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''La trattativa aperta con il sindacato
e' difficile, ma c'e' la volonta' reciproca di provare ad
andare avanti, e io auspico che prevalga in tutti il senso
di responsabilita'''. A dirlo è la presidente di
Confindustria Emma Marcegaglia, commentando l'andamento del
tavolo sulla contrattazione aperta con i sindacati.
Marcegaglia non nasconde la sua preoccupazione per la
situazione italiana: 'E' molto problematica. Il nostro
Centro studi ha stimato per il 2008 una crescita del Pil
dello 0,1 per cento, di fatto una crescita zero, che puo'
diventare dello 0,4 se il prezzo del petrolio dovesse
calare. Stimiano anche che i primi due trimestri del 2009
siano rallentati, e che un po' di ripresa ci sara' solo a
partire dal secondo semestre''. E aggiunge: ''Per fare le
grandi riforme che servono abbiamo bisogno di un clima
politico di dialogo, dove la maggioranza ovviamente fa la
maggioranza, e l'opposizione fa l'opposizione, ma sui grandi
temi delle grandi riforme economiche e istituzionali
servirebbe una presa di coscienza reciproca e di lavoro''.
Le posizioni tra Conindustria e sindacati non sono vicine:
la Confindustria insiste sul fatto che il Paese ''deve
assolutamente evitare forme di indicizzazione dei salari, o
di ritorno alla scala mobile, che sarebbero un disastro
assoluto'. La posizione dei sindacati, invece, e' che ''c'e'
un problema di potere d'acquisto dei salari, un'analisi che
noi condividiamo, ma diciamo anche che non tutto puo' venire
dalle imprese''. Il rischio infatti e' che ''le imprese
vadano fuori mercato: lo dimostrano gli ultimi dati aull'aumento
della cassa integrazione, sui posti di lavoro che si perdono
e su tutta una serie di aziende che chiudono''. |