Trattativa sui modelli contrattuali

la confusione è tanta e il risultato (in perdita) già scontato .... se non si fa qualcosa

 

Diciamo le cose come stanno.

Cisl e Uil hanno ormai messo sul tavolo la loro completa disponibilità ad un accordo sui modelli contrattuali a qualsiasi costo. Ciò che interessa loro non è il merito della questione salariale, ma il loro accreditamento dentro la definitiva forma neocorporativa delle relazioni nella nuova e potente ventata liberista.

La piattaforma sindacale dice esattamente quello che Cisl e Uil volevano, ossia una apertura verso la progressiva e definitiva marginalizzazione del contratto nazionale e l'affermazione del salario legato essenzialmente al rendimento che l'impresa si aspetta di avere dal lavoratore. Nei fatti .. molto vicino a quel che Confindustria vuole portare a casa.

Ma rimane errato chiamare la proposta sindacale una piattaforma,  nel senso che mai il mondo del lavoro è stato chiamato a discuterla nè tanto meno a votarla. Semplicemente, quella che chiamano piattaforma, altro non è che la posizione della burocrazia sindacale, una sua dichiarazione di responsabilità, un viatico per farsi accreditare nella nuova e splendente stanza dei bottoni in cui, altrimenti, temono di non entrarci più.

 

Non stupisce quindi che, come è successo dopo l'incontro sindacati-Governo del 18 giugno Cisl e Uil si siano sperticati a dichiarare il loro ottimismo e la loro soddisfazione anche se Confindustria, in quell'incontro, ha di fatto posto condizioni che vanno ben oltre le stesse disponibilità sindacali, peggiorandole parecchio.

Infatti Confindustria ha preso la piattaforma di Cgil Cisl Uil e l'ha rigirata secondo il suo punto di vista.

della serie .... va bene un accordo ma ......

''Il nostro obiettivo non e' quello di cancellare il contratto nazionale, che va mantenuto, ma di alleggerirlo in fatto di salari e di regole per dare piu' spazio a quello aziendale''. A dirlo è la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, parlando dell'incontro con i sindacati previsto per martedì prossimo. Riguardo i contenuti del confronto, per Marcegaglia ''ci devono essere regole valide per tutti e chi non le rispetta deve essere sanzionato'', mentre occorre 'distinguere bene cio' che appartiene al contratto nazionale e cio' che appartiene al livello aziendale, in modo che non vengano ridiscusse a livello aziendale materie definite altrove, perche' questo crea conflittualita'''. Riguardo la contrattazione di secondo livello, questa deve rimanere a carattere volontario, ''ma nel caso in cui non ci sia a livello aziendale servono forme perequative per questi lavoratori''. - 20/06/2008  15.04

 

Cisl e Uil sono riuscite a vedere in questo delle aperture interessanti. Per tutte riportiamo questa  dichiarazione di Bonanni ...

19/06/2008 - Bonanni: "Ora il taglio delle tasse, soprattutto sul secondo livello"

"Mi pare un buon inizio. E' stata confermata la volonta' di fare presto ed entrambe le parti hanno interesse a definire sia il primo sia il secondo livello della contrattazione". E' quanto sottolineato ieri, dal Segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, al termine dell'incontro in viale dell'Astronomia sulla riforma del modello contrattuale al quale hanno partecipato i tre segretari generali di Cgil Cisl e Uil e per la Confindustria il presidente Emma Marcegaglia, il vicepresidente con la delega con le relazioni industriali Alberto Bombassei e il direttore generale Maurizio Berretto. "Sindacati e Confindustria hanno l'esigenza di cogliere l'opportunita' di farsi finanziare il taglio delle tasse, soprattutto sul secondo livello - ha precisato Bonanni- Nessuno nella federazione sindacale ed in quella industriale ha fatto discorsi da falco. Le parti hanno tutte dimostrato la volonta' di arrivare al dunque". E nel sottolineare l'importanza di un accordo "indispensabile" ha poi osservato: "Sarebbe il primo accordo intercategoriale da 12 anni ad oggi, e indicherebbe le linee guida per tutte le categorie. Martedi' prossimo inzieremo la discussione - ha spiegato il Segretario generale - e ognuno di noi ha interesse a fare presto. Non ci sono alternative ad un'intesa sulla riforma del contratto, e personalmente mi impegnero' perche' comunque si faccia l'accordo". Ha insistito Bonanni ricordando che sono 12 anni che non si raggiungono accordi interconfederali.
"Definiremo linee guida per un nuovo modello contrattuale - ha poi concluso - che sara' un involucro, una struttura riconducibile ad un accordo interconfederale per dare indirizzo alle categorie a dimostrazione di quanto sia indispensabile raggiungere questo accordo". Il confronto proseguirà con due incontri a settimana.

