CONTRATTI - Confindustria tirata sui prezzi (Manifesto)

Nuovo round al tavolo sui contratti, ieri, tra Confindustria e sindacati, e riaggiornato a giovedì della prossima settimana. Tre i punti chiave della discussione: 1) L'indice su cui stabilire gli aumenti del contratto nazionale. I sindacati continuanano a chiedere come riferimento l'indice europeo, che include anche mutui e affitti, mentre la Confindustria è contraria all'inserimento di queste due voci; inoltre, l'organizzazione guidata da Emma Marcegaglia (nella foto), chiede di decurtare dall'indice la cosiddetta «inflazione importata», quella acioè attribuibile alla crisi internazionale e alle speculazioni petrolifere, quantificata intorno all'1,8%. 2) Si confermano i due livelli di contrattazione. 3) Si è parlato di un meccanismo «perequativo» per chi non dovesse fare contratti di secondo livello, da riconoscere in ogni singolo contratto di categoria.
Secondo il segretario Cgil Epifani «restano punti di vista diversi perché Confindustria ha fatto ragionamenti che non ci convincono: c'è troppa distanza sull'inflazione che non garantisce neanche il potere d'acquisto». «Bisogna trovare una mediazione sull'indice», dice Bonanni (Cisl). Paolo Pirani (Uil), spiega che «Confindustria pare aprire sull'indice europeo, anche se ancora non c'è accordo sulle voci da inserire. Comunque noi siamo contrari a escludere l'inflazione importata».
Sul fronte dei contratti pubblici, dopo il nulla di fatto dell'altroieri all'Aran, il ministro Brunetta ha accusato i sindacati di soffrire di «confusione mentale».

 

RIFORMA CCNL, IL NODO È L'INFLAZIONE / SOLE 24 ORE

“Confindustria ha fatto un ragionamento che ci convince poco, perché è troppo distante dall’andamento dell’inflazione e non garantisce il potere d’acquisto”. Così il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani ha commentato l’incontro di ieri (durato tre ore) con gli industriali sulla riforma del modello contrattuale, secondo quanto riporta il Sole 24 Ore. Le parti si sono appuntamento per giovedì 24 luglio, mentre il giorno precedente si terrà una segreteria unitaria di Cgil, Cisl e Uil. Il tema più “caldo” è quello dell’indice di inflazione da individuare come riferimento per il rinnovo dei contratti nazionali. Per Emma Marcegaglia bisognerebbe usare l’indice armonizzato europeo dei prezzi al consumo, depurato dall’inflazione importata (come il petrolio e beni alimentari): nel mese di maggio questo indice era al 3,7 per cento, depurato scenderebbe al 2,2. Una proposta che, per i sindacati, non garantirebbe la tenuta del potere d’acquisto dei salari. “Siamo per trovare un indice più adatto a salvaguardare lavoratori e imprese, tenendo conto dell’inflazione programmata decisa dal governo, che contestiamo” ha detto il leader della Cisl Raffaele Bonanni, auspicando però un intervento del governo: “Dobbiamo trovare una mediazione sapendo che per noi è cruciale la riduzione delle tasse nel secondo livello e anche un eventuale meccanismo di salvaguardia sempre per questa parte della retribuzione”. La soluzione, già ventilata nel corso della discussione, potrebbe essere quella di depurare l’indice Ipca solo dal petrolio e non dai beni alimentari. L’incontro ha anche affrontato altre questioni su cui si registrano divisioni. Come lo spazio temporale da considerare per l’indice europeo: la media degli anni passati (Confindustria) o le previsioni della Commissione Ue per i prossimi due anni (sindacati). O come la base di calcolo retributiva su cui calcolare gli aumenti: il minimo tabellare o altro.

16/07/2008  10.58

 

CONTRATTI, EPIFANI: CONFINDUSTRIA NON CONVINCE

'Da parte di Confindustria ci sono stati ragionamenti che non ci convincono. C'è troppa distanza sull'andamento dell'inflazione, che non garantisce il potere d'acquisto'. Ad affermarlo è il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, al termine dell'incontro sulla riforma del modello contrattuale. 'Restano punti di vista diversi', aggiunge Epifani. Nel corso dell'incontro, prosegue 'abbiamo approfondito - ha aggiunto Epifani - una parte molto delicata relativa al rapporto con l'inflazione e le basi di calcolo'.