LETTERA APERTA

Oggetto: Art. 9. Ancora una volta i sindacati non hanno ascoltato il parere dei lavoratori - Ipia "C.Cattaneo" - Lungotevere Testaccio, 32 - Roma

Questo è stato un anno particolarmente difficile, ragazzi aggressivi, non motivati e con poco interesse verso lo studio. La risposta della nostra scuola è stata una vera e propria offensiva educativa: azioni didattiche, testimonianze, sinergie sul territorio e tra istituzioni diverse.
Le attività svolte dalle diverse classi e sedi sono state moltissime: incontri con esperti, visioni di film, ricerche sul territorio, ricerche bibliografiche, scambi culturali, studio ed elaborazione di percorsi scolastici individualizzati, lezioni L2, laboratori sulla gestione del conflitto, attività sull'autogestione cooperativa, incontro con i genitori, fino a forme di partecipazione attiva dei ragazzi. Molte sono le associazioni e le Istituzioni che hanno collaborato con noi: l'Associazione Tata Giovanni, l'Arma dei Carabinieri, il Dipartimento della Protezione Civile, Legambiente e l'Irpps del Cnr.

Una gran mole di lavoro svolto all'insegna della professionalità docente e del "volontariato sociale". Sono stati molti docenti e personale ATA che hanno dedicato diverse ore nel coordinamento, progettazione, preparazione del materiale per potere offrire un'offerta formativa differenziata e orientata al recupero motivazionale dei nostri ragazzi, ore aggiuntive alla attività docente, senza dimenticare le ore curricolare svolte con la serietà e impegno di sempre.
 
La nostra scuola già riconosciuta come scuola a rischio e con altra frequenza di studenti migrati, ha avuto riconosciuti i finanziamenti del art. 9 "Misure incentivanti per progetti relativi alle aree a rischio, a forte processo immigratorio e contro l'emarginazione scolastica".

I finanziamenti ottenuti sono stati attribuiti in seguito alla presentazione del progetto specifico "Didattica dell'accoglienza, percorsi integrati e programmi individualizzati per contrastare gli insuccessi scolastici (prosecuzione)" e dovrebbero essere destinate esclusivamente ai compensi per il personale docente e ATA impegnato nelle attività progettuali secondo quanto stabilito nel CONTRATTO INTEGRATIVO REGIONALE sulle misure incentivanti per Progetti relativi alle aree a rischio e a forte processo immigratorio tra la Direzione generale del Lazio e le Organizzazioni Sindacali regionali della scuola FLC, CGIL, CISL, UIL, SNALS-CONFSAL e GILDA-UNAMS.

Contrariamente, nella Contrattazione integrativa di Istituto, la Rsu Paola Burla (SNALS), Rosa Lucia Cennamo (UIL) e Marino Di Giovambattista (CISL) e i territoriali Giuseppe Taiti (SNALS-CONFSAL), Ernesto Sciumbata (CISL), Antonio Mercuri (Gilda-Unams) hanno concordato nel tavolo delle trattative l'utilizzazione del 100% delle risorsi del art. 9 per la flessibilità organizzativa e didattica dell'Istituto, soldi "a pioggia" per tutti senza il riconoscimento delle attività svolte.

Nel  Collegio dei Docenti del 12/6/08 il preside Leandro Cantoni ha spiegato che "i fondi dell'art. 9 erano stati erogati a giugno, anziché, come sarebbe dovuto essere, ad ottobre e pertanto non è stato possibile programmare le attività perché la RSU di Istituto hanno esplicitamente dichiarato di non voler procedere alla contrattazione dei fondi in assenza di certezze sull'erogazione. Ricorda inoltre di aver chiaramente dissuaso i colleghi dal procedere all'attivazione dei quei progetti per i quali non sussistevano fondi e semmai di attuarli nell'ambito del Consiglio di classe come attività non retribuita" (verbale n° 1049). La prof.sa Fuga ricorda che i fondi dell'art. 9 vengono concessi in base alla presentazione di un progetto, che la loro distribuzione deve fare riferimento a quanto presentato e che la normativa non consente la distribuzione a pioggia. La prof.ssa Iarussi, progettista e compilatrice del progetto, sottolinea che sono state realizzate molte iniziative e ch!
 e si debba ritenere un valore aggiunto il fatto che si siano attivate senza copertura economica. Chiede che la trattativa del art 9 non venga presa in considerazione in quanto non era inserita nell'o.d.g., quindi è stato firmato qualcosa di cui il Collegio non era a conoscenza.
Il C.d.D. decide a votazione con 82 favorevoli, 9 contrari e 16 astenuti di costituire un gruppo di lavoro che verifichi in base al progetto presentato (art. 9) le attività effettivamente svolte.

