.
Ottenere che ci sia la possibilità di non lavorare
sempre tutte le domeniche, di dare il 30% a giovani che
per anni non l’hanno avuto pur lavorando ogni domenica,
in cambio della ripartizione dei carichi di lavoro
attraverso il coinvolgimento di parte dei lavoratori a
tempo pieno nel lavoro delle domeniche della Legge
Bersani e del 30% di quelle stabilite a livello locale,
è uno scambio equo ed onorevole che non mortifica i
lavoratori e da salario ai lavoratori più deboli.
La
Fisascat da sempre è concettualmente contraria al lavoro
domenicale, ed è necessario continuare con efficacia la
battaglia anche nei confronti delle istituzioni, ma la
Fisascat non fa demagogia: sa che le aziende aprono
tutte le domeniche possibili con i metodi più disparati,
che ci sono lavoratori e lavoratrici che lavorano con e
senza salario ogni domenica e che quindi, in una logica
solidale, non si può far finta di non sapere ed occorre
individuare soluzioni contrattuali, così come sono state
individuate.
La Fisascat vuole essere il sindacato della
solidarietà e dei diritti !
Il risultato del negoziato porta anche ad un
soddisfacente risultato economico ed al consolidamento
di un aumento salariale di 150 euro al 4° livello a
regime, che significa distribuire nell’arco di validità
del contratto una massa salariale complessiva, superiore
ai 4.000 euro per lavoratore, al livello medio.
La Fisascat auspica infine che la Filcams torni
rapidamente, già nei prossimi giorni, ad una posizione
unitaria, così come unitario è stato finora tutto il
negoziato. Evidenziamo però con chiarezza che le
lavoratrici ed i lavoratori hanno diritto a vedersi
concretizzare subito i risultati ed i benefici negoziali
raggiunti senza ulteriori indugi.
Roma, 18 luglio 2008
La
Fisascat-Cisl Nazionale