Cgil: l'ordine del giorno del comitato direttivo nazionale del 23/24 giugno
 

Roma, 24 giugno - Il comitato direttivo della Cgil ritiene sbagliate ed inadeguate e dunque da modificare profondamente le linee del piano triennale della finanziaria presentata dal governo nell’incontro del 18/06 u.s. Anche il metodo è preoccupante, poiché lo strumento del Decreto Legge, utilizzato per realizzare gran parte della manovra di Finanza Pubblica 2009-2011, rischia di limitare il ruolo del Parlamento. Fermo restando l’obiettivo del pareggio di bilancio al 2011, già previsto dal precedente Governo per il 2010, la manovra è sbagliata poiché nel merito non affronta le emergenze del Paese, a partire dal recupero del potere d’acquisto di salari e pensioni e compromette anche la possibile ripresa prevista per il prossimo anno.

La manovra, infatti essendo impostata prevalentemente sui tagli alle spese, colpisce in modo consistente quantità e qualità dei servizi sociali, taglia pesantemente in settori fondamentali come scuola e sanità e rischia di peggiorare la condizione di tante famiglie. Di converso non fornisce alcun sostegno alla domanda interna né dà la necessaria risposta alla riduzione della pressione fiscale sui redditi da lavoro e da pensione come da noi proposto insieme con Cisl e Uil con la piattaforma unitaria sul fisco del novembre 2007.

Procedendo in questa direzione, il Governo non fornisce risposte vere alla questione sociale oggi più rilevante  rappresentata proprio dalla difficoltà dei redditi di lavoratori e pensionati e delle loro famiglie. Non rispondono certo a queste difficoltà né alle condizioni di povertà presenti nel paese misure “compassionevoli” come la carta per gli anziani che in primo luogo colpisce e ferisce proprio la dignità della persona.  La quantità di risorse destinata a tale misura andrebbe invece incrementata e utilizzata per sostenere i redditi da pensione come indicato dalla Piattaforma Unitaria del sindacato. La scelta, inoltre,di indicare un tasso di inflazione programmata per il 2008 dell’1,7% rispetto al 3,6% tendenziale, rappresenta una previsione totalmente irrealistica e inaccettabile, che -se applicata- comporterebbe sulla retribuzione media una diminuzione programmata dei salari di circa 1.000 euro per il biennio 2008-2009, colpendo così salari e pensioni.

I tagli colpiscono il Mezzogiorno sia in relazione al venir meno dei 2 miliardi di Euro, già previsti per le infrastrutture di Sicilia e Calabria, che per il quadro di incertezza relativo agli investimenti delle imprese private oltre che alla revoca dei fondi programmati. I tagli agiscono inoltre pesantemente oltre che sulla sicurezza anche sulla scuola pubblica, con la riduzione di 150.000 lavoratori, che comporterà una minore copertura delle reti scolastiche sul territorio e la riduzione di orari e modalità di funzionamento, e l’università, colpita dalla trasformazione in fondazioni private con la relativa alienazione del patrimonio pubblico e per gli enti di ricerca la perdita di autonomia.

E ancora. Sono insostenibili i tagli agli Enti Locali e il rinvio dell’entrata in vigore della “Class Action”, e l’assenza di una politica industriale.

Si deve e si può cambiare aumentando le detrazioni fiscali per i lavoratori e pensionati, rinnovando tutti i contratti ancora aperti che coinvolgono milioni di lavoratrici e lavoratori, evitando aumenti di tariffe e ticket che colpiscono direttamente le tasche dei cittadini più deboli e meno tutelati. Anche sulla pubblica amministrazione il comitato direttivo, al fine di contrastare la campagna tesa a delegittimare il lavoro pubblico, lancia una campagna di informazione e di ascolto tra i lavoratori pubblici e privati. In questo ambito il sindacato  sulla base delle proposte avanzate anche dalla categoria, rivendica il ruolo di soggetto riformatore che mette al centro della sua azione la battaglia per l’efficacia, l’efficienza, la trasparenza dei servizi in relazione alle domande di cittadini ed imprese. Il sindacato rivendica la sua battaglia per valorizzare il lavoro pubblico, la sua legalità,il merito,la produttività. Indica come priorità la lotta agli sprechi negli appalti e nelle consulenze con l’obiettivo di spendere meno spendendo meglio,e della  contrattazione collettiva come risorsa per governare tutti i processi.