La Commissione nominata dal C.d.D., si riunisce il 16/6/08 e stila un documento dove evidenza i progetti svolti (con scheda di monitoraggio finale consegnata) e le attività svolte nelle quattro sedi (particolarmente nel Corso pomeridiano, dove erano esplicitate nel progetto Art. 9)  che rientrano nel progetto analizzato. Rimanda al C.d.D. del 17/6/08 ogni decisione a riguardo.

Lo stesso giorno, di pomeriggio, si riunisce il tavolo delle contrattazioni, il Dirigente Scolastico spiega la posizione del C.d.D e chiede che si riapra la trattativa alla luce di quanto sopra. Il prof. Sciumbata (CISL) non ritiene né necessario né opportuno ridiscutere la questione meravigliandosi "che la parte padronale porti la voce dei dipendenti". Dopo consultazioni si passa ad altri punti dell'o.d.g.

Nel C.d.D. del 17 giugno 2008 il D.S. "rende noto che al tavolo delle trattative è prevalso il tema della flessibilità." (verbale n.1050) . La sottoscritta, dichiara al C.d.D., in quanto funzione strumentale per la dispersione scolastica, di essere contraria alla decisione presa in contrattazione in quanto i fondi stanziati per il progetto scuola a rischio (art. 9) sono vincolati alla realizzazione di attività finalizzate al contenimento del disagio per contrastare fenomeni di aggressività, bullismo, auto distruttività e rispondere ai bisogni espressi dalle fasce più deboli di studenti, maggiormente esposti al rischio di emarginazione con offerte flessibili e individualizzate.

Fino a qui i fatti.

Per ultimo una riflessione

A tutti quelli che mi chiedano, "come mai avete lavorato senza una nomina, senza una copertura economica sicura, accettato di dedicare ore aggiuntive al vostro lavoro quotidiano in modo volontario..?", non so cosa rispondere. sorrido e mi chiedo quanti conoscano la realtà delle nostre scuole. Siamo molti quelli che abbiamo scelto di lavorare insieme per moltiplicare la capacità di fornire risposte adeguate e compiute, flessibili ed efficaci.
Dico NO alla retribuzione a pioggia, non tanto perché non ritenga che sono molti i docenti impegnati nel combattere la dispersione scolastica e che debbano essere retribuiti, se no perché sono convinta che bisogna valorizzare l'impegno individuale e di gruppo, evidenziare il lavoro svolto, fare emergere il "lavoro sommerso" dei docenti. Il "tutto per tutti" non aiuta a promuovere le azioni di ricerca, di sperimentazione,  necessarie per far trovare ai nostri studenti la motivazione per portare a termine il percorso scolastico, in modo di formare una cittadinanza attiva e consapevole, con una formazione che consenta loro di inserirsi nel mondo del lavoro.

Come mai i nostri rappresentanti sindacali no lo capiscono? Perché non ascoltano la voce dei lavoratori?

Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento o approfondimento,  distinti saluti,


prof.ssa Maria Silvia Garibotti
F.S. Accoglienza, Orientamento, strategie contro la dispersione scolastica e il disagio scolastico - IPSIA "C. Cattaneo" - Roma
ms.garibotti@ipsiacattaneo.it