Governo Berusconi all’attacco dei servizio pubblici locali
Costruiamo subito una alleanza contro le privatizzazioni

pubblicato su www.attac.it il 12 giugno 2008

Come se decenni di mercificazione dei beni comuni e di messa sul mercato dei servizi pubblici locali non avessero già ampiamente dimostrato i disastrosi risultati della consegna degli stessi al mercato e ai privati, anche il nuovo Governo ci riprova.

Il Ministro dell’Economia Tremonti ha annunciato che il prossimo 18 giugno, in sede di presentazione del Documento di programmazione economico-finanziaria (Dpef), allegherà allo stesso un “Piano per lo sviluppo” che, tra le altre cose, prevede un decreto o un disegno di legge per la messa a gara della gestione di tutti i servizi pubblici locali.

Il solerte Ministro ha inoltre tenuto più volte a precisare come la privatizzazione riguarderà anche l’acqua, dimostrando la precisa volontà di attaccare il movimento che in questi anni si è prodotto con più forza e radicamento territoriale.

E, se qualcuno coltivasse qualche illusione di possibilità parlamentare, ci ha pensato la ministro-ombra del PD, Lanzillotta, a dichiarare il consenso bipartisan dell’intero Parlamento.

Siamo alle solite.

Il modello neoliberista,per continuare ad esistere, ha assoluto bisogno della valorizzazione finanziaria e della messa sul mercato dei beni comuni, in una logica di espropriazione totale dei diritti e di precarizzazione completa della vita delle persone.

Perché si dispieghi l’orizzonte della solitudine competitiva -ciascuno lasciato solo sul mercato in diretta competizione con l’altro- occorre eliminare qualsiasi orizzonte di comune condivisione, qualsiasi spazio pubblico, qualsiasi diritto sociale. Da qui l’attacco strumentale ai “fannulloni” del lavoro pubblico, il tentativo di eliminare il contratto nazionale e l’espressa volontà di precarizzare definitivamente il lavoro.

Da qui il disegno di privatizzazione totale dei beni comuni e dei servizi pubblici locali per consegnarli ai poteri forti del grande capitale finanziario.

Lasciando al pubblico il solo ruolo di gendarme, e dispiegando in funzione di esso le politiche securitarie, attraverso una attenta seminagione dell’intolleranza sociale e del razzismo contro ogni diversità e della trasformazione in problema di ordine pubblico di ogni conflittualità sociale.

Occorre respingere con forza questa nuova ondata di privatizzazioni.

Perché la consegna al mercato dei beni comuni e dei servizi pubblici è un’espropriazione di democrazia.

Perché tutte le lotte per la ripubblicizzazione dell’acqua, per una diversa politica dei rifiuti che faccia a meno di discariche ed inceneritori, per un nuovo piano energetico che dica basta alla proliferazione di centrali fossili e nucleari e si basi sul risparmio energetico, per un diverso modo di muoversi e di abitare i territori urbani sarebbero vanificate dalla definitiva consegna al mercato di questi beni.

Perché il mercato non conserva, avendo tutto l’interesse a dissipare. Perché il mercato non universalizza, avendo tutto l’interesse a dividere.

Crediamo sia giunto il momento, così come è stato per la lotta alla direttiva Bolkestein e per il contrasto al precedente DDL Lanzillotta, di costruire da subito una nuova alleanza contro la privatizzazione dei beni comuni e dei servizi pubblici che metta insieme tutte le forze e le realtà che in questi anni, dentro i territori e attraverso esperienze di partecipazione dal basso, hanno indicato la strada di un altro modello sociale e di un altro mondo possibile.

Dicono che privatizzare significa entrare nella modernità.

Non ci interessa. Noi abbiamo in mente il futuro.

ATTAC ITALIA