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Cgil - Una "povera" Conferenza di organizzazione. Nel centenario di Di Vittorio si potrebbe dire che nel celebrarlo, la Cgil, infine, lo ha rinnegato.
La maggioranza Cgil che fa riferimento ad Epifani ha sancito " l'attraversamento del Rubicone " con il definitivo abbandono anche dei residuali riferimenti al sindacalismo rivendicativo e con l'esplicita adesione della Cgil al modello neocorporativo, ..... in ciò inserendosi nel solco già tracciato da anni dalla Cisl e dalla Uil.
I documenti approvati non si discostano dai documenti iniziali (quello organizzativo e quello politico) sui quali si era aperta la Conferenza di Organizzazione della Cgil. In particolare quello politico conferma l'adesione della Cgil al superamento del modello contrattuale concertativo chiamato ormai da tutti (Confindustria e Governo) ad evolversi verso un modello più esplicitamente "neocorporativo". Una contrattazione non più orientata alla soddisfazione dei bisogni ma dipendente dall'obiettivo comune e condiviso di aumentare la produttività e di garantire alle imprese il raggiungimento dei loro obiettivi di remunerabilità. Si affaccia cioè, anche in Cgil, l'idea di un sindacato "collaborativo".
Se leggiamo la svolta sindacale nei suoi elementi sostanziali e non solo in quelli formali, vediamo come nel nuovo modello contrattuale la categoria economica di "salario" non esiste più, dove per "salario" si intende il "giusto salario", quello cioè sufficiente a garantire alla forza lavoro quella quantità di beni e di servizi che ne rendano possibile la riproduzione, materiale, culturale, sociale. Al suo posto prende sostanza e rilevanza solo la categoria economica della "remunerazione", ossia del compenso economico di una prestazione. Un compenso per altro giustificato solo se la prestazione produce il raggiungimento di obiettivi di incremento dei guadagni aziendali. Alla Forza Lavoro viene in pratica negato il riconoscimento di un suo valore (come invece succede a tutte le altre merci che si comprano sul mercato le quali hanno un prezzo sotto il quale la loro vendita viene considerata "in perdita"). Ad avere valore è solo la quantità di lavoro ed il suo rapporto con i risultati economici dell'impresa. Un primo passo verso una "remunerazione" completamente dipendente da elementi "variabili" che assieme all'occupazione variabile (prodotta dalla sempre maggiore precarietà) ridurrà la Forza Lavoro ad una condizione di subordinazione che questa non conosceva da almeno un secolo.
Gli aspetti formali della proposta sindacale che la Cgil ha celebrato nella sua conferenza confermano tutto questo. Il CCNL è sostanzialmente ridimensionato. Il suo compito è ridotto a cercare di adeguare il minimo retributivo agli scostamenti dell'inflazione (per altro senza alcun automatismo) secondo parametri tutti arbitrari e dettati dalla razionalità economica ... di fatto una riedizione peggiorata dell'inflazione programmata. Un minimo retributivo per altro condannato a ridursi continuamente essendo la scelta sindacale quella di centrare la maggior parte della contrattazione economica sul livello decentrato e quindi sulle forme variabili (non consolidate) della retribuzione come i "premi di risultato". Il nuovo modello propone di spostare tutto l'impegno sindacale sul fronte della contrattazione economica sul livello decentrato accettando il rapporto .... 1 - obiettivi di aumento della produttività e della remunerabilità di impresa (prima) 2 - premio economico (di partecipazione) una volta raggiunti gli obiettivi ed in proporzione ad essi (poi)
Di fatto, l'adeguamento all'inflazione, residuale strumento di difesa del "salario" per contrastarne la riduzione di potere, viene demandato ad un CCNL ormai condannato alla progressiva liquidazione (in valore ed in efficacia), mentre tutta la strategia sindacale si svolge (e si svolgerà sempre di più) nella contrattazione di una remunerazione se e quando gli obiettivi aziendali (e condivisi) sono stati realizzati. Praticamente una forma sporca di Cottimo.
Nel centenario di Di Vittorio si potrebbe dire che nel celebrarlo, la Cgil, infine, lo ha rinnegato.
1 giugno 2008 COORDINAMENTO RSU
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