Quindi su Cisl e Uil nessuna speranza. Loro sono al tavolo per fare l'accordo che sancisca  il loro patto con Confindustria .... il resto conta meno. Quel che conta è farlo e farlo presto

 

La Cgil in questa situazione (scusateci il termine) fa praticamente la parte del pesce in barile.

L'unico commento a caldo che è riuscito a fare Epifani è che in quell'incontro non si è discusso di nulla se non definire i prossimi appuntamenti. Un po poco visto ciò che Confindustria ha messo sul tavolo.

Solo successivamente ha detto qualcosina di diverso ....

L'accordo sulla riforma del modello contrattuale non potrà essere raggiunto a qualsiasi condizione. Lo sottolinea il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, precisando di non volere deroghe al contratto nazionale che 'deve essere il punto di riferimento'. 'Al tavolo con Confindustria e Cisl e Uil sono stati illustrati i punti della piattaforma sui quali abbiamo intenzione di lavorare seriamente per fare l'accordo. Abbiamo due mesi e c'è la disponibilità della Cgil e mia, ma non a qualsiasi condizione. I salari devono aumentare e non devono crearsi gabbie salariali', spiega Epifani. Quanto alla questione del secondo livello di contrattazione, continua, 'dovrà essere più qualificato e allargato ma non voglio deroghe alla contrattazione nazionale che deve essere il punto di riferimento'. Conclude poi Epifani: 'Se l'esecutivo si decidesse a ridurre le tasse sul lavoro dipendente aiuterebbe la trattativa'. - 19/06/2008  10.11

Dichiarazioni che colpiscono per la loro genericità (nel merito delle cose pesanti che Confindustria ha messo sul tavolo la sua risposta è debole e generica) e che sembrano dimostrare l'impaccio legato anche alla situazione politica.

In fin dei conti l'ipotesi collaborazionista di stampo Veltroniano sembra arenarsi di fronte alla intenzione di Berlusconi di fare il pieno su tutto rubandosi anche le bricciole che Veltroni pensava gli sarebbero state lasciate almeno per giustificare la sua opposizione "morbida e "pacata".

E' chiaro che l'impaccio in cui si trova oggi il PD ricada anche sulle scelte della Cgil di Epifani, così come ricade sulla Cgil la decisione di Veltroni di indire una "grande manifestazione" contro  il Governo a settembre.

Nelle sue dichiarazioni successive all'incontro Epifani sembra dire nella sostanza che lui vuole fare l'accordo ma non ha nessuna intenzione di farlo presto (non a caso precisa che per almeno due mesi non si parla di accordo) almeno fino a che Veltroni ed il PD manterranno questa posizione di risentimento verso Berlusconi.

D'altra parte le sue stesse obiezioni di merito sulle condizioni dell'accordo lasciano il tempo che trovano.

Epifani dice che non accetterà deroghe al contratto nazionale e che l'accordo sui modelli contrattuali dovrà portare più soldi in tasca ai lavoratori.

Sembra che Epifani non abbia letto la sua piattaforma  (o meglio ... la piattaforma che gli ha imposto la Cisl)perchè è cosa sicura e certa che quel modello contrattuale da lui sostenuto porterà un ulteriore indebolimento dei salari ed una loro ristrutturazione legandoli di fatto al rendimento della forza lavoro. Così come sembra dimenticarsi che la sua organizzazione (ad esempio i chimici), senza che lui battesse ciglio, ha già firmato accordi che introducono la possibilità di deroghe al contratto nazionale. Se la cosa non gli va (come afferma ora) perchè allora, invece, se ne è stato zitto??.

Quindi, semplificando, possiamo dire che dietro al linguaggio di Epifani non c'è una obiezione di merito all'accordo ma solo un tentativo di impedire un accordo subito (come vogliono Cisl e Uil) per non regalare a Berlusconi un punto proprio nel momento in cui Veltroni sta decidendo se continuare con la sua opposizione pacata (bon ton) o passare ad una opposizione meno pacata (bon ton con risentimento).

D'altra parte, se veramente Veltroni intende fare una manifestazione contro il Governo a settembre, sarebbe controproducente regalare al Governo (prima della manifestazione) un accordo con i sindacati.

E si sa ... Epifani tiene in gran conto il PD non fosse altro perchè è da li che dovrebbe arrivare la candidatura ad un posto da europarlamentare a cui deve credere veramente se ha appena nominato in segreteria nazionale la compagna Susanna Camusso, da tutti indicata come prossima segretaria generale Cgil.

 

La Cgil di Epifani sembra incapace di avere una linea indipendente dal quadro politico ed è ormai legata (proprio grazie al PD) all'impegno di non rompere con Cisl e Uil, costi quel che costi.

I malumori che la maggioranza Cgil esprime sono inoltre il riflesso del disagio nei confronti della sempre più emergente egemonia della Cisl, come ago della bilancia, come punto di riferimento attorno al cui progetto tutto si tiene.