Si tratta di una linea che è contrastata dai provvedimenti che il Governo sta emanando che colpiscono pesantemente la macchina pubblica, riducono l’occupazione, e portano a nuovo precariato tornando indietro dai processi di stabilizzazione. Proprio la contrattazione ed il ruolo riformatore del sindacato è oggetto di un pesante attacco da parte del Governo che mira anche in questo modo a ridurre il ruolo del pubblico e ad indebolire la stessa trattativa per un nuovo unico modello contrattuale. Con la manovra si produce un arretramento ed un allentamento delle azioni di contrasto all’evasione ed elusione fiscale e al lavoro nero, indebolendo, anche per questa via, la possibile crescita delle entrate.

L’insieme di queste ragioni richiederebbe il rilancio e la conferma di un’azione vera ed efficace contro l’evasione fiscale e per l’emersione del lavoro irregolare, al fine di rafforzare il trend delle entrate e di procedere con percorsi di regolarizzazione per tante persone che lavorano ancora oggi senza diritti e senza tutele.

La Cgil inoltre, come già nettamente evidenziato nel corso dell’incontro, ribadisce la contrarietà ad interventi di modifica degli accordi già sottoscritti fra le parti sociali e con il precedente governo e approvati, come nel caso del Protocollo sul welfare da milioni di lavoratori, così come non è accettabile una deregolazione delle norme sugli orari di lavoro che, abbassando la soglia dei diritti, altera quanto previsto dalla contrattazione collettiva in materia oltrechè allargare i rischi in materia di sicurezza sul lavoro.

Non si può certo non notare come tutti questi provvedimenti rappresentano una intrusione nelle relazioni fra le parti sociali e una volontà di creare difficoltà ai negoziati a partire dalla riforma del modello contrattuale, con una visione ideologica importata ad indebolire i soggetti collettivi a favore di rapporti individuali e a deregolare il contratto nazionale.

L’accordo del 23 luglio 2007, così come accordi unitari precedenti, vengono pesantemente manomessi su punti fondamentali. In particolare sul tema del lavoro si interviene sulle tipologie di lavoro, a partire dal Tempo Determinato, riproponendo norme del Governo precedente che avevano già portato, nelle nuove assunzioni, ad una maggioranza assoluta di lavoro precario.

Si cancellano le norme appena entrate in vigore, come la Legge 188, contro i licenziamenti mascherati da dimissioni e si cancellano gli  indici di congruità, una proposta unitaria per la lotta al lavoro nero e sommerso che era stata concordata e introdotta con la Legge Finanziaria 2007. Vengono previste norme sulla gestione del rapporto di lavoro e del processo del lavoro esplicitamente indirizzate all’obbiettivo della deregolazione e minor tutela. Infine si manomette in modo unilaterale, dopo aver contribuito all’approvazione di una direttiva europea dichiarata dalla CES inaccettabile, anche l’orario di lavoro, ed è per  questo, che andrebbe realizzata una manifestazione europea promossa dalla CES. Tutto ciò rappresenta una unilaterale e inaccettabile manomissione che deve essere respinta da parte di tutte le forze sociali che hanno firmato quegli accordi.

Sulla base di queste valutazioni la Cgil è impegnata a costruire, con Cisl e Uil,  una forte mobilitazione unitaria in difesa dei risultati raggiunti e a sostegno delle proposte che, partendo dalla piattaforma sul fisco, obblighino il Governo ad un cambiamento vero. Per questo è indispensabile un’azione di informazione e comunicazione capillare con lavoratori, lavoratrici, pensionati e pensionate.

L’avvio del confronto tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil, sulle “linee di riforma” della struttura della contrattazione è iniziato, e sulla base di quanto previsto nella proposta unitaria da noi avanzata, così come indicato anche  nell’ordine del giorno conclusivo della Conferenza d’organizzazione, siamo impegnati a far si che il percorso avviato possa concludersi con un’intesa e ciò dipenderà solo ed esclusivamente dal merito della stessa.

Il Comitato direttivo della Cgil inoltre delibera lo svolgimento della II Conferenza di Programma per la primavera del 2009.

La Conferenza che ha lo scopo di mettere il nostro sindacato in grado di fronteggiare i profondissimi rivolgimenti economici, sociali, politici ed ambientali, a partire dalla stessa evoluzione dei processi di globalizzazione, dovrà caratterizzarsi per una diffusa discussione nel corpo dell’organizzazione e la sua preparazione si alimenterà anche da confronto con esperti ricercatori, intellettuali in grado di offrire un contributo di merito.

A tal fine il Comitato direttivo dà mandato alla segreteria nazionale di procedere da subito in questa direzione allo scopo di presentare un piano di lavoro compiuto al prossimo Comitato direttivo.

Infine, il direttivo della Cgil condivide l’allarme lanciato dall’Associazione nazionale dei magistrati per le norme introdotte nel Decreto sulla sicurezza che rischiano di causare la sospensione di ben 100mila processi, creando così un caos senza precedenti.


72 A FAVORE
15 CONTRARI
NESSUN ASTENUTO