Epifani azzera la segreteria, minoranze in rivolta
In entrata Camusso, Panini, Megale. Podda vota contro. Nicolosi: «Scelta autoritaria»
Antonio Sciotto
ROMA

 
Guglielmo Epifani rivoluziona la segreteria confederale e crea scontri e malumori in grosse aree: da «Lavoro e società», di fatto senza più rappresentanti, a quella che si raccoglie intorno al segretario della Funzione pubblica Carlo Podda, fino ai membri della Fiom. Epifani, in vista del rinnovamento previsto, aveva chiesto qualche giorno fa a Marigia Maulucci e Mauro Guzzonato di dimettersi, ottenendo un rifiuto. Ieri dunque la decisione di mettere a votazione l'azzeramento dell'intera segreteria, e l'esito ha rispecchiato un'insofferenza molto vasta: soltanto 82 sì su 163 componenti del direttivo, dunque appena un voto di maggioranza.
La decisione di Epifani viene vista dai tanti che non l'hanno condivisa come un vero e proprio colpo di mano, un modo per imporre una nuova segreteria stravolgendo le tradizionali regole democratiche della Cgil e imponendo di fatto un «metodo a maggioranza» bruto, che dà tutto il potere al segretario di vertice rispetto agli esecutivi, peraltro con il rischio che si riproduca in territori e categorie.
La rosa che proporrà oggi Epifani al direttivo vede 5 nuovi membri: Susanna Camusso (segretaria Lombardia, data per erede di Epifani), Enrico Panini (segretario Flc), Fabrizio Solari (Filt), Agostino Megale (presidente Ires), Vera Lamonica (segretaria della Calabria). Verrebbero riconfermati (a questo punto, rieletti) Fulvio Fammoni, Morena Piccinini, Nicoletta Rocchi e Paola Agnello Modica.
Podda non ha voluto commentare il suo voto contrario, rimandando a oggi le considerazioni. Francesca Re David (Fiom), non ha votato: «Non rispetto alla segreteria, ma ai criteri: non ci si può dire che adesso, quando si parla dei nomi, è mancata la discussione sul merito: la Fiom è da tempo che chiede di parlare di merito. Ma almeno si è esplicitato che il Congresso del 2006 di fatto non c'è più».
Nicola Nicolosi, coordinatore di Lavoro e Società non esita a definire la scelta di Epifani «autoritaria». «Aveva concordato al passato Congresso, e dopo con me, che avremmo riavuto diritto di proposta, e invece oggi ci viene negato». Lavoro e Società non si sente più rappresentato da Paola Agnello Modica, con cui sono emerse «differenze sostanziali sul modello contrattuale» alla Conferenza di organizzazione, ma le tensioni con l'area erano presenti già da mesi. Dunque oggi Lavoro e Società voterà contro.