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SALVIAMO LA VITA FACCIAMO I FANNULLONI
Un’altra strage in Sicilia, dopo quella in Puglia, a Torino, mentre continua la strage quotidiana di lavoratrici e lavoratori sui posti di lavoro. Ora riparte la solita ipocrisia nazionale, con le tante lacrime di coccodrillo, ma in concreto non si farà niente e le persone continueranno a morire. La verità è che si lavora troppo, si lavora male, si lavora senza sicurezza e chi fa morire di lavoro non paga quasi nulla, per questo ci si ammala, ci si infortuna, si muore. Di fronte alla continua pretesa di tutte le aziende di lavorare sempre peggio c’è una sola risposta: rifiutarsi di mettere a rischio la propria vita. La legge già prevede che di fronte a rischi sulla salute e sulla sicurezza non si lavori, ma la paura e il ricatto del posto di lavoro impediscono di farlo. Per questo bisogna reagire e:
Ø se non ci si viene informati delle misure di sicurezza non bisogna lavorare Ø se non si hanno tutti gli strumenti per garantire la sicurezza non bisogna lavorare Ø se si intravede un rischio improvviso non bisogna lavorare Ø se si superano gli orari, gli organici, le procedure di sicurezza non bisogna lavorare
Per difendere la vita anche nel dubbio non bisogna lavorare. Sulla salute c’è una sola soluzione: fermarsi, non lavorare, denunciare pubblicamente al sindacato, alle istituzioni, alla magistratura, alla stampa, all’opinione pubblica, tutte le violazioni delle norme di sicurezza e tutti i tentativi di mettere a tacere le violazioni e di far lavorare comunque. Ribelliamoci! per salvare la vita denunciamo pubblicamente la violazione delle norme e fermiamo il lavoro a rischio! facciamo i fannulloni Rete 28 Aprile nella Cgil per l’indipendenza e la democrazia sindacale www.rete28aprile.it - info@rete28aprile.it
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