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Nota stampa Giorgio Cremaschi: “Dati Istat: ma quale fatto positivo. Cala ancora il salario reale”
“E’ incomprensibile come oggi venga presentato come positivo un dato di aumento dei salari del 3,3%, quando l’inflazione ufficiale Istat è al 3,6% e quella sul paniere dei beni di prima necessità è oltre il 5%.” “Il dato di oggi è negativo e non positivo per i lavoratori, perché dimostra che i salari non reggono nemmeno l’inflazione ufficiale, al lordo delle trattenute fiscali sulla busta paga che sono ancora in crescita. Il dato di oggi conferma la tendenza alla riduzione del salario reale dei lavoratori e, cioè, alla drammatica caduta del potere d’acquisto. Dopo questi dati è incomprensibile, se confermata, la disponibilità di Cgil, Cisl e Uil a definire aumenti contrattuali attorno al 3,3%, cioè al di sotto dell’inflazione effettiva.” “Occorre smetterla di programmare la riduzione dei salari e ancor di più il sindacato non si deve più rassegnare alla caduta del potere d’acquisto delle buste paga.”
Roma, 27 giugno 2008
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