In soldoni ... la Cgil non ha una linea (se esludiamo il "si fa quel che succede") ed il suo gruppo dirigente attuale è sicuramente il più debole in 100 anni della sua storia. Si naviga a vista .... strategia ... nulla.

Quindi, per quanto riguarda la Cgil, possiamo aspettarci se va bene una tattica dilazionatoria per la firma dell'accordo, ma non certo un cambio di linea. D'altra parte si sta trattando su una piattaforma che Epifani difende a spada tratta come meravigliosa sintesi tra Cgil Cisl Uil, che ha già in se la destrutturazione del contratto nazionale e dell'unità salariale nazionale .... anche se Epifani non li vede ... ed il fatto che un sindacalista nazionale non veda queste cose la dice lunga.

 

Inoltre, come se nulla fosse successo, già sono stati programmati i prossimi incontri. Quindi ... si continua a trattare, ed è chiaro che questa decisione presuppone che anche le condizioni poste da Confindustria sono ormai state accettate come punti da risolvere nel confronto. Non ci sembra infatti che qualcuno abbia posto come condizione per continuare che Confindustria ritirasse la sua contropiattaforma.

Rispetto alla originaria proposta delle segreterie Cgil Cisl Uil, quindi, le carte sono già cambiate.

Un sindacato serio dovrebbe a questo punto chiedere ai lavoratori se c'è o meno il mandato a continuare a queste condizioni, ma parliamo ovviamente di un sindacato serio, quello ciòè che già avrebbe dovuto (prima di tutto) sottoporre al parere dei lavoratori anche l'ipotesi sindacale iniziale.

 

Solo pochi giorni dopo questo avvio di trattativa sui modelli contrattuali, giusto per rendere ancora più evidente la beffa, il Governo ha deciso che per il 2008-2009 l'inflazione programmata (ossia il limite entro cui si vuole vincolare la contrattazione economica sindacale) sarà del 1,7%.

Neppure la metà di quanto rilevato dall'Istat sul suo anacronistico paniere, e molto ma molto meno del 6,6% reale a considerare solo i beni di prima necessità che entrano quotidianamente nella spesa delle famiglie.

La proposta del Governo smaschera definitivamente come quella di questi mesi sia stata solo una recita. Tutti a parlare di emergenza salariale, ma ora tutti a programmare una ulteriore riduzione del salario.

Ma smaschera anche l'assurdità della trattativa sui nuovi modelli contrattuali dimostrando come non è cambiando il modello che si aumentano le retribuzioni.

I salari aumentano se si chiedono più soldi di aumento (questo almeno ci insegnavano i vecchi sindacalisti ... quelli che il mestiere lo sapevano fare meglio di quelli attuali).

 

Un sindacato serio, di fronte alla provocazione del Governo, come minimo sospenderebbe la trattativa, e magari direbbe "basta" a qualsiasi predeterminazione rivendicando la sua autonomia rivendicativa.

Ma le cose, per ora, non stano andando così. Ci si limita a mugugnare protestando un forte stupore e, ovviamente, continuando la trattativa con Confindustria.

Non rompere in queste condizioni è possibile solo se, sopra ogni cosa, Cgil Cisl Uil tenessero più di conto il loro accreditamento nel nuovo sistema di relazioni neocorporative che all'emergenza salariale. Una condizione che non prevede rotture.

 

Per questo la lotta contro il nuovo patto neocoporativo è strettamente legata alla lotta per cambiare la maggioranza che guida oggi la Cgil.

Lo ha capito bene anche Epifani che proprio prima dell'apertura ufficiale della trattativa si è ben preoccupato di rieleggere una nuova segreteria nazionale, appositamente costruita per sostenere lui, mandando a ramengo ogni residuale parvenza di democraticità annullando in un colpo solo anche il riconoscimento dei diversi pluralismi (siano essi di sinistra sindacale organizzata, di categorie e di frange della sua stessa maggioranza).

 

La questione alla fine è proprio questa ...... se si vuole contrastare la deriva neocorporativa della Cgil non basta solo sostenere le critiche al modello di riforma contrattuale, bisogna contemporaneamente aprire in Cgil un vero e proprio confronto di tipo congressuale, chiedendone la convocazione anticipata e dichiarando esplicitamente l'opposizione a questa segreteria.

Sarà la sinistra sindacale in Cgil (in particolar modo lavoro e Società visto che la rete28aprile ha già dichiarato la sua opposizione congressuale a questa segreteria) capace di fare questa scelta o ci si continuerà a grogiolare in una posizione a metà tra la critica di merito ed il riconoscimento della bontà di questa segreteria sperando che, passata la nottata, ci sia ancora trippa per gatti ??

 

21 giugno 2008                                      COORDINAMENTO RSU