Il Segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.

“L’accordo raggiunto ieri a Bruxelles tra i governi dell’Unione europea sulle deroghe alla settimana di 48 ore lavorative è inaccettabile. Tale accordo, che verrà adesso sottoposto all’approvazione del Parlamento europeo, configura infatti la possibilità che un lavoratore, attraverso accordi di carattere individuale, arrivi a prestare la sua opera fino a 60 ore settimanali.”

“A livello europeo, si torna così a una situazione analoga a quella prevista nel nostro Paese dalla legge del 1923; una legge che fissava in 48 ore alla settimana l’orario di lavoro normale e prevedeva 12 ore di straordinario come massimale settimanale.”

“E’ adesso necessario creare le condizioni per una mobilitazione del movimento sindacale europeo, compresa una manifestazione europea in occasione della prossima discussione parlamentare sull’accordo governativo.”

“Chiederemo dunque alla Federazione europea dei metalmeccanici (Fem) di proporre alla Confederazione europea dei sindacati (Ces) di organizzare questa mobilitazione di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori europei, anche attraverso iniziative di sciopero.”
 

Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom-Cgil e responsabile dell’ufficio Salute e sicurezza, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.

“L’accordo raggiunto tra i Governi europei sugli orari di lavoro è un attacco diretto alla salute e alla sicurezza dei lavoratori. La possibilità di lavorare fino a 60 ore settimanali, e in alcuni casi fino a 65, con semplici deroghe individuali ai contratti, mette in discussione l’intero sistema di regole e di leggi del nostro Paese. È bene ricordare che i lavoratori morti alla ThyssenKrupp di Torino operavano da 12 ore. Oggi, se fosse applicata questa direttiva, si potrebbe lavorare regolarmente fino a 13.”

“Ma ancor più grave è poi il fatto che la deroga rispetto alla settimana di 48 ore possa essere sottoscritta individualmente. Se si tiene conto della precarietà del mercato del lavoro, si capisce come lavoratrici e lavoratori, ricattati nella speranza di ottenere un’assunzione, potrebbero sottoscrivere clausole sugli orari perfettamente legali, ma distruttive della loro salute.”

“È gravissimo che il Governo italiano, che conosce perfettamente la situazione lavorativa del nostro Paese, abbia sottoscritto questo accordo. Ora è necessario opporsi in tutti i modi alla sua attuazione perché, altrimenti, le morti e gli infortuni sul lavoro aumenteranno.”