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«Completamente negative e pericolose sono
le posizioni annunciate sulla stampa dal ministro del
Welfare Maurizio Sacconi in materia di salute e sicurezza
sul lavoro. A dirlo, in una nota, è segretario nazionale
della Fiom Cgil Giorgio Cremaschi, secondo il quale «è
inaccettabile che, dopo la strage di Mineo, si pensi ancora
a mettersi sulla via della deregolamentazione e, in
particolare, a depenalizzare le norme previste dal
recentissimo Testo unico su salute e sicurezza. Al
contrario, si dovrebbe esigere il massimo rigore da parte
delle pubbliche autorità nell’applicazione delle leggi e
delle disposizioni a tutela della vita dei lavoratori».
Aggiunge Cremaschi: «La salute è un bene pubblico e
dichiarare preventivamente che le norme su di essa debbono
essere concertate tra le parti sociali significa sottoporre
un principio costituzionale all’azione lobbistica e di veto
della Confindustria. Non stiamo parlando di premi di
risultato, ma della vita delle persone. Il governo faccia il
proprio dovere assieme a tutte le altre istituzioni
respingendo le inaccettabili pressioni delle imprese».
Conclude la nota: «Se si vuole intervenire con misure di
emergenza, è necessario coordinare a livello nazionale tutte
le funzioni pubbliche, sia a livello di Ispettorati del
lavoro, sia sul piano degli interventi sanitari, sia su
quello dell’azione giudiziaria. A questo proposito,
bisognerebbe pensare seriamente alla costituzione di una
super Procura nazionale, sul modello di quella antimafia,
con il compito di intervenire sulla tutela della salute e
della sicurezza nel lavoro». |