CGIL, A EPIFANI IL 70% DI SÌ / REPUBBLICA

 

La Cgil ha una nuova segreteria: cinque uomini, cinque donne, e tra questi cinque nuovi ingressi. Il Direttivo della confederazione ha approvato ieri con il 70,8 per cento dei voti (102 sì, 39 no e 2 astenuti), la proposta di rinnovamento fortemente voluta da Epifani. Una decisione che ha generato malumori, con il voto contrario di importanti esponenti di alcune categorie (funzione pubblica, trasporti, comunicazioni, tessili e bancari) e di strutture regionali (Veneto e Liguria). I cinque nuovi ingressi sono Susanna Camusso (Cgil Lombardia), da molti accreditata alla successione di Epifani, Agostino Megale (presidente dell’Ires), Enrico Panini (segretario della federazione della scuola), Fabrizio Solari (segretario dei trasporti) e Vera Lamonica (Cgil Calabria). Sono invece usciti Carla Cantone (eletta segretaria dei pensionati), Achille Passoni e Paolo Nerozzi (eletti in Parlamento nelle file del Pd), Marigia Maulucci e Mauro Guzzonato, esclusi da Epifani nonostante fossero ancora in carica. E sulla loro esclusione si è consumato lo scontro all’interno della maggioranza della Cgil. La Fiom si è schierata a favore del rinnovamento, l’area programmatica Lavoro Società (che non considera più Agnello Modica la sua rappresentante in segreteria), ha parlato di “un pericoloso precedente nella vita democratica e pluralistica dell’organizzazione”. Epifani ha quindi ottenuto la segreteria che voleva, mentre prima aveva dovuto convivere con quella del suo predecessore Cofferati. La sua leadership si è rafforzata, anche se l’unità interna appare meno solida. E un invito all’unità arriva dal segretario della Funzione pubblica Carlo Podda: “La proposta del segretario generale non ha raccolto tutti i consensi che sarebbe stato più opportuno avere in questa fase. Penso che questa incomprensione sia stata determinata non dai nomi, ma dal metodo che si è voluto seguire. Ora sarà necessario lavorare per determinare la più alta unità dell’organizzazione”.

18/06/2008  10.12